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COMUNICATO STAMPA DI “PIEVE PER VALTIBERINA DEMOCRATICA”

 

LAPIDI E LAPIDAZIONI: BRAGAGNI HA SRADICATO LE LAPIDI DI “PIEVE IN POESIA”

PIEVE SANTO STEFANO - Con un gesto, ingiustificato ed incomprensibile, di violenza sociale culturale ed umana, la giunta Bragagni ha sradicato dalle mura di Pieve le lapidi di “Pieve in Poesia”, un progetto, di indiscusso contenuto culturale e di innovativa levatura turistica e promozionale, finanziato dal PRSE azione B4 annualità 2005-2006 “infrastrutture per il turismo: progetti ammessi al contributo regionale”.

La colpa di quelle lapidi, affisse da 4 anni, non stava nei versi incisi, dedicati a Pieve da autori quali Ungaretti, Papini, Carducci e Fanfani, ma risiedeva nel fatto che quel progetto fosse stato ideato e concretizzato dall’Amministrazione guidata da Lamberto Palazzeschi.

Si tratta dell’ennesimo schiaffo alla popolazione che deve subire, per rivalse personali, la cancellazione della memoria di tutto quanto realizzato nell’unico quinquennio (2004-2009) in cui non abbiano amministrato Bragagni (Sindaco al quinto mandato, dal 1985) e Marcelli (Vicesindaco al terzo mandato, dal 1994).

Dopo l’offensiva e calunniosa favola propagandistica del buco di bilancio, dopo lo sradicamento dei prefabbricati (che con il Sindaco Palazzeschi “puzzavano” poi venivano regalati e inaugurati come bomboniere dal Bragagni), dopo lo strappo del bando per il personale della Casa di Riposo, dopo le assunzioni ad personam negli uffici comunali, dopo il suicida non-ingresso nell’Unione dei Comuni, dopo le “autoassoluzioni” tramite “autoarchiviazioni” di multe da 10.000 Euro, si consuma l’ennesimo sopruso, che definire amministrativo o politico è troppo generoso.

Gli studi e tutte le varie fasi grafico-pratiche di “Pieve in Poesia” erano state approvate e apprezzate da Regione Toscana (che lo ha pagato), Agenzia per il Turismo e Provincia di Arezzo.

Il progetto aveva fatto lavorare 3 ditte artigiane di Pieve e si è basato sulla progettazione dell’Ufficio Tecnico Comunale e sul lavoro delle maestranze comunali.

Il depliant turistico che lo accompagna è stato interamente realizzato da uno studio di grafica pievano e interamente pagato da una catena di distribuzione commerciale operante a pieve.

“Pieve in Poesia” ha fatto conoscere la Poesia di Pieve ai Pievani e in tutta Italia: si ricordi solo la diffusione del progetto anche su Rai Uno (10 minuti di…, Venerdì 8 Febbraio 2008).

Il decoro delle Logge del Grano non era di sicuro compromesso dai versi di Ungaretti, dalla struttura artistica disegnata dal compianto geometra Enrico Spadi o dalla lastra in pietra incisa artigianalmente dal compianto Riccardo Albanesi, anche considerando che quelle Logge, grazie alle varie amministrazioni Bragagni, hanno accolto e accolgono un bar, l’insegna luminosa del bar stesso e alcuni cartelli stradali.

“Pieve per Valtiberina Democratica” non è più disposta a tollerare la violenza di questi soprusi, che vanno tutti a discapito di Pieve e dei Pievani: questa cieca furia distruttrice della memoria raggiungerà anche il resto delle opere realizzate dall’Amministrazione Palazzeschi dal 2004 al 2009 (Ponte Vecchio, Rotatoria dei Lumi, via Canonico Cupers, Barriere antirumore sulla E45, Parcheggi abside Collegiata, Pista ciclabile,…) e le private abitazioni dei Consiglieri di Minoranza, colpevoli di pensarla e dirla diversamente?

Le donne e gli uomini di “Pieve per Valtiberina Democratica” operano e opereranno sempre più, civicamente e civilmente, al fine di lavorare alla creazione di un’alternativa amministrativa ad una giunta, quella attualmente in carica, che ha fatto dell’annientamento del Paese la prima missione.

LE DONNE E GLI UOMINI DI “PIEVE PER VALTIBERINA DEMOCRATICA”

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