{"id":1599,"date":"2026-06-29T10:47:03","date_gmt":"2026-06-29T08:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=1599"},"modified":"2026-06-29T10:47:04","modified_gmt":"2026-06-29T08:47:04","slug":"arezzo-cambia-volto-in-dieci-anni-24-di-bar-ma-crescono-ristoranti-18-e-take-away-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/06\/29\/arezzo-cambia-volto-in-dieci-anni-24-di-bar-ma-crescono-ristoranti-18-e-take-away-33\/","title":{"rendered":"AREZZO CAMBIA VOLTO: IN DIECI ANNI -24% DI BAR, MA CRESCONO RISTORANTI (+18%) E TAKE AWAY (+33%)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1600\" width=\"136\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2-682x1024.jpg 682w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2-768x1154.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2-619x930.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Franco_Marinoni_2026-2.jpg 852w\" sizes=\"(max-width: 136px) 100vw, 136px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Dall&#8217;indagine FIPE-Confcommercio sui centri storici emerge una profonda trasformazione del settore. Marinoni: \u201cservono politiche capaci di tutelare le imprese che investono in qualit\u00e0, lavoro e servizio\u201d<\/em>Meno bar, pi\u00f9 ristoranti e attivit\u00e0 di asporto.\u00a0\u00c8 la fotografia che emerge per Arezzo dall&#8217;indagine \u201cPubblici esercizi e movida. La demografia d&#8217;impresa nei centri storici\u201d, realizzata da FIPE-Confcommercio insieme al Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e rielaborata a livello regionale da Confcommercio Toscana.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Nel periodo 2015-2025 il capoluogo aretino ha registrato un saldo negativo di 4 unit\u00e0 nel comparto, ma con forti differenze a seconda dei settori.\u00a0Laristorazione con somministrazione ha visto una crescita del 17,9%, passando da 192 a oltre 226 attivit\u00e0 (+34). Ancora pi\u00f9 marcato,\u00a0almeno in termini percentuali,\u00a0l&#8217;aumento delle attivit\u00e0 di take away, cresciute del 32,7% (dalle 49 del 2015 alle 65 del 2025), mentre\u00a0gelaterie e pasticcerie rimangono sostanzialmente stabili.\u00a0\u00c8 andata male invece per i bar, che in dieci anni sono diminuiti di oltre il 24%, passando da 222 a 168 attivit\u00e0 (-54). Una dinamica in linea con la tendenza nazionale che vede il progressivo ridimensionamento di una tipologia di impresa storicamente centrale per la vita sociale ed economica delle citt\u00e0.\u00a0\u201c<em>Anche ad Arezzo assistiamo a una trasformazione profonda dei consumi e dell&#8217;offerta commerciale<\/em>\u201d, commenta\u00a0il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni.\u00a0<em>\u201cDa una parte cresce la ristorazione, che continua ad attrarre investimenti anche grazie alla crescita del turismo; dall&#8217;altra diminuiscono i bar tradizionali, schiacciati dall&#8217;aumento dei costi di gestione, dagli affitti, dalla pressione fiscale e da margini sempre pi\u00f9 ridotti\u201d.<\/em>Secondo Confcommercio, il cambiamento non \u00e8 solo economico ma anche urbano.\u00a0La crescita delle attivit\u00e0 senza servizio al tavolo, che richiedono spazi pi\u00f9 contenuti e meno personale, modifica infatti gli equilibri dei centri cittadini. In alcune aree, la concentrazione di formule orientate al consumo rapido pu\u00f2 contribuire ad accentuare\u00a0criticit\u00e0 legate al decoro urbano, alla gestione dei rifiuti, al rumore e ai fenomeni di malamovida.\u00a0<em>\u201cPer questo<\/em>\u00a0\u2013 conclude Marinoni \u2013\u00a0<em>non bastano ordinanze o interventi emergenziali. Occorre una visione di lungo periodo che accompagni lo sviluppo della citt\u00e0, valorizzando le imprese che investono in occupazione, professionalit\u00e0, accoglienza e qualit\u00e0 del servizio. I pubblici esercizi sono una risorsa economica, ma anche un presidio di socialit\u00e0 e vivibilit\u00e0 per il territorio\u201d.<\/em>\u00a0In Toscana il settore dei pubblici esercizi conta in totale oltre 20mila attivit\u00e0 e circa 74mila occupati. I dati dell&#8217;indagine FIPE-Tagliacarne, che riguarda solo le citt\u00e0 capoluogo di provincia, mostrano la progressiva trasformazione del comparto: nel\u00a0decennio 2015-2025 i capoluoghi toscani hanno visto ridursi sensibilmente il numero dei locali, con Pisa che registra il secondo peggior saldo nazionale dopo Trieste (-114 attivit\u00e0). In controtendenza Prato, che cresce dell&#8217;8,5% con 67 attivit\u00e0 in pi\u00f9 e si piazza tra le prime venti citt\u00e0 italiane dove i pubblici esercizi continuano a registrare numeri positivi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Scarica l\u2019indagine di Fipe-Confcommercio:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fipe.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pubblici-esrcizi-e-movida.pptx_.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><u>https:\/\/www.fipe.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/pubblici-esrcizi-e-movida.pptx_.pdf<\/u><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>Scarica i dati relativi ai capoluoghi di provincia della Toscana:&nbsp;<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/spreadsheets\/d\/1Myu3YUVpCW9g009kHY8jm7OU3doPymEt\/edit?usp=drive_link&amp;ouid=116293830691155928522&amp;rtpof=true&amp;sd=true\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><u>https:\/\/docs.google.com\/spreadsheets\/d\/1Myu3YUVpCW9g009kHY8jm7OU3doPymEt\/edit?usp=drive_link&amp;ouid=116293830691155928522&amp;rtpof=true&amp;sd=true<\/u><\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;indagine FIPE-Confcommercio sui centri storici emerge una profonda trasformazione del settore. 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