{"id":16170,"date":"2023-06-25T09:35:00","date_gmt":"2023-06-25T07:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=16170"},"modified":"2023-06-24T08:42:06","modified_gmt":"2023-06-24T06:42:06","slug":"la-nonna-della-maturita-che-sogna-anche-la-laurea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2023\/06\/25\/la-nonna-della-maturita-che-sogna-anche-la-laurea\/","title":{"rendered":"La \u201cnonna\u201d della maturit\u00e0 che sogna anche la laurea"},"content":{"rendered":"\n<p> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16171\" width=\"225\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Imelda-giorno-dellesame-619x413.jpg 619w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A novanta anni compiuti Imelda Starnini, ha deciso di rimettersi a studiare giorno e notte per conseguire il diploma e coronare il sogno di una vita, quello di diventare una maestra, almeno sulla \u201ccarta\u201d \u2013 Questa mattina si \u00e8 seduta sul banco che gli \u00e8 stato assegnato all\u2019Istituto San Francesco di Sales accanto ad altri&nbsp; maturandi che potrebbero essere tutti suoi nipoti. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Imelda: \u201clo studio, il sapere e il desiderio di conoscere non hanno et\u00e0 ed io ne sono la dimostrazione. Avanti ragazzi ora non si scherza pi\u00f9. Dopo il diploma anche la laurea? \u201cChiss\u00e0 perch\u00e9 no?\u201d \u2013 Il racconto della sua vita a dir poco avventuroso rende ancora pi\u00f9 struggente questa storia.&nbsp;La \u201cnonna\u201d della maturit\u00e0 che sogna anche la \u201claurea\u201d. A novanta anni compiuti ha deciso di rimettersi a studiare giorno e notte per conseguire il diploma di maturit\u00e0 e coronare il sogno di una vita, quello di diventare una maestra, almeno sulla \u201ccarta\u201d. E\u2019 senza dubbio straordinaria, vera, ricca di significati e valori da trasmettere alle giovani generazioni, la storia di,&nbsp;Imelda Starnini, classe \u201933,&nbsp;che dopo aver spento lo scorso 3 febbraio ben novanta candeline sulla torta di compleanno, ha deciso senza battere ciglia di iscriversi come candidata \u201cesterna\u201d all\u2019esame di maturit\u00e0 all\u2019Istituto San Francesco di Sales (paritaria, scuola pubblica, unica in Europa, la cui fondazione risale al 1816) una volta conosciuto come la scuola \u201cmagistrale\u201d, da qualche anno sede anche del&nbsp;Liceo ad indirizzo Socio-Psico-Pedagogico. Un polo scolastico nel centro storico di Citt\u00e0 di Castello fra cattedrale, palazzo comunale e torre civica che per decenni ha formato maestre e maestri da sempre fiore all\u2019occhiello della citt\u00e0. E proprio in quell\u2019istituto, nel lungo corridoio al secondo piano che attraversa l\u2019ingresso delle classi, questa mattina poco dopo le ore 8, come peraltro in tutte le scuole italiane, Imelda si \u00e8 seduta in un banco a poca distanza dalla cattedra, per sostenere la prima prova scritta di \u201cItaliano\u201d, \u201cmaturanda\u201d dell\u2019esercito di 536 mila aspiranti a livello nazionale, di cui 7.507 umbri e circa 400 tifernati. Finalmente l\u2019agognata campanella, il sogno di una vita, ha suonato anche per lei. Sei ore per&nbsp;svolgere una delle sette tracce proposte dal ministero: poi domani, giovedi 22 giugno sar\u00e0 la volta della seconda prova scritta e a seguire la prossima settimana il colloquio finale prima del \u201cverdetto\u201d. \u201cSenza sacrificio non si ottiene nulla nella vita ed a questa et\u00e0 ho deciso di rimettermi in gioco ed affrontare questo esame, un obiettivo che ho rincorso da sempre ma che per varie ragioni, familiari e di lavoro mi \u00e8 sfuggito. Ora sono qui e grazie all\u2019aiuto della mia famiglia inizio il percorso di prove, che spero, mi condurranno ad ottenere il diploma\u201d, precisa con piglio e orgoglio \u201cnonna\u201d Imelda prima di iniziare a scrivere assieme agli altri maturandi, che potrebbero essere tutti suoi nipoti, con cui ha condiviso durante l\u2019anno momenti di formazione e studio in comune. \u201cLi abbraccio tutti questi bellissimi giovani che oggi qui con me ed in tutta Italia sono pronti a superare gli ostacoli degli esami: lo studio, il sapere e il desiderio di conoscere non hanno et\u00e0 ed io ne sono la dimostrazione. Bisogna crederci, cos\u00ec mi hanno insegnato i miei genitori. Avanti ragazzi ora non si scherza pi\u00f9\u201d, conclude sorridente l\u2019arzilla aspirante maestra di Citta\u2019 di Castello da oggi simbolo dell\u2019esercito di&nbsp;maturandi che pensa anche alla laurea: \u201cperch\u00e9 no, nella vita nulla \u00e8 impossibile basta volerlo e poi a me studiare piace molto\u201d.&nbsp;Una vera e propria \u201cmascotte\u201d, Imelda Starnini, classe \u201933, di questa tornata estiva degli esami di maturit\u00e0 che segnano il ritorno alla normalit\u00e0 dopo i periodi bui e difficili segnati dal Covid con tutte le restrizioni connesse. Figlia di&nbsp;mamma, Veronica e papa&#8217; Giulio, \u201cfabbro\u201d, nata a Selci Umbro nel comune di San Giustino, seconda di quattro fratelli (Laura, Cecilia e Pietro) Imelda ha vissuto un&#8217;infanzia serena sia pur contraddistinta dalle difficolt\u00e0 economiche del periodo. Ha frequentato&nbsp; la scuola elementare a Selci: &nbsp;racconta che furono anni difficili legati alla guerra dove le lezioni erano spesse interrotte dalla sirena delle Officine meccaniche \u201cNardi\u201d (simbolo del comparto metalmeccanico) che segnalava i possibili bombardamenti. \u201cSi correva a casa e spesso si doveva sfollare in campagna\u201d. Molto legata alla figura dello zio Eligio Starnini, uomo colto e altruista,&nbsp; che si occupo&#8217;, tra l&#8217;altro,&nbsp; della demolizione e ricostruzione dell&#8217;aereoporto San Egidio di Perugia, sindaco di San Giustino in un periodo dove c&#8217;era la miseria e la \u201ctessera annonaria\u201d che definiva quanta farina e generi alimentari si potevano avere al mese per ogni famiglia. Imelda racconta&nbsp; che Eligio spesso cedeva la propria parte alle mamme con tanti bambini. Lo zio, sposato con Rosina, non poteva avere figli e aveva preso a cuore la nipote, ragazzina educata e volenterosa, promettendole che appena la guerra fosse finita \u201cci avrebbe tirato fuori una maestra\u201d: purtroppo lo zio mor\u00ec improvvisamente all&#8217;et\u00e0 di 40 anni, infrangendo i sogni di Imelda. La zia Rosina, rimasta vedova, chiese alla mamma di Imelda di lasciare che la bambina andasse a vivere con lei. Imelda soffr\u00ec molto il distacco dai propri genitori e dai fratelli, ma per le situazioni economiche dell&#8217;epoca sembrava essere una buona soluzione anche per poterle offrire la possibilit\u00e0 di studiare. La zia Rosina, donna benestante, ma molto severa, non port\u00f2 avanti i desideri dello zio Eligio, non la fece studiare per diventare maestra elementare, ma la iscrisse ad una scuola di taglio e cucito. Gli anni passavano, Imelda \u00e8 sempre stata una ragazza curiosa e impegnata riuscendo a prendere la patente di guida tra le primissime donne di Italia e a Selci con la sua \u201cGiardinetta Belvedere\u201d era un supporto per tantissime&nbsp; persone, accompagnava spesso tutti quelli che avevano bisogno di muoversi fuori dal paese. Anche nel periodo della tubercolosi portava i figli a vedere i genitori nel sanatorio di Citt\u00e0 di Castello, tanto che, fortunatamente in maniera non grave, anche lei contrasse la malattia. La casa della zia Rosina, che si occupava di amministrazione dei campi,&nbsp; era&nbsp; frequentata da gente di Selci, tra i quali il parroco, Don Marcello Mercatelli, che veniva spesso a richiedere lavoro per le persone pi\u00f9 povere e bisognose. Don Marcello era un bel ragazzo, primo di 5 fratelli tutti maschi, che per le usanze dell&#8217;epoca dovette studiare in seminario e si consacro&#8217; sacerdote; colto&nbsp; e illuminato si occup\u00f2 tra l&#8217;altro, della costruzione dell&#8217;asilo&nbsp; della banca del paese ed era amato da tutti. Imelda e Marcello si conoscono meglio e si innamorano, situazione sicuramente \u201cnon facile\u201d da gestire&nbsp; per quell&#8217;epoca, non vista certo di buon occhio: ma non volendo rimanere \u201cnascosti\u201d,&nbsp; Don Marcello chiede al&nbsp; Papa Paolo VI la dispensa dei voti Sacerdotali e pur rimanendo profondamente religioso, riesce a sposare Imelda, dalla quale unione nascono due figli Luca e Sara&nbsp; e successivamente&nbsp; 3 nipoti ( Chiara, Samuele, Leonardo e un bisnipote Lorenzo). \u201cGli eventi della vita&nbsp; comunque non hanno permesso a Imelda di realizzare il suo desiderio e&nbsp; nonostante, nel 1978, gi\u00e0 mamma di due bambini, ma con tanta voglia di studiare, consegu\u00ec il diploma di licenza della scuola media, ancora&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\"><\/a>oggi ultranovantenne \u2013 precisa la figlia Sara &#8211; tutti i giorni&nbsp; racconta di essere tanto dispiaciuta per non essere&nbsp; diventata maestra, il suo sogno pi\u00f9 grande, poi aggiunge con le lacrime agli occhi&#8230;&#8221;ora \u00e8 troppo tardi\u201d. Per tutto questo \u2013 conclude con le lacrime agli occhi Sara &#8211; abbiamo chiesto la possibilit\u00e0 &nbsp;al Professor, Simone Polchi, dirigente scolastico dell\u2019Istituto San Francesco di Sales, di aiutarci ad&nbsp; esaudire questo desiderio della mamma. Ed oggi Imelda \u00e8 in classe pronta a rincorrere il sogno di una vita\u201d. &nbsp;Ed il dirigente scolastico ricorda bene quel momento.&nbsp;\u201cQuando Imelda si present\u00f2 da me, insieme a sua figlia Sara, all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico 2022\/2023 \u2013 dichiara il Dirigente Scolastico,&nbsp;Simone Polchi&nbsp;&#8211; capii subito che si trattava di una storia straordinaria e di un esempio per tutti i nostri ragazzi. Imelda, a 90 anni, ha avuto, per tutta la vita, il sogno di fare la maestra, un sogno che per\u00f2 la vita non le ha concesso di realizzare ma che lei \u00e8 ancora qui a chiedere. Per tutta la sua vita ha desiderato fare l\u2019Istituto Magistrale alle Salesiane che, oltre ad essere l\u2019unico in Umbria fino al 1996, ha sempre rappresentato anche per l\u2019Alta Valle del Tevere, il punto di partenza per tutte le ragazze che avessero voluto fare le maestre o le insegnanti nella vita. Quando, ad aprile 2023, abbiamo fatto le simulazioni dell\u2019esame scritto, l\u2019ho fatta venire e i ragazzi, diciannovenni e suoi compagni d\u2019esame, si sono chiesti: ma \u00e8 possibile avere questo desiderio a 90 anni? Ma, allora, il motivo per cui studio quale \u00e8? Tutti hanno compreso il messaggio chiaro: nella vita non \u00e8 importante studiare per il diploma, \u00e8 importante studiare per desiderare, \u00e8 importante tenere la domanda aperta, essere curiosi, avere il gusto di imparare, di conoscere, avere un sogno grande anzi, direi, nella vita \u00e8 importante desiderare l\u2019impossibile. Questo \u00e8 l\u2019insegnamento pi\u00f9 grande che Imelda lascia a me e a tutte le nuove generazioni\u201d, conclude, Simone Polchi, prima di dare il via agli esami. A tenere a battesimo una giornata davvero speciale per Imelda e per tutti gli studenti, anche le istituzioni locali, rappresentate dai sindaci di Citta\u2019 di Castello e San Giustino,&nbsp;Luca Secondi&nbsp;e&nbsp;Paolo Fratini, attraverso gli assessori alle Politiche Scolastiche dei due comuni limitrofi,&nbsp;Letizia Guerri&nbsp;e&nbsp;Milena Crispoltoni. \u201cCrediamo di poter dire che la storia di Imelda sia una sorta di \u201cfavola\u201d che diventa finalmente, oggi, una bella realt\u00e0. Una testimonianza forte, foriera di notevoli e diversi significati per ognuno di noi, adulto, giovane o adolescente che sia. Per noi adulti, la tenacia di Imelda \u00e8 un incoraggiamento a continuare ad apprendere, un \u201cnon \u00e8 mai troppo tardi\u201d come avrebbe detto il Maestro Manzi.&nbsp;Per i giovani, un input a non arrendersi, a non perdere le speranze, soprattutto in questi anni in cui, per motivazioni diverse, sempre pi\u00f9 spesso purtroppo parliamo di drop out, abbandono e dispersione scolastica. In Europa siamo terzi dopo &nbsp;Spagna e Romania: che sia, quindi, la tenacia e la forza di volont\u00e0 di Imelda un segno forte anche per le giovani generazioni a superare gli ostacoli e a saper considerare la scuola uno strumento fondamentale di crescita personale.&nbsp;Imelda, nata a Selci Umbro, Comune di San Giustino, residente a Cerbara, Comune di Citt\u00e0 di Castello, \u00e8 un po\u2019 anche il simbolo di unione tra due Enti che, limitrofi, sono caratterizzati da rapporti di amicizia e volont\u00e0 di andare insieme nell\u2019 andare ad intercettare le esigenze dei cittadini e operare insieme per poter fornire le risposte pi\u00f9 consone\u201d, concludono Guerri e Crispoltoni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>SCHEDA ISTITUTO \u201cSAN FRANCESCO DI SALES\u201dLA STORIA<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Istituto nacque nel 1816&nbsp;per iniziativa del vescovo tifernate Francesco Antonio Mondelli (1755-1825) che, per ovviare alla grave arretratezza culturale di Citt\u00e0 di Castello affid\u00f2 ad una piccola comunit\u00e0 di Suore Salesiane il delicato, quanto urgente, incarico di provvedere all\u2019educazione e alla formazione di bambine e ragazze. A questo scopo chiede al Conventino di Firenze quattro giovani novizie che si formino e fondino una congregazione le \u201cOblate salesiane\u201d, atte a cominciare l\u2019opera in un primo tempo con la sola Scuola Elementare.&nbsp;Nel 1862 il Comune di Citt\u00e0 di Castello chiese alle suore di farsi carico della gestione delle scuole comunali femminili.&nbsp;In tal senso \u201cSan Francesco di Sales\u201d fu l\u2019unica scuola della citt\u00e0 che fino al 1913 provvide all\u2019insegnamento elementare delle giovani tifernati. In quell\u2019anno il Comune ottenne dalla competente autorit\u00e0 scolastica provinciale il permesso di aprire scuole proprie.&nbsp;Nel 1927 il Provveditore agli Studi di Perugia concesse la \u201cparificazione\u201d alle scuole delle Salesiane che dunque si affiancavano a quelle statali.&nbsp;Di qui anche l\u2019esigenza di una sostanziale ristrutturazione ed ammodernamento dei locali scolastici nel corso degli anni \u201930, fino all\u2019inaugurazione dell\u2019intera struttura nel 1937 alla presenza del Generale Badoglio. Gi\u00e0 l\u2019anno precedente nasceva nel plesso scolastico l\u2019Istituto Magistrale, in sostituzione della preesistente \u201cScuola Civile di Cultura\u201d, finalizzata a preparare agli esami di stato per il diploma di maestra.&nbsp;Nel 1939 fu infine legalmente riconosciuta anche la Scuola Media Inferiore.&nbsp;Nel 1965 viene aperta la Scuola Magistrale&nbsp;che prepara le insegnanti della scuola materna. E proprio nel 1968, su richiesta dei genitori dei bambini della scuola elementare, viene aperta la Scuola Materna, \u201cautorizzata\u201d dal Provveditore agli Studi di Perugia e collocata, come oggi, al piano terra del grande edificio ubicato nel centro storico. Le scuole create in origine per sole ragazze e bambine, nel corso degli anni \u201970 sono state aperte anche ai ragazzi. al 1999 le Oblate Salesiane, rimaste in poche, si sono fuse alla congregazione delle \u201cFiglie di San Francesco di Sales\u201d, nativa della Romagna, per mantenere viva la scuola. Motore di questo passaggio \u00e8 stata Sr Maria Tommasina Burattini deceduta il 20 agosto 2015.&nbsp;Dal 2002 la gestione della scuola \u00e8 stata assunta dal gruppo Liberi di Educare, uno dei pi\u00f9 grandi gruppi di scuole paritarie in Italia. Nel primo anno di gestione del gruppo Liberidieuducare \u00e8 stato aperto il Nido per bambini dai 14 mesi e in questo modo l\u2019Istituto San Francesco di Sales \u00e8 diventata l\u2019unica Scuola del centro Italia con tutti gli ordini scolastici Nido, Infanzia, Primaria, Medie e Superiori. In previsione dell\u2019abolizione degli Istituti Magistrali, avvenuta nel 2001, l\u2019Istituto Magistrale ha richiesto ed ottenuto nel 1996 la \u201cSperimentazione Brocca\u201d, divenendo Liceo ad indirizzo Socio-Psico-Pedagogico; il corso di studi gi\u00e0 quadriennale, \u00e8 diventato quinquennale, rispondente alle esigenze di una cultura aggiornata e alla partecipazione consapevole dei giovani ad una vita sociale dai risvolti inediti e dai ritmi evolutivi molto sostenuti. Con la riforma Gelmini del settembre 2010 il corso di studi diventa quello del \u201cLiceo Europeo\u201d con i corsi di Economico Sociale e Scienze Umane. Nel 2016, in occasione dei 200 anni dalla fondazione della scuola, il duecentesimo \u00e8 stato celebrato, tra gli altri, con due grandi eventi: una mostra presso i prestigiosi locali della Pinacoteca Comunale, rimasta aperta per 3 mesi, dal titolo \u201cLa libert\u00e0 di educazione\u201d di cui conserviamo oggi il Catalogo e l\u2019incontro con Papa Francesco a Roma del 30 aprile 2016.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A novanta anni compiuti Imelda Starnini, ha deciso di rimettersi a studiare giorno e notte per conseguire il diploma e coronare il sogno di una vita, quello di diventare una maestra, almeno sulla \u201ccarta\u201d \u2013 Questa mattina si \u00e8 seduta sul banco che gli \u00e8 stato assegnato all\u2019Istituto San Francesco di Sales accanto ad altri&nbsp; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[]},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16170"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16173,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16170\/revisions\/16173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}