{"id":1884,"date":"2026-07-08T07:17:00","date_gmt":"2026-07-08T05:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=1884"},"modified":"2026-07-07T10:46:08","modified_gmt":"2026-07-07T08:46:08","slug":"campo-di-concentramento-del-regio-esercito-di-arbe-isola-di-rab-croazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/07\/08\/campo-di-concentramento-del-regio-esercito-di-arbe-isola-di-rab-croazia\/","title":{"rendered":"Campo di concentramento del Regio Esercito di Arbe (isola di Rab, Croazia)"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/campo-di-concentramento.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1885\" width=\"523\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/campo-di-concentramento.png 984w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/campo-di-concentramento-300x289.png 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/campo-di-concentramento-768x740.png 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/campo-di-concentramento-619x596.png 619w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1942 il regime d\u2019occupazione italiano instaur\u00f2 a Campora d\u2019Arbe l\u2019omonimo campo di concentramento. Qui vennero imprigionati in condizioni disumane i civili slavi, donne, uomini e bambini delle zone occupate della Slovenia (vi furono internati anche alcuni civili della vicina Venezia Giulia)<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Arbe \u00e8 un\u2019isola in Dalmazia, sul Quarnero, che oggi si chiama Rab ed \u00e8 rinomata meta turistica della Croazia, circondata com\u2019\u00e8 da tante altre piccole isole.La prima dedizione dell\u2019isola di Arbe alla Serenissima Repubblica di Venezia \u00e8 antichissima, risale all\u2019anno Mille. E dopo alterne vicende, dal 1400 alla caduta della Repubblica, Arbe fu sempre veneziana: lo mostra ancora oggi, nella bellezza tutta veneta della citt\u00e0 vecchia.E prima ancora, molto prima, intorno all\u2019anno 300 post Christum natum, un gruppo di cristiani di Arbe in fuga dall\u2019ultima grande persecuzione dell\u2019Impero Romano attravers\u00f2 l\u2019Adriatico e \u2013 secondo la tradizione \u2013 fond\u00f2, sul monte Titano, la pi\u00f9 antica repubblica del mondo, quella che ancor oggi si fregia negli atti ufficiali del titolo di Serenissima Repubblica di San Marino.Ma la storia di Arbe che vogliamo ricordare oggi \u00e8 molto pi\u00f9 recente. Perch\u00e9 ad Arbe, e precisamente nel nord-ovest dell\u2019isola, nella zona che oggi si chiama Kamporska Draga e allora si chiamava Campora, nel luglio del 1942, sotto il Fascismo, il Regio Esercito italiano istitu\u00ec un campo di concentramento che non aveva nulla da invidiare a quelli nazisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra ottomila e quindicimila internatiIn 14 mesi, furono internate nel campo di Arbe tra le ottomila e le quindicimila persone, non ci sono dati certi. Erano croati soprattutto, e sloveni, oppositori della occupazione italiana. Erano uomini, donne e bambini, e furono rinchiusi in condizioni terribili.Pane 80 grammi, broda e pidocchiVenivano ospitati in piccole tende all\u2019aria aperta, sul nudo terreno, al freddo, esposti alle intemperie e al forte vento di bora. Solo successivamente, quando internarono ad Arbe anche tremila ebrei, per loro vennero costruite delle capanne di legno. Ma a tutti veniva distribuito un rancio di 80 grammi di pane al giorno, pi\u00f9 una broda immonda cotta in bidoni della nafta.Arbe (Rab), il campo di concentramento italiano in una foto dell\u2019epoca. <\/p>\n\n\n\n<p>Dietro il Tricolore si vedono le tende all\u2019aria aperta, unico riparo per gli internatiNon c\u2019era acqua per lavarsi e per dormire veniva distribuita ai poveretti della paglia infestata da pidocchi, ed era questa una scelta consapevole del generale Gastone Gambara, che la spiegava cos\u00ec: \u201cInternato ammalato uguale internato tranquillo\u201d. Un altro ufficiale che si macchi\u00f2 di innumerevoli episodi di autentico sadismo contro gli internati fu il tenente colonnello dei Regi Carabinieri Vincenzo Cuiuli.Tra 1500 e duemila vittimeUfficialmente, in quei 14 mesi morirono di fame, di stenti, di freddo, quasi 1500 persone, ma pare che le vittime siano state in realt\u00e0 pi\u00f9 di duemila. Una proporzione, tra internati e morti, simile a quella di molti campi di concentramento tedeschi.I tedeschi, almeno, chiedono scusa\u2026Solo che i tedeschi hanno chiesto scusa. Il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, il Presidente e le autorit\u00e0 dei Lander non mancano mai alle cerimonie ufficiali in onore delle vittime del Nazismo. La Germania democratica di oggi ha avuto il coraggio e l\u2019onest\u00e0 di affrontare le colpe del proprio passato, di ammettere i crimini, di chiedere perdono.<\/p>\n\n\n\n<p>La favola bugiarda dei bravi italianiL\u2019Italia, invece, ha fatto finta di niente. Ha continuato ad alimentare, anche per i crimini della Seconda Guerra, anche per i crimini del colonialismo italico, la favola bugiarda dei \u201cbravi italiani\u201c, continuazione della Grande bugia del Risorgimento e delle altre grandi menzogne sulla Grande Guerra. I campi di concentramento italiani sono dimenticati, nascosti, taciuti, e solo recentemente qualcosa si muove, tra mille resistenze, e solo quando quei crimini riguardano soprattutto la Shoah. Mai un Presidente italiano ad ArbeI crimini \u201cminori\u201d, quelli che videro come vittime soprattutto uomini, donne e bambini croati e sloveni, sono coperti da un vergognoso silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p> Mai e poi mai s\u2019\u00e8 visto un Presidente della Repubblica Italiana, mai si sono viste autorit\u00e0 militari recarsi ad Arbe a chiedere perdono a nome dell\u2019Italia.Arbe (Rab), l\u2019isola in una stampa veneziana del 1598 (Giuseppe Rosaccio, Viaggio da Venezia a Costantinopoli)Crimini del Regio Esercito italianoEppure il terribile campo di Arbe non fu gestito da qualche gruppo di estremisti in camicia nera. Era un campo di internamento ufficiale, questi sono crimini del Regio Esercito italiano. Quello stesso Regio Esercito che settant\u2019anni prima aveva bruciato vivi \u2013 disonorandoli come briganti \u2013 gli abitanti di interi paesi del Sud che resistevano fieramente alla conquista piemontese, volendo rimanere leali e fedeli al loro legittimo Re.Quello stesso Regio Esercito che nella Grande Guerra, unico tra gli eserciti europei, praticava la decimazione. Eppure l\u2019Italia fa finta di niente, e continua ad onorare con intitolazioni di vie e di piazze e perfino con monumenti i responsabili di quei crimini.Atrocit\u00e0 italiane e titineLe norme contro la lingua e la cultura slave, la brutalit\u00e0 dell\u2019occupazione italiana dell\u2019altra sponda dell\u2019Adriatico soprattutto durante la Seconda Guerra, le atrocit\u00e0 di cui il campo di Arbe \u00e8 un simbolo, sono all\u2019origine dell\u2019ampia condivisione popolare che copr\u00ec e permise l\u2019altrettanto feroce e criminale reazione titina, lo sterminio e la cacciata degli italiani, quando le sorti della guerra volsero a sfavore dell\u2019Italia.Dove c\u2019\u00e8 un Leone, l\u00ec \u00e8 Italia\u2026. che bugia\u201cDove c\u2019\u00e8 un Leone di San Marco, l\u00ec \u00e8 Italia\u201d fu negli anni del Fascismo il motto bugiardo della propaganda italiana. Un motto bugiardo, perch\u00e9 la Serenissima non era Italia, era un Commonwealth che si estendeva su entrambe le sponde dell\u2019Adriatico, fino all\u2019Egeo, fino a Creta e Cipro, che non ha mai imposto la propria lingua alle citt\u00e0 soggette, e che riconosceva le autonomie locali pur sotto la Dominante.Arbe (Rab), la citt\u00e0 vecchia con le quattro torri e le fortificazioni veneziane (foto di Isiwal, licenza CC)Tanto che quando Napoleone l\u2019Infame cancell\u00f2 la Serenissima, le popolazioni istriane e dalmate e greche si distinsero per la fedelt\u00e0 a Venezia fino all\u2019ultimo, con manifestazioni d\u2019amore commoventi come quella famosa di Perasto o con la conferma del Leone veneziano come simbolo nella propria bandiera, come fece la Repubblica Settinsulare, le sette isole greche con capitale Corf\u00f9, ultimo lembo della Serenissima a sopravvivere indipendente nell\u2019Ottocento.La distruzione dei Leoni, vittime dell\u2019ItaliaLa distruzione di massa dei Leoni d\u2019Istria e Dalmazia, quando non avvenne ad opera dei giacobini in epoca napoleonica, avvenne alla fine della Seconda Guerra, come reazione a un simbolo che non era mai stato un simbolo italiano, ma che lo era diventato proprio a causa della propaganda italiana.Soltanto oggi, molto faticosamente, anche grazie alla lungimiranza della legge regionale veneta voluta da Ettore Beggiato fin dagli anni Novanta, le meravigliose terre croate e slovene che furono della Serenissima e che il Fascismo ha perduto all\u2019Italia, cominciano a distinguere tra passato veneziano e animosit\u00e0 anti-italiana, cominciano a restaurare i segni della civilt\u00e0 veneziana e i loro Leoni di Venezia, anch\u2019essi vittime dell\u2019Italia. Vedi meno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1942 il regime d\u2019occupazione italiano instaur\u00f2 a Campora d\u2019Arbe l\u2019omonimo campo di concentramento. 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