{"id":2187,"date":"2026-07-18T16:34:00","date_gmt":"2026-07-18T14:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=2187"},"modified":"2026-07-16T11:20:59","modified_gmt":"2026-07-16T09:20:59","slug":"cambiamo-aria-nelle-citta-italiane-linquinamento-resta-una-grave-minaccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/07\/18\/cambiamo-aria-nelle-citta-italiane-linquinamento-resta-una-grave-minaccia\/","title":{"rendered":"CAMBIAMO ARIA: NELLE CITT\u00c0 ITALIANE L\u2019INQUINAMENTO RESTA UNA GRAVE MINACCIA"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-1024x660.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2188\" width=\"421\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-1024x660.png 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-300x193.png 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-768x495.png 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-1536x990.png 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis-619x399.png 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bis.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>CAMBIAMO ARIA: NELLE CITT\u00c0 ITALIANE L\u2019INQUINAMENTO RESTA UNA GRAVE MINACCIA PER LA SALUTEI dati dei primi sei mesi del 2026 confermano le criticit\u00e0 gi\u00e0 emerse nel 2025. ISDE Italia: \u00abNon possiamo aspettare il 2030. Servono subito politiche strutturali per ridurre le emissioni e l\u2019esposizione della popolazione\u00bbArezzo, 16 luglio 2026\u00a0<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p> Nelle citt\u00e0 italiane, polveri sottili, biossido di azoto e ozono continuano a raggiungere concentrazioni incompatibili con un\u2019adeguata tutela della salute. I dati aggiornati alla fine di giugno 2026 del progetto nazionale\u00a0\u201cCAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0 italiane\u201d\u00a0confermano e rafforzano il quadro preoccupante gi\u00e0 documentato nel corso del 2025.Il progetto, promosso da\u00a0ISDE Italia \u2013 Associazione Medici per l\u2019Ambiente\u00a0in collaborazione con l\u2019Osservatorio Mobilit\u00e0 Urbana Sostenibile di Kyoto Club\u00a0e la\u00a0Clean Cities Campaign, raccoglie i dati ufficiali delle reti regionali ARPA e APPA e confronta le concentrazioni degli inquinanti con tre livelli di riferimento:la normativa italiana attualmente vigente;i limiti pi\u00f9 restrittivi stabiliti dalla Direttiva europea 2024\/2881, applicabili dal 2030;i valori raccomandati dalle Linee guida 2021 dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0.Il monitoraggio riguarda stazioni di traffico e di fondo collocate in 27 citt\u00e0 italiane e consente di valutare non soltanto il rispetto formale delle norme vigenti, ma soprattutto la distanza che ancora separa le citt\u00e0 italiane dai livelli raccomandati per proteggere la salute.PM10: in alcune citt\u00e0 gi\u00e0 superati i limiti annuali attualiAlla fine di giugno 2026, alcune stazioni, a Milano, Verona, Vicenza e Modena, avevano\u00a0gi\u00e0 raggiunto o superato\u00a0il numero massimo di 35\u00a0giornate con concentrazioni di PM10 superiori a 50 microgrammi per metro cubo\u00a0consentito dalla normativa vigente per l\u2019intero anno.Criticit\u00e0 particolarmente significative sono state osservate anche a Torino, Venezia, Padova, Vicenza, Parma, Brescia, Bergamo e Bologna. In alcuni casi, il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra persino un aumento delle giornate caratterizzate da elevate concentrazioni di particolato.Considerando il futuro valore europeo di 45 microgrammi per metro cubo, con un massimo di 18 superamenti annuali, risultavano gi\u00e0 oltre il limite 13 delle 27 citt\u00e0 monitorate.\u00a0PM2,5: nessuna citt\u00e0 rispetta pienamente i valori indicati dall\u2019OMSLa situazione pi\u00f9 diffusa e preoccupante riguarda il PM2,5, il particolato fine capace di penetrare profondamente nell\u2019apparato respiratorio e di raggiungere il sistema cardiovascolare.La soglia giornaliera di 25 microgrammi per metro cubo, che la nuova Direttiva europea consentir\u00e0 di superare per non pi\u00f9 di 18 giorni all\u2019anno dal 2030, \u00e8 stata oltrepassata 52 volte nella stazione Padova-Mandria, 50 volte a Milano-Marche, 49 a Milano-Pascal Citt\u00e0 Studi e 48 nelle stazioni Torino-Rebaudengo e Torino-Rubino.In aggiunta, rispetto alla pi\u00f9 cautelativa soglia giornaliera dell\u2019OMS, pari a 15 microgrammi per metro cubo, Torino-Rebaudengo aveva gi\u00e0 registrato 104 giornate di superamento, Verona-Giarol Grande 98, Padova-Mandria 90 e Milano-Marche 87.Nel quadro riepilogativo del progetto,\u00a0nessuna citt\u00e0 risulta pienamente conforme alle raccomandazioni sanitarie dell\u2019OMS per il PM2,5.\u00a0Biossido di azoto: traffico stradale e citt\u00e0 portuali tra le principali criticit\u00e0Per il biossido di azoto, strettamente associato alla combustione e in particolare alle emissioni del traffico,\u00a0le concentrazioni pi\u00f9 elevate si registrano soprattutto nelle stazioni poste lungo le strade maggiormente percorse.Palermo-Di Blasi ha contato 78 giornate oltre il futuro limite europeo di 50 microgrammi per metro cubo, Genova-Via Buozzi 58, Napoli-Ente Ferrovie 50 e Genova-Corso Europa 41.Si tratta in diversi casi di citt\u00e0 portuali, nelle quali alle emissioni del traffico stradale possono\u00a0sommarsi quelle prodotte dalle attivit\u00e0 marittime e portuali. Situazioni rilevanti sono state riscontrate anche a Torino, Catania, Milano, Firenze e Trento.\u00a0Ozono: superamenti gi\u00e0 prima della fase pi\u00f9 calda dell\u2019estateL\u2019arrivo della\u00a0stagione estiva\u00a0rende particolarmente importante il monitoraggio\u00a0dell\u2019ozono troposferico, inquinante secondario la cui formazione \u00e8 favorita dalle alte temperature e dall\u2019intenso irraggiamento solare.Alla fine di giugno Torino-Lingotto aveva gi\u00e0 registrato 24 giornate oltre il valore di 120 microgrammi per metro cubo, Bergamo-Meucci 21, Torino-Rubino. Modena-Parco Ferrari e Vicenza-Quartiere Italia 20.Queste stazioni avevano quindi\u00a0gi\u00e0 superato, nel primo dei mesi tradizionalmente pi\u00f9 caldi, il massimo di 18 giornate che sar\u00e0 consentito dalla normativa europea dal 2030.\u00a0Le criticit\u00e0 del 2026 confermano l\u2019emergenza rilevata nel 2025I risultati dei primi sei mesi del 2026 confermano la situazione gi\u00e0 fortemente critica emersa dai\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/click.mlsend.com\/link\/c\/YT0zMDU0NDYyMjU5ODIxNTQ5MjQxJmM9ejdwMiZlPTIyOTMxMjU3JmI9MTU1NTExMTg1NCZkPWIzbzl1OHM=.jbvFewsPpeM6xnbFpL1mbGphuwpfmUaL-Qcf5sE_flg\" target=\"_blank\">dati definitivi del 2025,\u00a0<\/a>l\u2019esposizione cronica della popolazione urbana era risultata ancora elevata e largamente distante sia dai nuovi limiti europei sia dalle indicazioni dell\u2019OMS.Il confronto con il primo semestre 2025 mostra nel 2026 alcuni miglioramenti. Aumentano infatti i casi collocati nelle fasce gialla (superamento solo dei valori raccomandati dall\u2019OMS o verde con nessun superamento), mentre si riducono al momento alcune situazioni di superamento della normativa vigente, da verificare nella seconda parte dell\u2019anno.Il quadro resta complessivamente preoccupante. Il PM2,5 continua a superare diffusamente i valori indicati dalla nuova Direttiva europea e il biossido di azoto mantiene livelli elevati in numerosi centri urbani. Torino, Milano e diverse citt\u00e0 della Pianura Padana restano tra le situazioni pi\u00f9 problematiche. Servono comunque interventi strutturali e continuativi su traffico, riscaldamento, attivit\u00e0 produttive e pianificazione urbana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inquinamento atmosferico \u00e8 un problema sanitario, non soltanto ambientaleISDE Italia ricorda che l\u2019inquinamento atmosferico rappresenta uno dei principali fattori di rischio ambientale per la popolazione.La letteratura scientifica internazionale documenta l\u2019associazione tra l\u2019esposizione agli inquinanti atmosferici e l\u2019aumento della mortalit\u00e0 prematura, delle malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche, metaboliche e neurologiche. Sono inoltre documentati effetti negativi sulla salute riproduttiva, sullo sviluppo cerebrale e cognitivo dei bambini e, pi\u00f9 in generale, sulla salute di tutti gli organi e apparati.Il PM2,5 \u00e8 particolarmente pericoloso perch\u00e9, grazie alle ridotte dimensioni delle particelle, pu\u00f2 raggiungere le zone pi\u00f9 profonde dei polmoni, entrare nel circolo sanguigno e superare anche la barriera emato-encefalica,\u00a0con effetti negativi su vari organi interni.Le stime elaborate nell\u2019ambito del progetto \u201cCambiamo Aria\u201d, utilizzando dati ambientali delle ARPA, dati demografici e di mortalit\u00e0 ISTAT e metodologie coerenti con le Linee guida dell\u2019OMS e dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, mostrano con chiarezza la dimensione sanitaria del problema.Considerando i livelli di inquinamento registrati nel 2025 e una popolazione di oltre 8 milioni di residenti con almeno 30 anni nelle 27 citt\u00e0 monitorate, sono stati stimati [vedi\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/click.mlsend.com\/link\/c\/YT0zMDU0NDYyMjU5ODIxNTQ5MjQxJmM9ejdwMiZlPTIyOTMxMjU3JmI9MTU1NTExMTg1NiZkPXY1ZzdnMmc=.BabzJsl8sQM45wtc4SH4CdcQnmksvcCNteyJKGgx55k\" target=\"_blank\">rapporto Cambiamo Aria 2025<\/a>]\u00a06.731 decessi per malattie attribuibili all\u2019esposizione al PM2,5, con un intervallo di incertezza compreso tra 5.048 e 7.572 decessi. Questo carico rappresenta circa\u00a0l\u20198% di tutta la mortalit\u00e0 per cause non traumatiche nella popolazione adulta\u00a0delle citt\u00e0 considerate.L\u2019impatto non \u00e8 uniforme sul territorio. La quota di mortalit\u00e0 attribuibile al PM2,5 \u00e8 stata stimata pari al\u00a014% a Milano, al\u00a012% a Torino e Padova, all\u201911% a Vicenza e Brescia\u00a0e al\u00a010% a Venezia, Verona, Parma e Modena. Anche nelle citt\u00e0 con un\u2019incidenza percentuale pi\u00f9 bassa, il numero assoluto dei decessi attribuibili resta rilevante: in molte realt\u00e0 si contano centinaia di morti premature e, nel caso di Roma, oltre mille.Al carico di mortalit\u00e0, si aggiungono infatti nuovi casi di malattia, aggravamenti di patologie croniche, ricoveri ospedalieri, disabilit\u00e0, perdita di qualit\u00e0 della vita e rilevanti costi sanitari e sociali.Le conseguenze sono particolarmente gravi per i soggetti pi\u00f9 vulnerabili: bambini, anziani, donne in gravidanza, persone affette da patologie croniche e popolazioni che vivono in condizioni sociali ed economiche svantaggiate o in prossimit\u00e0 delle principali sorgenti emissive.\u00a0Non aspettare il 2030L\u2019adozione della Direttiva europea 2024\/2881 conferma quanto la comunit\u00e0 scientifica sostiene da tempo: gli attuali limiti normativi non garantiscono ancora un livello adeguato di protezione della salute.Entro il 2030 dovranno essere raggiunte concentrazioni significativamente inferiori di PM10, PM2,5 e biossido di azoto. Tuttavia, considerare il 2030 soltanto come una scadenza amministrativa significherebbe rinviare ancora la tutela delle persone che oggi vivono, lavorano e studiano nelle citt\u00e0 italiane.I cittadini di oggi hanno lo stesso diritto dei cittadini del 2030 a respirare un\u2019aria che non li faccia ammalare.Per questo ISDE Italia chiede che ogni aggiornamento dei Piani regionali e locali per la qualit\u00e0 dell\u2019aria sia valutato non soltanto rispetto agli obblighi attualmente vigenti, ma anche rispetto alla sua concreta capacit\u00e0 di accompagnare i territori verso i nuovi obiettivi europei e, progressivamente, verso i valori raccomandati dall\u2019OMS.\u00a0L\u2019appello di ISDE Italia &#8211;\u00a0Associazione Medici per l\u2019Ambiente\u00abI dati del progetto Cambiamo Aria dimostrano che nessuna delle citt\u00e0 monitorate pu\u00f2 considerarsi completamente al riparo dai rischi sanitari connessi all\u2019inquinamento atmosferico. In numerosi territori, gi\u00e0 nei primi sei mesi del 2026, sono stati raggiunti o superati livelli che la normativa europea consentir\u00e0 nell\u2019intero anno a partire dal 2030.Non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente intervenire soltanto durante le fasi emergenziali o affidarsi a misure temporanee. Sono necessarie politiche strutturali, coordinate e verificabili, capaci di ridurre stabilmente le emissioni alla fonte e l\u2019esposizione della popolazione.Inquinamento atmosferico, crisi climatica e ondate di calore non sono emergenze separate, ma manifestazioni della stessa crisi ambientale. La riduzione dell\u2019uso dei combustibili fossili e il ripensamento di come il territorio \u00e8 sfruttato rappresentano quindi una misura capace di produrre contemporaneamente benefici per la qualit\u00e0 dell\u2019aria, per il clima e per la salute pubblica.Proteggere la qualit\u00e0 dell\u2019aria significa prevenire malattie e morti premature, ridurre le disuguaglianze sanitarie e migliorare la qualit\u00e0 della vita nelle citt\u00e0. La tutela della salute deve diventare il criterio guida di ogni scelta pubblica\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAMBIAMO ARIA: NELLE CITT\u00c0 ITALIANE L\u2019INQUINAMENTO RESTA UNA GRAVE MINACCIA PER LA SALUTEI dati dei primi sei mesi del 2026 confermano le criticit\u00e0 gi\u00e0 emerse nel 2025. 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