{"id":25563,"date":"2024-03-18T10:34:00","date_gmt":"2024-03-18T09:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=25563"},"modified":"2024-03-18T10:25:39","modified_gmt":"2024-03-18T09:25:39","slug":"i-crostini-briachi-in-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2024\/03\/18\/i-crostini-briachi-in-tv\/","title":{"rendered":"I \u201ccrostini briachi\u201d in Tv"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25565\" width=\"267\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960-619x464.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/TIZIANA-CROCI_1280x960.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ribalta nazionale per il tradizionale ed unico dolce della tradizione tifernate, tipico di carnevale da secoli ma ottimo in tutte le stagioni, Se ne \u00e8 occupato \u201cMag\u201d, nell\u2019edizione di ieri sera alle 18,30, dopo il Tg di Studio Aperto a Italia Uno sulle reti Mediaset con un servizio. La presentazione nella \u201csala del gusto\u201d del Centro di Formazione Asp \u201cG.O. Bufalini\u201d<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>I \u201ccrostini briachi\u201d in Tv: ribalta nazionale per il tradizionale ed unico dolce della tradizione tifernate, tipico di carnevale da secoli ma ottimo in tutte le stagioni, Se ne \u00e8 occupato \u201cMag\u201d, nell\u2019edizione di ieri sera alle 18,30, dopo il Tg di Studio Aperto a Italia Uno sulle reti Mediaset con un dettagliato ed interessante servizio. La presentazione nella \u201csala del gusto\u201d del Centro di Formazione Asp \u201cG.O. Bufalini\u201d di Citt\u00e0 di Castello. I crostini ubriachi, \u201cbriachi\u201d nel dialetto locale, simbolo di questa zona a nord dell\u2019Umbria al confine con Toscana e Marche, sono spesso abbinati a tavola al termine di un pranzo o cena, ma soprattutto dolce indiscusso del carnevale e della Pasqua, ma ottimo tutto l\u2019anno. La maestra \u201cchef\u201d, Sandra Gaggioli, cuoca ed esperta di cucina popolare, custode di mille ricette, ha preparato i crostini e raccontato la storia di questo straordinario ed unico dolce della tradizione. Dolce \u00a0tipico dei quartieri popolari di Citt\u00e0 di Castello \u00a0diffuso anche in altri luoghi dell\u2019Alto Tevere Umbro, che nasce negli anni a cavallo tra il cinquanta e sessanta del secolo trascorso. \u00a0Nel Teatro Comunale di Citt\u00e0 di Castello, \u201cTeatro degli Illuminati\u201d, si svolgevano durante il Carnevale i \u201cVejoni\u201d ( feste danzanti \u00a0molto popolari ). I primi veglioni erano due : quello dei tipografi organizzato dalle associazioni operaie e molto popolare, e quello Tricolore, pi\u00f9 aristocratico ed organizzato dall\u2019Associazione Commercianti cittadina. A questi due seguirono ,ma solo dopo alcune edizioni, quelli dei Rioni San Giacomo, \u00a0Prato, \u00a0Mattonata, Rignaldello, della \u201cCambiale\u201d, che sostitu\u00ec quello Tricolore. Nei veglioni popolari era uso che gruppi familiari o di conoscenti prendessero in affitto un palco del teatro come base logistica per i successivi balli. Dopo la mezzanotte i balli si interrompevano momentaneamente per permettere agli intervenuti di cenare. La cena veniva portata dall\u2019esterno, e alcuni membri della compagnia o delle famiglie si recavano rapidamente a casa per prendere le libagioni gi\u00e0 pronte per il consumo. Addirittura si preparavano primi a base di tagliatelle, ravioli, cappelletti. \u00a0La cena consisteva in molte portate, dolci compresi. A causa delle ristrettezze economiche e la penuria di ingredienti ,tipica del dopoguerra, che vennero inventati o forse rivalorizzati i crostini \u201cbriachi\u201d che a quel punto non potevano pi\u00f9 mancare nel men\u00f9, anzi divennero un vero e proprio \u201c status symbol\u201d che caratterizzava i vari gruppi. La ricetta originale, che fa il paio con numerose variazioni era questa: pane \u00a0sciapo umbro abbastanza raffermo e \u00a0tagliato in formato crostini inzuppato in una miscela di alchermes ed un liquore a base di rum. Importante che il crostino inzuppato ,se morsicato, non riveli nessuna sua parte non imbevuta e quindi colorata dal liquido descritto, dovevano cio\u00e8 essere \u00a0senza anima bianca, \u201dbriaco\u201d appunto. Sopra il crostino, cos\u00ec imbevuto, si pone uno \u00a0strato composto da cioccolato in polvere disciolto con aggiunta di rum \u00a0e successivamente impastato con granella di mandorle tostate e sbriciolate grossolanamente. Come detto, questo dolce \u00a0tipico \u00e8 esclusivamente di produzione familiare (non ci risulta essere prodotto in alcuna pasticceria o ristorante locale) e oggi viene prodotto in mille varianti da ritenersi lecite ma \u201c spurie\u201d .E\u2019 prodotto \u00a0esclusivamente nella alta valle del tevere. Questo originale dolce \u00e8 stato \u00a0proposto come prodotto\/preparazione da salvare e tramandare. La sommelier, Tiziana Croci, delegato di zona Ais (Associazione Italiana Sommelier) poi ha illustrato l\u2019abbinamento dei crostini \u201cbriachi\u201d con la Visciola e il Visciolato, vino di colore rosso scuro a forma tondeggiante, che per i pi\u00f9 romantici ricorda un cuore. Succosa e acida, a maturit\u00e0 pare tinga di sangue. Da sempre diffusa nelle aree territoriali pedemontane di Marche ed Umbria, non ha mai goduto di impianti razionali e non ha mai rappresentato un\u2019entrata sostanziale per i contadini che, tuttavia, non hanno mai smesso di raccogliere i frutti e lavorarli per dare vita a preziose conserve e golose bevande. A Pietralunga, ridente comune dell\u2019altotevere umbro ci si pu\u00f2 imbattere in piccole produzioni familiari che sopravvivono grazie alla capacit\u00e0 degli ostinati abitanti. Le visciole locali, raccolte a piena maturit\u00e0 intorno alla fine di giugno, sono delicatamente schiacciate e aggiunte al vino prodotto con le uve dei piccoli vigneti di famigliari. Dopo aver eliminato i noccioli dalla massa e aver aggiunto alcol e sciroppo di zucchero, il composto matura per 45 giorni prima di venire filtrato con un canovaccio fatto al telaio e messo in bottiglia. Il visciolato oggi \u00e8 un vino liquoroso, con un sapore profumato e complesso, adatto ad accompagnare il fine pasto, perfetto con i crostini \u201cbriachi\u201d. Brindisi finale con il Presidente del Centro di Formazione Asp \u201cG.O. Bufalini\u201d, Giovanni Granci. \u201cUna bella vetrina per il nostro territorio, che accanto al re della tavola, il tartufo bianco annovera prelibatezze come i crostini \u201cbriachi\u201d, dolce tipico di Citt\u00e0 di Castello che da generazioni si prepara con maestria solo qui. Grazie alle nostre due brave divulgatrici e appassionate protagoniste delle tradizioni locali, Sandra e Tiziana, abbiamo potuto offrire un\u2019altra bella immagine della nostra vallata ricca di eccellenze eno-agro-alimentari\u201d, ha dichiarato l\u2019assessore al Turismo e Commercio, Letizia Guerri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ribalta nazionale per il tradizionale ed unico dolce della tradizione tifernate, tipico di carnevale da secoli ma ottimo in tutte le stagioni, Se ne \u00e8 occupato \u201cMag\u201d, nell\u2019edizione di ieri sera alle 18,30, dopo il Tg di Studio Aperto a Italia Uno sulle reti Mediaset con un servizio. 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