{"id":3145,"date":"2026-08-27T07:39:00","date_gmt":"2026-08-27T05:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=3145"},"modified":"2026-08-24T15:52:36","modified_gmt":"2026-08-24T13:52:36","slug":"legge-pica-cosi-litalia-organizzo-lo-sterminio-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/08\/27\/legge-pica-cosi-litalia-organizzo-lo-sterminio-del-sud\/","title":{"rendered":"Legge Pica, cos\u00ec l&#8217;Italia organizz\u00f2 lo sterminio del Sud"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"188\" height=\"268\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/pica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3146\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;agosto del 1863 le armi avevano smesso di rimbombare da tempo anche a Gaeta e a Civitella del Tronto, ultimi baluardi borbonici. Il trono che era stato di Carlo d\u2019Angi\u00f2, Alfonso il Magnanimo e Carlo III di Borbone fu assimilato da quello di Casa Savoia. Il Regno delle Sicilie non esisteva pi\u00f9 gi\u00e0 da un paio d\u2019anni. Il presente era cos\u00ec diverso e lontano da quel passato, il quale aveva reso in maniera unica Napoli e il Mezzogiorno protagonisti della grande storia, che tutto appariva caduco, invivibile ed impensabile fino a qualche mese prima.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>In questo mondo nuovo, sorto dalle ceneri di un\u2019et\u00e0 irripetibile, c\u2019era per\u00f2 chi voleva continuare ad ancorarsi ardentemente a quel tempo. C\u2019era chi non aveva esitato a mettere in discussione tutto, anche la propria vita, affinch\u00e9 quel passato potesse esistere ancora. Uomini innamorati della propria terra, identit\u00e0 e libert\u00e0, per la storiografia dominante: briganti.L\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia era divenuta realt\u00e0, ma nel Mezzogiorno d\u2019Italia si continuava a combattere. Malgrado la disparit\u00e0 di risorse, mezzi ed uomini, erano proprio i briganti a creare numerosi grattacapi all&#8217;esercito italiano con azioni di guerriglia ed avventurose scorribande in molti paesi con l\u2019intento di portare la popolazione locale alla ribellione. Col passare del tempo un numero sempre maggiore di persone si aggreg\u00f2 al movimento di resistenza postunitario e la cosa preoccup\u00f2 le autorit\u00e0 competenti.Gi\u00e0 nell&#8217;estate del 1862 re Vittorio Emanuele II aveva proclamato lo stato d\u2019assedio per le regioni dell\u2019Italia meridionale, al fine di reprimere il fenomeno. Non ottenendo risultati soddisfacenti, a distanza di dodici mesi, si decise di promulgare la legge Pica. Era il 15 agosto 1863.Il provvedimento fu emanato in deroga agli articoli 24 e 71 dello Statuto albertino, garanti dell\u2019uguaglianza di tutti i sudditi davanti alla legge, ed introdusse il reato di brigantaggio. Per i colpevoli di tale crimine era previsto il giudizio dei Tribunali Militari che sorsero in tutte le regioni meridionali. Le pene previste erano la fucilazione, lavori forzati a vita o lunghi anni di carcere.\u00c8 stato notato che alla sospensione dei diritti costituzionali, la nuova disposizione governativa introdusse misure come la punizione collettiva per i reati dei singoli e il diritto di rappresaglia contro i villaggi. Veniva giustificato il concetto di responsabilit\u00e0 comune. La legge diede, in sostanza, un potere abnorme all&#8217;autorit\u00e0 militare su quella civile.Se su qualcuno ricadeva il sospetto di essere brigante, o era semplicemente il parente di un sospettato, veniva fucilato senza processo e senza possibilit\u00e0 alcuna di dimostrare la propria innocenza.Moltissimi furono i soprusi e le prepotenze arbitrarie; intere famiglie vennero arrestate senza motivo, uomini assolti dai giudici continuarono a marcire in carcere e cos\u00ec via.Anche in Parlamento, viste le ingiustizie che si erano verificate, si sollev\u00f2 un forte ma inconcludente dibattito. La legge Pica non faceva nessuna distinzione ed affrancava i militari, e i loro fucili, da ogni tipo di vincolo morale e giuridico. Il brigantaggio, movimento dagli ideali politici e legittimisti, venne ufficialmente assimilato al pi\u00f9 becero banditismo.Si pensi che nel breve lasso di tempo nel quale la legge speciale fu in vigore elimin\u00f2, tra esecuzioni ed arresti, 14000 briganti o presunti tali. Malgrado la durezza del provvedimento il governo non ottenne i risultati sperati. I briganti continuarono a lottare, con eroica ostinazione, la loro guerra ineguale contro l\u2019esercito italiano fino al 1870.Fonti:- Cesare Cesari, Il Brigantaggio e l\u2019opera dell\u2019esercito italiano dal 1860 al 1870.- Mario D&#8217;Addio, Politica e magistratura (1848-1876).- Gigi Di Fiore, Controstoria dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento.- Francesco Saverio Nitti, Eroi e briganti. Vedi meno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;agosto del 1863 le armi avevano smesso di rimbombare da tempo anche a Gaeta e a Civitella del Tronto, ultimi baluardi borbonici. 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