{"id":3520,"date":"2026-08-30T15:15:00","date_gmt":"2026-08-30T13:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=3520"},"modified":"2026-08-29T12:23:23","modified_gmt":"2026-08-29T10:23:23","slug":"formiamo-i-formatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/08\/30\/formiamo-i-formatori\/","title":{"rendered":"\u201cFormiamo i Formatori\u201d"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3521\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853-619x413.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/DSC01845_VSCO_1280x853.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><figcaption>{&#8220;key&#8221;:&#8221;kk1&#8243;}<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quattro giornate dedicate ad accessibilit\u00e0, disabilit\u00e0 e partecipazione  <em>Quattordici partecipanti, dai 19 ai 47 anni, si sono confrontati per quattro giornate su strumenti, pratiche e nuovi approcci per progettare esperienze culturali accessibili, inclusive e partecipate. Il percorso, condotto da Enrico Lombardi, \u00e8 stato ospitato al Teatro Caos di Chianciano Terme grazie all\u2019organizzazione dell\u2019Unione dei Comuni&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Si \u00e8 concluso gioved\u00ec 27 agosto, al Teatro Caos di Chianciano Terme,&nbsp;\u201cFormiamo i Formatori &#8211; Disabilit\u00e0, cultura e partecipazione\u201d,&nbsp;il percorso formativo promosso nell\u2019ambito del progetto di Welfare Culturale dell\u2019Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che per quattro giornate ha messo al centro il tema dell\u2019accessibilit\u00e0 e della partecipazione alle esperienze culturali. Dal 24 al 27 agosto, per un totale di 20 ore di formazione, 14 partecipanti, di et\u00e0 compresa tra i 19 e i 47 anni, provenienti da differenti ambiti ed esperienze, si sono confrontati su strumenti, pratiche e modalit\u00e0 di progettazione e interazione capaci di rendere le esperienze culturali realmente accessibili, inclusive e partecipate. Il percorso era rivolto a operatori e operatrici che lavorano negli ambiti culturale, artistico, educativo e formativo, partendo dalla consapevolezza che la presenza di persone con disabilit\u00e0 richieda non soltanto di accogliere, ma di evolvere il modo in cui si progetta e si conduce un\u2019esperienza, imparando ad abitare una pluralit\u00e0 di linguaggi e di tempi.&nbsp; Il percorso \u00e8 stato ospitato negli spazi del&nbsp;Teatro Caos del Comune di Chianciano Terme, che ha accolto le quattro giornate di formazione.&nbsp;LST Teatro, ha inoltre supportato l\u2019Unione dei Comuni della Valdichiana Senese nell\u2019organizzazione e nella realizzazione del corso. <em>\u201cFormiamo i Formatori \u00e8 un\u2019iniziativa di grande valore, che si inserisce pienamente nel percorso triennale di Welfare Culturale finanziato dal FSE+&nbsp;<\/em>&#8211; dichiara la Sindaca di Chianciano Terme Grazia Torelli &#8211;<em>&nbsp;Attraverso i diversi moduli del progetto stiamo lavorando per fare della cultura uno strumento concreto di inclusione, partecipazione e crescita per le nostre comunit\u00e0. In questo percorso, la formazione degli operatori assume un ruolo fondamentale, perch\u00e9 significa fornire competenze e strumenti capaci di rendere le esperienze culturali sempre pi\u00f9 accessibili e consapevoli. Siamo quindi particolarmente soddisfatti di aver ospitato a Chianciano Terme queste quattro giornate di confronto e formazione<\/em>\u201d. A condurre le quattro giornate \u00e8 stato Enrico Lombardi, formatore, regista e operatore teatrale,&nbsp;che dal 2006 progetta e conduce laboratori rivolti a tutte le et\u00e0, con una particolare attenzione al teatro come strumento di inclusione e crescita e con percorsi dedicati alla disabilit\u00e0, al disagio psichico e alle fragilit\u00e0 sociali.&nbsp; L\u2019attivit\u00e0 ha avuto un carattere prevalentemente pratico, sviluppandosi attraverso esercizi e pratiche teatrali, simulazioni, osservazioni guidate, momenti di confronto e rielaborazione. Il teatro \u00e8 stato utilizzato come punto di partenza per lavorare su elementi fondamentali per qualsiasi esperienza culturale accessibile: il corpo, lo spazio, l\u2019ascolto, la relazione, la voce, il gesto, il ritmo, la presenza, l\u2019immaginazione, la parola e il silenzio.&nbsp;Non \u201cricette\u201d universali, dunque, ma una vera e propria \u201ccassetta degli attrezzi\u201d da riportare nei differenti contesti professionali.&nbsp; <em>\u201c\u00c8 stato un percorso di scambio e di crescita: ho portato la mia esperienza mettendola in gioco e anche in discussione con altre persone che, in diversi ambiti, hanno a che fare con persone con disabilit\u00e0 &#8211;<\/em>&nbsp;spiega&nbsp;Enrico Lombardi&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Ho visto come una risorsa il fatto che ci fossero persone provenienti da ambiti diversi, capaci di portare punti di vista differenti. Sono molto soddisfatto di quello che in questi quattro giorni \u00e8 emerso e credo che ognuno potr\u00e0 tornare al proprio lavoro con alcune domande da farsi e una sorta di valigetta degli attrezzi dove poter andare a pescare durante le proprie attivit\u00e0. Un pensiero importante da portarsi dietro \u00e8 che rendere accessibile non significa rendere pi\u00f9 facile una cosa, ma aprire le possibilit\u00e0 che questa possa avvenire anche in un modo diverso da quello che abbiamo immaginato, accettando che il modo di partecipare a un\u2019attivit\u00e0 non sia identico per tutti. Le persone con disabilit\u00e0 non sono la loro disabilit\u00e0: \u00e8 una parte di loro, ma ogni essere umano \u00e8 fatto di tanti aspetti. Bisogna veramente partire da questo presupposto\u201d.<\/em> Le quattro giornate hanno seguito un percorso progressivo:&nbsp;dallo sguardo, dalla relazione e dal gruppo, attraverso l\u2019osservazione e l\u2019ascolto, fino alla costruzione delle attivit\u00e0, alla chiarezza delle consegne, all\u2019organizzazione dello spazio e all\u2019utilizzo di linguaggi differenti. Il lavoro si \u00e8 concentrato anche sulla gestione di ostacoli cognitivi, sensoriali, motori o relazionali, affrontati non attraverso categorie rigide ma ragionando sulle possibili strategie di intervento, sui tempi di attenzione, sul sovraccarico sensoriale, sul rifiuto della proposta e sulle forme di partecipazione non convenzionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima giornata \u00e8 stata dedicata alla rielaborazione e alla progettazione pratica, permettendo ai partecipanti di costruire ipotesi operative applicabili ai propri contesti.&nbsp;<strong>Tra i temi centrali emersi, l\u2019accessibilit\u00e0 come diritto e come metodo,<\/strong>&nbsp;un\u2019inclusione che non diventi assistenzialismo, la pluralit\u00e0 dei modi di partecipare e la possibilit\u00e0 di trasformare l\u2019imprevisto e l\u2019errore in risorse per la conduzione, mantenendo al tempo stesso la qualit\u00e0 artistica, educativa e culturale della proposta.&nbsp; Proprio il carattere concreto della formazione e la possibilit\u00e0 di mettere in discussione il proprio modo di lavorare sono alcuni degli aspetti emersi dalle esperienze dei partecipanti. C\u2019\u00e8 chi ha scelto di prendere parte al percorso per capire \u00abcome potrei comportarmi in un modo migliore\u00bb di fronte alla disabilit\u00e0, scoprendo che, superato l\u2019imbarazzo iniziale del \u00abcome devo fare, come mi devo comportare?\u00bb, il comportamento \u00abmagari pi\u00f9 giusto, fra virgolette, \u00e8 la naturalezza\u00bb, senza identificare la persona con la propria disabilit\u00e0. E c\u2019\u00e8 chi ha cercato un\u2019occasione per avvicinarsi a questo mondo \u00abda una prospettiva un po\u2019 diversa dal solito, quindi non prettamente teorica ma pratica nel concreto\u00bb, confrontandosi con professionisti dai background differenti e arrivando a \u00abproblematizzare tante cose che pensavo in realt\u00e0 fossero delle verit\u00e0 assolute\u00bb. Esperienze diverse, accomunate dalla volont\u00e0 di mettersi in gioco, migliorarsi e avere a disposizione pi\u00f9 strumenti da riportare nel proprio lavoro. Un confronto che ha permesso di partire da esperienze, et\u00e0 e professionalit\u00e0 differenti per interrogarsi non soltanto sugli strumenti da utilizzare, ma sul modo stesso di pensare e progettare la partecipazione. Una partecipazione che pu\u00f2 assumere forme e tempi diversi, nella consapevolezza che non tutti debbano necessariamente fare la stessa cosa nello stesso modo e che la difficolt\u00e0 non sia soltanto un limite individuale, ma possa nascere dall\u2019incontro tra la persona, l\u2019ambiente e le modalit\u00e0 di conduzione dell\u2019esperienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFormiamo i Formatori\u201d si inserisce nel pi\u00f9 ampio progetto di Welfare Culturale dell\u2019Unione dei Comuni della Valdichiana Senese,&nbsp;proseguendo il lavoro volto a rafforzare le competenze degli operatori e a utilizzare la cultura come strumento di partecipazione, incontro e inclusione, per costruire esperienze capaci di essere attraversate da persone, linguaggi, tempi e modalit\u00e0 differenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro giornate dedicate ad accessibilit\u00e0, disabilit\u00e0 e partecipazione Quattordici partecipanti, dai 19 ai 47 anni, si sono confrontati per quattro giornate su strumenti, pratiche e nuovi approcci per progettare esperienze culturali accessibili, inclusive e partecipate. 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