{"id":3542,"date":"2026-09-14T07:28:00","date_gmt":"2026-09-14T05:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=3542"},"modified":"2026-08-30T08:38:10","modified_gmt":"2026-08-30T06:38:10","slug":"bronte-dal-17-al-19-ottobre-1985-un-convegno-processo-a-carico-di-nino-bixio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/09\/14\/bronte-dal-17-al-19-ottobre-1985-un-convegno-processo-a-carico-di-nino-bixio\/","title":{"rendered":"Bronte, dal 17 al 19 Ottobre 1985 un\u00a0convegno-processo\u00a0a carico di Nino Bixio"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio-1024x845.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3543\" width=\"378\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio-1024x845.png 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio-300x248.png 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio-768x634.png 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio-619x511.png 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/bixio.png 1333w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>I DIBATTITI E LE RICOSTRUZIONI DEI\u00a0FATTI DI BRONTE I Fatti del 1860 \/\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602.html\">Argomenti correlati<\/a> 1985, Bronte processa Bixio<em>La Corte:\u00a0<\/em>Giuseppe Alessi, Antonio La Pergola, Ettore Gallo, Vittorio Frosini e Martino NicosiaPer ricordare e riscrivere i tragici fatti del 1860, Bronte celebr\u00f2, dopo oltre cento anni,\u00a0dal 17 al 19 Ottobre 1985\u00a0nel salone del Collegio Capizzi, un\u00a0convegno-processo\u00a0a carico di Nino Bixio<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p> Si \u00e8 cercato in questo modo far luce su un episodio oscuro della spedizione garibaldina in Sicilia e, attraverso un giudizio sull&#8217;operato di Garibaldi ma sopratutto del suo luogo\u00adtenente, porre nella giusta ed inequivocabile prospettiva gli avvenimenti di Bronte.Al convegno, che ebbe grande risonanza anche sulla stampa nazionale, partec\u00adiparono studiosi, giuristi, intellettuali, uomini di studio, storici di notevole livello. Tra gli altri parteciparono gli storici Emilia Morelli, Massimo Gangi, Giuseppe Giarrizzo, Salvatore Candido, gli avvocati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/Il%20Ciclope\/ciclope_7.html#ArmRadice\">Armando Radice<\/a>, Guido Ziccone, Sebastiano Aleo e Cesare Zaccone.Massimo Ganci, nel suo intervento, affermava l&#8217;esigenza di attenersi ai fatti pi\u00f9 che alle opinioni e che gli avvenimenti di Bronte offrivano l&#8217;occasione per una nuova ricerca storica sulla spedizione garibaldina in Sicilia. La sommossa brontese rientra, infatti, per Gangi fra quelle ribellioni scatenate sotto l&#8217;impulso della fame, della miseria e dell&#8217;ingiustizia. Non c&#8217;erano risvolti ideologici n\u00e8 politici in quelle violente insurrezioni, ma solo motivi di ordine economico e sociale.La relazione del prof. Giarrizzo, ampia, documentata e ricca di profonde conside\u00adrazioni critiche, evidenziava come l&#8217;insurrezione brontese affondasse le sue radici a circa trent&#8217;anni prima, da quando si era incominciato a parlare della distribuzione delle terre demaniali ai contadini, distribuzione che si era realizzata altrove, ma non a Bronte, per l&#8217;ostacolo della Ducea. Stupiva il fatto poi che i garibaldini ignorassero sostanzialmente la situazione brontese.Unico difensore di Bixio era il prof. Candido, che non ha aveva alcun dubbio sul suo operato che rientrava negli specifici doveri militari frutto di leggi e decreti che obbligavano il suo agire. Alla tavola rotonda fece seguito, con inizio nella mattinata di venerd\u00ec 18, il \u00abProcesso a Bixio\u00bb.La Corte, che giudic\u00f2 Bixio\u00a0 per i fatti del 1860, presieduta dall&#8217;ex presidente della Regione siciliana, all&#8217;epoca presidente della Enciclopedia Italiana,\u00a0Giuseppe Alessi, era composta dai giudici\u00a0Antonio La Pergola, presidente della Corte Costituzio\u00adnale,\u00a0Ettore Gallo, componente la Corte Costituzionale,\u00a0Vittorio Frosini, com\u00adponente il Consiglio Superiore della Magistratura e\u00a0Martino Nicosia\u00a0primo presi\u00addente della Corte d&#8217;appello di Catania.Sostennero l&#8217;accusa\u00a0l&#8217;Avv. Sebastiano Aleo assieme all&#8217;amico di giovent\u00f9 Armando Radice, rispettivamente del Foro di Catania e di Milano.\u00a0Non risparmian\u00addo colpi duri nei riguardi del braccio destro di Garibaldi, asserirono che il processo con cui furono condannati a morte i cinque rivoltosi brontesi, si svolse som\u00adma\u00adriamente e che Bixio, prima ancora di conoscere le prove, ne aveva gi\u00e0 deciso la condanna, e quindi a lui erano da addebitare responsabilit\u00e0 anche storico-politiche. Per la difesasi impegnarono Guido Ziccone e Cesare Zaccone (rispettivamente del foro di Catania e di Torino), rivelandosi ancora una volta tutti e due intransi\u00adgenti assertori delle regole fondamentali dello stato di diritto e democratico. <\/p>\n\n\n\n<p>Hanno sostenuto, infatti, che Bixio andava assolto sia sul piano storico-politico che su quello prettamente giuridico e morale, poich\u00e8 il processo del 1860 si era svolto con una commissione giudicatrice legittimamente costituita, e la sentenza, inoltre, produce diritto e nessuno pu\u00f2 disapplicarne il contenuto.Con le arringhe degli avvocati difensori si concludeva la giornata di lavori, riman\u00addando all&#8217;indomani la sentenza.Ma la manifestazione non si concluse con un giudizio sull&#8217;operato del Generale garibal\u00addino. L&#8217;esito venne rimandato di alcuni mesi per meglio documentare la Corte e poter valutare, alla luce di ulteriori ricerche storiche, il copioso carteggio al fine di stilare un documento che ponesse nella giusta ed inequivocabile prospettiva i fatti del lontano 1860.<strong>Le conclusioni<\/strong>, illustrate dal sen. Alessi nel marzo del 1987,&nbsp;<strong>furono una asso\u00adluzione sia per Bixio sia per i rivoltosi<\/strong>: ogni responsabilit\u00e0 fu addossata alle circostanze che davano ragione sia all\u2019avvocato Lombardo, sia ai massacratori, sia a Bixio il quale fece fucilare senza distinzioni l\u2019uno e gli altri pur di non essere intralciato nella marcia trionfale dei garibaldini verso l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.Il Collegio, composto esclusivamente da giuristi, si limit\u00f2 a dare, alla luce della legisla\u00adzione dell&#8217;epoca, un giudizio di revisione critica attorno ad un episodio cruento occorso nella storia del Risorgimento italiano.<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b.html\">La sentenza<\/a>, dal taglio squisitamente giuridico, chiarisce il valore che i fatti ebbero nella loro realt\u00e0 storica e, con attento rigore storico, analizza anche il complesso di cause, variamente interferenti, che determinarono la selvaggia esplosione di violenza. \u00abLa responsabilit\u00e0 della sentenza &#8211; scrissero i giudici nelle conclusioni &#8211; dev\u2019essere ascritta esclusivamente ai giudici che la hanno deliberata.\u00bbNel corso del Convegno, il 10 ottobre del&nbsp;<strong>1985<\/strong>,&nbsp;il Comune fece erigere in memo\u00adria delle vittime di Bixio&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602u.html#Monum\">un&nbsp;<strong>monumento<\/strong><\/a>che fu&nbsp; posto ai piedi della scalinata che immette sul piazzale della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/1mo\/ch_6.html\">Chiesa di San Vito<\/a>&nbsp;luogo della fucilazione.La scultura \u00e8 opera del brontese&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers2.html\">Domenico Girbino<\/a>. Con molta enfasi, le due targhe apposte sul monumento recitano: \u00abAd perpetuam rei memoriam che nell&#8217;agosto 1860 di cittadini brontesi don\u00f2 la vita in olocausto &#8211; Amministrazione Comunale &#8211; 10 ottobre 1985\u00bb. Stranamente, per\u00f2, a pochi metri dal monumento (proprio dalla piazza San Vito, dal n. 4) inizia una stradina&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/8not\/News_2009-10\/2010_02.htm#06\/12\">che porta ancora il nome del Generale Bixio<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ottobre 1985: Nel corso del Convegno-Processo il sin\u00adda\u00adco Fir\u00adrarello inaugu\u00adra in Piazza S. Vito un monu\u00admen\u00adto in me\u00admo\u00adria delle vitti\u00adme truci\u00addate da Nino Bixio. Alle sue spalle lo scul\u00adtore&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers2.html\">Mim\u00admo Girbi\u00adno<\/a>, autore del\u00adl&#8217;ope\u00adra,&nbsp; Sal\u00adva\u00adtore Anastasi (allora consi\u00adgliere comunale) e l&#8217;on. Turi Lean\u00adza;&nbsp; fra gli altri sono pre\u00adsen\u00adti&nbsp; il sen. Grassi Bertazzi, l&#8217;on. Urso, il sen. Parisi, l&#8217;on. Salvo And\u00f2, il prof. Gallo.Nella foto accanto al titolo,&nbsp;<strong>il tavolo degli storici&nbsp;<\/strong>che parteci\u00adpa\u00adrono al &nbsp;&#8220;Conve\u00adgno-Processo a Bixio&#8221;: da sinistra Massimo Gangi, Emi\u00adlia Morelli, l&#8217;allora sindaco di Bronte Pino Firrarello, Giu\u00adseppe Giarrizzo e Salvatore Candido. &nbsp;<strong>Processo a Bixio, rassegna stampa<\/strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#RicordoFirr\">Il Processo nel ricordo del sindaco<\/a>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#NessunaS\">Nessuna sentenza per Bixio<\/a>&nbsp;(Corriere della sera)&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#EroeOv\">Processo a Bixio: eroe o violento?<\/a>&nbsp;(La Stampa)&nbsp;&#8211; &#8220;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#cheFascist\">Che fascista quel Bixio&#8230;<\/a>&#8221; (La Repubblica)&nbsp;&#8211; &#8220;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#BixInnocent\">Bixio innocente nel caso-Bronte<\/a>&#8221; (La Stampa)&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b1.html#Assolto\">Imputato Nino Bixio, assolto<\/a>&nbsp;(La Republica)<br>&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Processo-a-Bixio_La-Stampa_1985-10-19.pdf\" target=\"_blank\"><\/a><strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Processo-a-Bixio_La-Stampa_1985-10-19.pdf\" target=\"_blank\"><em>&#8211; Imputato Bixio, colpevole<\/em><\/a><em>,&nbsp;<\/em><\/strong>la sentenza degli allievi del Liceo Capizzi<br>&nbsp;<strong>Leggi anche<\/strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602q.html\">Nino Bixio, personaggio controverso<\/a>&nbsp;(di V. Pappalardo)&nbsp;&#8211;&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Diario-di-Bixio.pdf\" target=\"_blank\">Il Diario di Nino Bixio<\/a>&nbsp;(di A. Petronaci). Una sorta di taccuino di appunti, dove Bixio elabora i testi dei decreti da emanare, degli avvisi da diffondere alla popolazione, degli ordini da conferire ai suoi subalterni e della corrispondenza  da spedire<\/p>\n\n\n\n<p>Gli atti del convegno, il dibatti\u00admento pro\u00adces\u00adsuale e la sentenza della Corte sono stati da noi pub\u00adblicati in una edizione digi\u00adtale libera\u00admente scaricabile dal ns. sito.<br><em><strong>&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Fatti_1860-Processo-a-Bixio.pdf\" target=\"_blank\">Scarica il &#8220;Processo a Bixio&#8221;<\/a>&nbsp;<\/strong><\/em>(in formato PDF, 830 Kb, 71 pagg.)<\/p>\n\n\n\n<p>24 novembre 1986PROCESSO A BIXIOLe conclusioni della CorteRitiene la Commissione che:1\u00b0) La responsabilit\u00e0 per gli eccidi, le violenze, le devastazioni e gli incendi occor\u00adsi in Bronte dal 2 al 5 agosto 1860 \u00e8 complessa, e si articola in pi\u00f9 com\u00adponenti che, in varia misura, concorsero a determinare la selvaggia esplosione.<br>Vi contribuirono, innanzitutto, la sordit\u00e0 politica e l&#8217;egoismo delle classi dirigenti, che si ostinarono a negare, ad una popolazione indigente vessata da antiche ingiustizie, le riforme minime disposte dagli editti di Garibaldi.<br>Vi si aggiunsero l&#8217;ira, a lungo repressa, e la disperazione dei villici, esaltate dall&#8217;interferenza di autentici delinquenti, evasi dalle carceri od accorsi dai torbidi circonvicini e dal tumultuare della folla.<br>Vi concorse, infine, l&#8217;indifferenza o la sottovalutazione delle Autorit\u00e0 provinciali, che lo stesso Lombardo aveva tempestivamente informate della pericolosa tensione.2\u00b0) La sentenza 9 agosto 1860 della Commissione mista di Guerra, che condann\u00f2 a morte l&#8217;avv. Lombardo e gli altri quattro cittadini di Bronte (eseguita mediante fucilazione il 10 successivo), \u00e8 manifestamente ingiusta.<br>A tale risultato la detta Commissione \u00e8 pervenuta sul piano del merito, mediante unilaterale e capziosa valutazione della prova e, sul piano processuale, a seguito di numerose e gravi violazioni che hanno ignorato o vulnerato fondamentali diritti della difesa, quali: <\/p>\n\n\n\n<p>a) La nomina di un unico difensore per tutti gl&#8217;imputati, espressa da uno solo di essi, e mantenuta dalla Commissione anche quando ebbe a rilevare incompatibilit\u00e0 fra due imputati.<br>b) La mancata contestazione del fatto.<br>c) La concessione di un termine assolutamente irrisorio per la predisposizione delle difese (1 ora).<br>d) Il rifiuto negli atti preliminari, reiterato al dibattimento, di assumere il testimoniale indicato dalla difesa.<br>e) L&#8217;avere giudicato e fatto fucilare un imputato, indicato notoriamente come grave defedato psichico, senza alcun accertamento sulla capacit\u00e0 di intendere e di volere.3\u00b0) La responsabilit\u00e0 della storica grave ingiustizia ricade esclusivamente sui giudici straordinari che hanno deliberato la sentenza.<br>Non esiste alcun dato, nemmeno indiziario, da cui desumere che Nino Bixio abbia esercitato pressioni sulla Com\u00admissione, Organo giudicante che non \u00e8 stato costituito da Bixio, perch\u00e9 preco\u00adstituito dai Governatori provinciali sulla base di decreto dittatoriale, e che diresse gran parte dell&#8217;istruttoria e del dibattimento, mentre Bixio era assente da Bronte.4\u00b0) L&#8217;ostilit\u00e0 di Bixio nei confronti degli imputati, e talune sue intemperanze verbali, debbono essere ascritte alla dolosa informativa delle autorit\u00e0 comunali rovesciate dalla sommossa, oltre che all&#8217;intolleranza caratteriologica e tempera\u00admentale della sua personalit\u00e0, esaltata dalle preoccupazioni per l&#8217;ordine pubblico alle spalle della spedizione garibaldina e dal timore che l&#8217;incarico in atto lo privasse della parte\u00adcipazione all&#8217;imminente sbarco sul continente.<br>Questa Commissione, tuttavia, pur esclusa la corresponsabilit\u00e0 di Nino Bixio nella fucilazione dei Cittadini di Bronte, non pu\u00f2 non censurare per grave imprudenza, in relazione alle vicende in esame, il suo comportamento di Generale delle truppe di occupazione, e di eccessiva od ingiustificata durezza la sua condotta nei riguardi dei condannati.5\u00b0) Se poi i giudici della Commissione, pur senza avere ricevuto pressioni, si fossero tuttavia sentiti condizionati dall&#8217;atteggiamento di Bixio, oppure se, condividendone le preoccupazioni per l&#8217;ordine pubblico, avessero inteso dare alle popolazioni un esempio di rigore che valesse come deterrente, sono situazioni psicologiche che, purtroppo, trovano riscontro nel corso degli eventi bellici, ma non giustificazione nella coscienza etica dell&#8217;umanit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b.html\">La Sentenza completa<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Processo a Bixio nel ricordo del sindaco Firrarello\u00ab<\/strong>Dopo l\u2019uscita del film di Florestano Vancini nel 1972 che rie\u00adsa\u00admi\u00adn\u00f2, in modo assai critico, l\u2019epopea garibaldina, il massacro di Bron\u00adte fu svelato e riconosciuto quale macchia indelebile del Ri\u00adsorgi\u00admento italiano. (\u2026) La mia idea invece era quella di realiz\u00adzare \u201cil processo a Nino Bixio\u201d in tre distinti ambiti: storico, culturale e giuridico.Essendo Sindaco di una coalizione, coinvolsi l\u2019On. Salvatore Lean\u00adza, che si dichiar\u00f2 entusiasta. Dopo qualche giorno eravamo a par\u00adlarne con il Presidente della Corte Costituzionale il Prof. La Pergola originario di Bronte da parte di madre, che manifest\u00f2 tutta la sua gioia. Egli stesso scelse come data la fine di novembre del 1985, e pri\u00adma che fosse concluso l\u2019incontro aveva gi\u00e0 contattato diversi relatori, ben lieti di accettare l\u2019invito da parte di chi rappre\u00adsentava una del\u00adle pi\u00f9 alte cariche dello Stato.La presenza di La Pergola apr\u00ec la stra\u00adda alla partecipazione di tanti altri illustri personaggi, fino al punto che l\u2019evento divenne, probabilmente, uno dei pi\u00f9 impor\u00adtanti che si svolsero in Italia quell\u2019anno. Appena divulgai la notizia che a Bronte si processava Nino Bixio e con lui il Risorgimento, arri\u00advaro\u00adno richieste di par\u00adtecipazione da tutta Europa.(\u2026) Una ventina di quotidiani, altrettante reti televisive nazionali e locali e molti settimanali italiani furono presenti a Bronte per tre giorni. L\u2019eco della manifestazione che si teneva al Collegio Capizzi giungeva ovunque. Tutti gli ospiti facevano i pendolari da Catania, poich\u00e9 a Bronte non avevamo dove ospitarli. Ci eravamo organiz\u00adzati per trasmettere in diretta televisiva locale tutti gli interventi tramite schermi giganti posti al Teatro comunale e nel cinema Roma.Il successo fu enorme: parteciparono tutti i parlamentari della pro\u00advincia di Catania e di gran parte della Sicilia. Non mancarono Mini\u00adstri della Repubblica e personalit\u00e0 della scienza e della cul\u00adtura che seguirono con grande interesse tutti i dibattiti.&nbsp; Nei mesi suc\u00adces\u00adsivi ebbi diversi inviti nelle scuole e in vari circoli per con\u00adtinuare a par\u00adlare di ci\u00f2 che accadde a Bronte nel mese di agosto del 1860.\u00bbCorriere della sera, 18 Ottobre 1985Concluso il \u00abprocesso\u00bb sulle fucilazioni ordinate nel 1860 dal Generale GaribaldinoNessuna sentenza per Bixio a Bronte<em>I \u00abgiudici\u00bb vogliono pensarci meglio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nino Bixio, generale dei garibaldini, eroe del Risorgimento, \u00e8 stato \u00abprocessato\u00bb. Di lui, in questi tre giorni, a Bronte, si \u00e8 detto di tutto, addirittura tirando in ballo Cesare Lombroso che lo defin\u00ec \u00abuomo feroce, rissante e vagabondo\u00bb. Accusato di avere infamato pronte con un processo irregolare&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_601a.html#sentenz\">conclusosi con la condanna a morte di 5 brontesi<\/a>, tra i quali un avvocato di \u00abfede garibaldina\u00bb (stiamo parlando di episodi accaduti nel 1860), Nino Bixio non \u00e8 stato n\u00e9 assolto n\u00e9 condannato.<br>La \u00abcorte\u00bb, chiamata dagli amministratori comunali di Bronte a giudicarlo, non ha emesso una sentenza. Ha preso tempo: studier\u00e0 gli atti del dibattimento, riascolter\u00e0 gli interventi, registrati, della difesa e dell&#8217;accusa e poi si pronuncer\u00e0. \u00abMa attenzione &#8211; precisa il presidente del \u00abtribunale\u00bb, l&#8217;ex presidente della Regione Siciliana Giuseppe Alessi &#8211; noi ci pronunceremo sull&#8217;operato di Bixio, inquadrandolo nel suo momento storico, non emetteremo un verdetto di condanna o di assoluzione che, del resto, non avrebbe senso\u00bb.Il processo istruito contro Bixio ha finito, com&#8217;era prevedibile, col mettere metaforicamente sul banco degli imputati un certo modo di scrivere la storia, in questo caso quella che riguarda l&#8217;epopea garibaldina con il compiersi dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. Decisamente contro la storiografia ufficiale&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Processo-a-Bixio_La-Stampa_1985-10-19.pdf\" target=\"_blank\">si sono pronunciati alcuni studenti liceali<\/a>&nbsp;di Bronte e del vicino comune di Adrano: in un loro documento non solo affermano che il generale garibaldino \u00e8 da condannare perch\u00e9 \u00abil suo operato appare lesivo dei pi\u00f9 elementari diritti umani\u00bb, ma sottolineano anche l&#8217;esigenza di un ripristino della verit\u00e0 storica \u00abspecie considerando i giudizi altamente positivi espressi su Bixio in quasi  tutti i libri di storia in uso nelle scuole\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza: vero \u00e8 che nell&#8217;estate del 1860 a Bronte fu teatro di una sanguinosa sommossa popolare, affettuosamente scaturita dalla promessa dei tempi nuovi che lo sbarco dei mille a Marsala poteva significare per i siciliani, vero \u00e8 che rivoltosi ammazzarono 8 notabili del paese e saccheggiarono e incendiarono. Ma \u00e8 anche vero che con il processo messo in piedi da Bixio, e la successiva condanna a morte dei cinque brontesi, il paese ne \u00e8 uscito bollato per sempre essendosi macchiato, \u00e8 stato questo il bruciante giudizio di Bixio, di lesa umanit\u00e0.\u00abLa comunit\u00e0 invece &#8211; sostiene&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers3_2b.html#Firrar\">il sindaco di Bronte, Giuseppe Firrarello<\/a>, democristiano, ideatore del \u00abprocesso\u00bb che un po&#8217; \u00e8 servito anche a far parlare di questo paese e dei suoi tanti problemi di oggi &#8211; con gli eccidi e i saccheggi non ebbe nulla a che vedere. Bixio se la prese con tutta la comunit\u00e0 brontese \u00e8 qui commise la prima gravissima ingiustizia\u00bb.Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Alcuni sostengono, ma non \u00e8 provato, che la fretta del generale Garibaldino di ripristinare l\u2019ordine a Bronte fosse dovuta&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_601a.html#Goodwin\">agli interessi che allora in questi luoghi avevano gli eredi dell&#8217;ammiraglio<\/a>&nbsp;inglese Horatio Nelson, cui le terre di Bronte erano state donate da Ferdinando IV di Borbone alla fine del Settecento. Di questa tesi \u00e8 convinto, ad esempio, il cremonese Emanuele Bettini, autore di un volumetto di recente pubblicato da Sellerio e che si intitola appunto \u00abRapporto sui fatti di Bronte\u00bb. E la s\u2019intravede questa tesi, anche nella ricostruzione storica dei fatti di Bronte che un brontese, Benedetto Radice, scrisse all&#8217;inizio del secolo (il libro \u00ab<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Memorie_storiche-Nino_Bixio_a_Bronte.pdf\" target=\"_blank\">Nino Bixio a Bronte<\/a>\u00bb stato ristampato dall&#8217;editore di Caltanissetta Salvatore Sciascia con una prefazione di Leonardo Sciascia). <\/p>\n\n\n\n<p>Anche questo risvolto ha trovato eco nel processo al quale, dopo un primo momento di perplessit\u00e0, il paese ha partecipato con interesse. Seguitissime sono state le arringhe degli avvocati che nella finzione processuale hanno rappresentato l&#8217;accusa (&#8230;).Ieri, alla fine del \u00abprocesso\u00bb&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602u.html#Monum\">\u00e8 stato inaugurato un monumento<\/a>&nbsp;che ricorda i caduti di Bronte. Esso sorge di fronte al sagrato della chiesa di San Vito dove il 10 agosto 1860 furono fucilati i cinque brontesi, trai quali lo scemo del paese, Fraiunco, e l&#8217;avvocato Nicol\u00f2 Lombardo, di fede garibaldina. Un monumento ai caduti, dunque;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602u.html#Monum1\">a tutti i caduti<\/a>: i ricchi padroni delle terre e i brontesi fatti fucilate da Bixio. Un monumento contro ogni violenza e da qualunque parte essa provenga. Ma un monumento che tuttavia rimarr\u00e0 come tangibile testimonianza della contraddizione insita nella storia.E di contraddizione in contraddizione, ecco un altro particolare significativo: il monumento ai caduti di Bronte \u00c8 stato sistemato proprio a due passi dalla via che il paese&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/8not\/News_2009-10\/2010_02.htm#06\/12\">in passato ha intitolato a Nino Bixio<\/a>. A Bronte, nello spazio di qualche metro, da ieri, vi sono una targa che ricorda Bixio come eroe nazionale e un monumento che ne rimette in discussione l&#8217;onore e l\u2019operato. [Matteo Collura, inviato speciale del Corriere della Sera]La Stampa, 20 Ottobre 1985Processo a Bixio: eroe o violento?<em>Giuristi e storici giudicano il generale di Garibaldi per i fatti di Bronte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Catania \u2014&nbsp; Agosto 1860. Garibaldi \u00e8 da tre mesi in Sicilia. A Bronte, villaggio di pastori e contadini, arrampicato sul fianco occidentale dell\u2019Etna, la gente celebra a proprio modo la liberazione dal dominio borbonico: rivoltandosi contro i ricchi proprietari terrieri della zona. <br>Al grido di&nbsp;<em>\u00abViva l\u2019Italia, morte ai sorci\u00bb<\/em>, si saccheggia, si uccide, si chiede la divisione delle terre. Tumulti non graditi dall\u2019\u00abEroe del Due Mondi\u00bb il quale invia a Bronte Nino Bixio per ristabilire l\u2019ordine. Il luogote\u00adnente non si fa pregare due volte: dopo un processo per lo meno frettoloso, fa fucilare cinque presunti capipopolo: uno \u00e8 l\u2019avv. Nicol\u00f2 Lombardo, fervente garibaldino.Fu un episodio di ferocia gratuita o un gesto ispirato dall\u2019esigenza di evitare che la Sicilia liberata diven\u00adtasse una polveriera? A 125 anni da quell\u2019oscuro episodio, il Comune di Bronte, con in testa il sindaco Pino Firrarello, ha tentato di dare una risposta organizzando un processo in piena regola a Nino Bixio con accusa, difesa e tribunale.<br>E\u2019 mancata solo una sentenza netta e definitiva. Se ne riparler\u00e0 entro la prima quindicina di novembre, quando il tribunale (ne fanno parte il sen. Giuseppe Alessi, ex presidente della Regione siciliana, i costitu\u00adzionalisti Antonio La Pergola ed Ettore Gallo, il componente del Consiglio superiore della magistratura Vittorio Frosini, e il magistrato Martino Niosi) render\u00e0 noto un documen\u00adto conclusivo,&nbsp;<em>\u00abdopo un pacato riesame della documentazione a disposizione\u00bb<\/em>. E di materiale da esaminare ce ne sar\u00e0 parecchio.<br>Qualificate le presenze: dagli storici Giarrizzo, Ganci, Morelli, Candido e Bottini (autore di un libro dal titolo \u00abRapporto sul fatti di Bronte del 1860\u00bb) al giuristi Aleo, Ziccone, Radice, Zaccone, a politici come il socialista And\u00f2 e il vicepresidente della Camera, Azzaro. [n. a.]La Stampa, 20 Ottobre 1985 &#8211; numero <\/p>\n\n\n\n<p>232 &#8211; Pagina 7La Repubblica, 20 Ottobre 1985&#8243;Che fascista quel Bixio&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignori della corte, io non chiedo la testa di Nino Bixio, o che sia cancellato dal libro della storia. Ma sono qui per difendere Bronte, e Bronte, signori della corte, non ha avuto giustizia dalla storia!\u201d. L\u2019illustre avvocato, madido di sudore, chiude la sua arringa ac\u00adcolto da una sala in tripudio. Applaudono gli abitanti di Bronte accalcati nella grande sala del \u201cReal Collegio Capizzi\u201d dove il processo si svolge, applau\u00adde la folla che ha seguito il dibattito nella sala del Consiglio comuna\u00adle attraverso una televisione a circuito chiuso, applau\u00addono gli studenti che con lo stesso sistema hanno assistito al dibat\u00adti\u00admento dalle loro aule.Per tre giorni Nino Bixio \u00e8 stato sul palco degli imputati, pro\u00adta\u00adgonista di un processo che con puntigliosit\u00e0 e parteci\u00adpa\u00adzione ha riesaminato la sua condotta durante i giorni del\u00adl\u2019agosto del 1860. Gli avvenimenti sono noti, resi anzi famosi da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602i.html\">un film che Flore\u00adstano Vancini gir\u00f2 anni fa<\/a>, \u201cCronaca di un massacro\u201d basato a sua volta ad una ricostruzione fatta all\u2019inizio del se\u00adcolo dallo storico&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers1c.html\">Benedetto Radice<\/a>. Allora il libretto, inti\u00adtola\u00adto \u201c<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers1c3.html#fAntonicelli\">Nino Bixio a Bronte<\/a>\u201d suscit\u00f2 scan\u00addalo, ma anche in segui\u00adto per molti anni il mito garibaldino e risorgimentale \u00e8 stato tale che sui fatti di Bronte si \u00e8 preferito sorvolare.La storiografia moderna ha fatto giustizia di questi tab\u00f9, ma come sia difficile \u201cparlar male di Garibaldi\u201d si \u00e8 visto anche in questa occasione dalle reazioni indignate o distinte di alcuni storici presenti a Bronte. Il processo, organizzato dal Comune anche con intenti pubbli\u00adcitari, \u00e8 stato preceduto da una tavola rotonda in cui sono stati rievocati i fatti.La rivolta a Bronte scoppio alla fine di luglio: in paese i conta\u00addini erano esasperati dalla mancata divisione delle terre dema\u00adniali, divisione prevista da un editto degli stessi Borboni e poi riaffermata da un proclama di Garibaldi. Nello stesso tempo l\u2019eccitazione era straordinaria per lo sbarco di Garibaldi nell\u2019isola e per i suoi proclami che incitavano i sici\u00adliani alla rivolta contro i Borboni. Nell\u2019arrivo del \u201cdittatore\u201d (cos\u00ec Gari\u00adbaldi si faceva chiamare) i contadini vedevano confusamente una liberazione dalla loro mise\u00adria, ma a sobillarli, a Bronte, sar\u00e0 anche il partito dei libe\u00adrali (allora venivano anzi chiamati \u201ci comunisti\u201d) capeggiato dal\u00adl\u2019avvocato Nicol\u00f2 Lombardo.Per cinque giorni il paese fu messo a ferro e a fuoco. Contro gli amministratori, favorevoli ai Borboni, ma anche contro vit\u00adtime innocenti furono commesse atrocit\u00e0 incredibili. Raccontano le cronache di un ragazzo arrostito vivo, e peggio: \u201cVi \u00e8 pure chi afferma che tal Bonina da Castiglione, detto Caino, apertogli il fianco, gli strapp\u00f2 il fegato e lo mangi\u00f2; ma altri lo nega\u201d. La sommossa, sfuggita di mano ai capi politici che invano cercano di sedarla, viene investita da una \u201cfuria omicida\u201d.Quando Bixio arriv\u00f2 per\u00f2 la situazione si era alquanto cal\u00adma\u00adta. Il generale di Garibaldi giunge come una furia (\u201calla vista del paese arso e saccheggiato, al racconto dei fatti atroci&#8230; rin\u00adghi\u00f2, url\u00f2 come una fiera\u201d), dichiara Bronte \u201ccolpevole di lesa umanit\u00e0\u201d, fa mettere in prigione l\u2019avvocato Lombardo che gli si era presentato spontaneamente e altri sei che gli vengo\u00adno indi\u00adcati come i principali artefici della rivolta, istituisce un tribunale di guerra che in poche ore, e senza aver dato tempo alla difesa di organizzare le discolpe, emette cinque sentenze a morte, tra le quali quella dell\u2019avvocato Lombardo, che ven\u00adgono eseguite la mattina successiva.Su questi fatti sono state fornite interpretazioni diverse. Da sini\u00adstra, la spiegazione in chiave politica, data a Bronte dal preside della facolt\u00e0 di Lettere di Catania Giarrizzo e da Massi\u00admo Gan\u00adci storico comunista, \u00e8 che Garibaldi, avendo scelto di \u201cnorma\u00adlizzare\u201d l\u2019isola secondo il disegno sabaudo, appro\u00adfitt\u00f2 di Bronte per stroncare la sinistra che nutriva l\u2019am\u00adbizione di ege\u00admoniz\u00adzare l\u2019isola. La condanna contro Lombar\u00addo fu quindi una condanna esem\u00adplare per quegli stessi gari\u00adbaldini siciliani che perseguivano l\u2019ideale di una vera rivolu\u00adzione sociale.Nella decisione della repressione entrarono per\u00f2 certamente anche gli inglesi. Lettere e dispacci testimoniano che Gari\u00adbaldi era stato solleci\u00adtato a intervenire dal loro console a Catania, dato che a Bronte esisteva&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/1mo\/duc_.html\">la Ducea di Nelson<\/a>: 25 mila ettari&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/nelson.html\">regalati a Nelson da Ferdinando di Borbone<\/a>, di cui si temeva che gli insorti si sareb\u00adbero appropriati.Tutti questi motivi spiegherebbero perch\u00e8 Garibaldi affid\u00f2 l\u2019in\u00adcarico proprio a Bixio, un uomo noto per l\u2019 impetuosit\u00e0 del suo carattere. Nel processo l\u2019accusa sostenuta dagli avvocati Aleo di Cata\u00adnia e Radice di Milano ha cercato di dimostrare che Bixio giunse a Bronte gi\u00e0 con la sentenza in tasca. Il generale di Garibaldi \u00e8 stato trattato senza troppi com\u00adpli\u00admenti: un teste, lo storico Bettini, lo ha definito \u201cfascista\u201d; \u00e8 stato ricordato il giudizio che di lui dava Cesare Lombroso: \u201cFeroce, rissante e vagabondo\u201d, sono state rievocate le parti pi\u00f9 sinistre del processo del 1860. Fra gli altri venne giusti\u00adziato anche il matto del paese, il quale supplic\u00f2 pietosamente e inutilmente Bixio di concedergli la grazia. E\u2019 stato tirato fuori anche il \u201cgiallo della lettera\u201d: in una mis\u00adsiva scritta l\u20198 agosto, ancora prima della sentenza, Bixio avrebbe infatti gi\u00e0 comunicato i nomi dei condannati a morte.La difesa (avvocati Cesare Zaccone e Guido Ziccone) ha so\u00adste\u00adnuto la tesi dell\u2019emergenza: Bixio si trovava in una situa\u00adzione straordinaria, altri paesi si stavano sollevando, bisogna\u00adva rista\u00adbilire l\u2019ordine con rapidit\u00e0, cosa che fece, evitando altri spar\u00adgimenti di sangue.<br>In realt\u00e0 le due interpretazioni non si escludono a vicenda. La giuria presieduta dal senatore Alessi e formata da magi\u00adstrati della Corte costituzionale, della Cassazione e del Con\u00adsiglio superiore della magistratura, emetter\u00e0 un documento tra una quindicina di giorni, riassumendo il dibattito. Per\u00f2 i brontesi, delusi dalla mancata sentenza che ha su\u00adscitato anche qualche polemica, si sono presi lo stesso una rivincita su Bixio e sul Risorgimento.Rigido e severo uno studente del liceo scientifico ha infatti letto al microfono la condanna di Bixio sancita dagli studenti dei licei locali e ha auspicato, tra gli applausi \u201cuna revisione storica del Risor\u00adgimento e dell\u2019impresa dei Mille\u201d.Nel pomeriggio poi \u00e8 stato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602u.html#Monum\">inaugurato un monumento<\/a>&nbsp;alle vittime di Bronte.[Daniela Pasti,&nbsp;<em>La Repubblica&nbsp;<\/em>\u2014 20 ottobre 1985,&nbsp;pagina 15 \/&nbsp;&nbsp; sezione: Cronaca]La Stampa, 23 Marzo 1987&#8243;Bixio innocente nel caso- Bronte&#8221;<em>Giuristi e politici cancellano l\u2019accusa di aver fatto fucilare degli inermi<\/em>Nino Bixio \u00e8 innocente, non fu uno sterminatore di inermi: \u00abSotto il profilo giuridico, l\u2019aiutante di Garibaldi non pu\u00f2 essere ritenuto responsabile della condanna a morte e della fucilazione degli abitanti di Bronte per i fatti del 9 agosto 1860\u00bb.<br>E\u2019 questo il dispositivo della \u00absentenza\u00bb emessa da una corte di giustizia presieduta dal senatore Giu\u00adseppe Ales\u00adsi \u2014 giurista e presi\u00addente dell\u2019Istituto per l\u2019\u00abEn\u00adci\u00adclopedia Treccani\u00bb \u2014 e composta dal presidente della Corte Costituzionale Antonio La Pergola, dal giu\u00addice della Consulta Ettore Gallo, dal compo\u00adnente il Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Frosini, e dal presidente della corte d\u2019appello di Catania Martino Nicosia.Di quella fucilazione il \u00abverdetto\u00bb fa interamente carico al col\u00adlegio giudicante di allora, chiamato a pronunciarsi sui disordini di Bronte, e al processo che si concluse con le condanne a morte di 5 abitanti di Bronte.\u00abQuel tribunale \u2014 ha detto Alessi \u2014 non seppe rendere giu\u00adsti\u00adzia a contadini che si ribellarono chiedendo le terre loro pro\u00admes\u00adse prima da un editto borbonico, poi da un decreto di Garibaldi\u00bb. Pur se assolta la figura di Bixio non rimane, tuttavia, esente da ombre: quella sentenza di condanna a morte tanto ingiusta \u2014 ha sottolineato ancora il senatore Alessi \u2014 fu raccolta pronta\u00admente da Bixio che aveva bisogno di dare un esempio per assi\u00adcurare tranquillit\u00e0 alle retroguardie della spedizione ormai in marcia verso la Calabria. Cade, per\u00f2, un\u2019accusa infamante che pesava sull\u2019intera epopea garibaldina, soprattutto dopo la rico\u00adstruzione cinematografica dell\u2019episodio&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602i.html#Film_Vancini\">realizzata da Florestano Vancini<\/a>&nbsp;negli Anni Settan\u00adta.Alla pronuncia del \u00abverdetto\u00bb erano presenti, con il vicepresiden\u00adte della Camera, onorevole Giuseppe Azzaro, anche nume\u00adrosi magistrati, esponenti politici, cittadini di Bronte e di altre citta\u00addine dell\u2019Etnea, dove la memoria di quei \u00abfatti\u00bb \u00e8 divenuta patri\u00admonio storico.[Stampa Sera &#8211; numero 79 di Luned\u00ec 23 Marzo 1987]La Repubblica, 24 Marzo 1987<em>Attilio Bolzoni<\/em>, inviato de&nbsp;<em>La Repubblica<\/em>, commenta la sentenzaImputato Nino Bixio, assoltoIl pi\u00f9 deluso, naturalmente, \u00e8 il rappresentante della Pubblica Accusa: un compromesso storico, una soluzione all\u2019italiana\u2026 I commenti amari e le battute acide dei colpevolisti e delle parti civili si incrociano alla fine di un processo-spettacolo iniziato un anno e mezzo fa. L\u2019imputato, famosissimo, era allora indicato come il carnefice di Bronte: Nino Bixio. Il generale garibaldino, 127 anni dopo la morte di cinque brontesi che pagarono con la fucilazione il loro sogno di libert\u00e0, adesso \u00e8 stato assolto.La Corte ha deciso cos\u00ec: sotto il profilo giuridico, l\u2019aiutante di Garibaldi non pu\u00f2 essere ritenuto responsabile per i fatti del 9 agosto 1860\u2026 Per Nino Bixio solo una censura, una tiratina di orecchie dei giudici quasi un secolo e mezzo dopo per l\u2019intolleranza caratteriologica e temperamentale della sua persona, una critica e nemmeno tanto feroce per il generale delle truppe di occupazione per eccessiva ed ingiustificata durezza nei riguardi dei condannati.Questo il verdetto dei componenti della Corte, un giudizio articolato in 32 cartelle che ricostruiscono il massacro di Bronte non soltanto dal punto di vista giuridico ma anche storico-politico. Un documento firmato dal presidente della Commissione, il senatore Giuseppe Alessi, dal presidente della Corte Costituzionale Anto\u00adnino La Pergola, dal giudice della stessa corte Ettore Gallo, dall\u2019ordinario di filosofia del diritto e componente del consiglio della magistratura Vittorio Frosini e dal presidente della Corte di Appello di Catania Martino Nicosia.E\u2019 stato proprio il senatore Alessi, primo presidente della Regione siciliana, a illustrare le conclusioni della Corte e a spiegare come e perch\u00e9 Nino Bixio non pu\u00f2 essere condannato per l\u2019eccidio di Bronte. Il presidente ha precisato subito che non \u00e8 stata emessa una vera e propria sentenza: L\u2019assoluzione o la condanna si addice ad un vero processo, non alla complessit\u00e0 di un fatto stori\u00adco.Il processo al processo di Bronte, una delle pagine pi\u00f9 dram\u00admatiche e oscure della storia italiana, \u00e8 stato ricostruito da esami testimoniali ricavati dagli atti ufficiali. Una verifica storica che ha anche individuato i veri colpevoli della strage: la responsabilit\u00e0 della grave ingiustizia ricade esclusiva\u00admente sui giudici straordinari che hanno deliberato la sentenza. E scrivono ancora i giudici nelle loro conclusioni: non esiste alcun dato, nemmeno indiziario, da cui desumere che Nino Bixio abbia esercitato pressioni sulla Commissione. Organo giudicante che non \u00e8 stato costituito da Bixio, perch\u00e9 precostituito dai governatori provinciali sulla base di un decreto dittatoriale, e che diresse gran parte dell\u2019istruttoria e del dibattimento mentre Bixio era assente da Bronte. Il carnefice non fu il generale garibaldino e i massacri di quella lunga estate del 1860 maturarono sullo sfondo di una lotta tra rivoluzionari e conservatori.La popolazione di Bronte, nell\u2019agosto di 127 anni fa, avuta notizia delle vittorie dei garibaldini sui Borboni, si rivolt\u00f2 contro i notabili del paese uccidendone nove. E fu Giuseppe Garibaldi ad inviare subito il suo generale a Bronte con il compito di reprimere la sommossa.La sentenza della Commissione mista di Guerra arriv\u00f2 la mattina del 9 agosto 1860: condanna a morte per l\u2019avvocato di fede garibaldina Lombardo e altri quattro brontesi, tra cui lo scemo del paese. Quale fu la posizione di Nino Bixio? Il generale fu ingannato dalle autorit\u00e0 comunali, vittima probabilmente di depistaggi e false informazioni. Un generale nervoso, turbato dalle notizie che in quei giorni arrivavano a Bronte. La Corte composta da storici e giuristi descrive cos\u00ec la sua situazione psicologica: La sua mente era esaltata dalle preoccupazioni per l\u2019ordine pubblico alle spalle della spedizione garibaldina, e dal timore che l\u2019incarico in atto lo privasse della partecipazione. Un Nino Bixio tormentato ma non sanguinario, esasperato ma non assassino: le accuse infamanti sono cadute.Chi non riesce per\u00f2 a giustificare il generale garibaldino \u00e8 l\u2019avvocato Aleo, che nel dibattimento ha sostenuto la Pubblica Accusa. Dice: I tribunali speciali sono sempre asserviti al potere, quindi Nino Bixio aveva una responsabilit\u00e0 ancora pi\u00f9 grande. Un altro avvocato,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/3pe\/pers1c3.html#rRadice\">Renato Radice<\/a>, figlio di Benedetto, lo storico brontese che scrisse una minuziosa ricostruzione sui massacri del 1860, esprime con amarezza le sue perplessit\u00e0: E\u2019 innegabile che Nino Bixio influ\u00ec sulla Corte.<em>[Attilio Bolzoni,&nbsp;<\/em>La Repubblica, 24 marzo 1987, pagina 22, &nbsp;sezione Cronaca]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I DIBATTITI E LE RICOSTRUZIONI DEI&nbsp;<em>FATTI DI BRONTE<\/em><\/strong>Il processo di Catania<strong>\u00abDifesa pronunziata d&#8217;innanti la Corte d&#8217;assisie del Circolo di Catania<\/strong> Chi sa che questa non avrebbe assol\u00adto, anche, l&#8217;avv. Lombardo e gli altri quattro imputati che erano andati dinanzi al plotone di esecuzione il 10 agosto dello stesso anno!La casa editrice &#8220;C.u.e.c.m.&#8221; di Catania nel dicembre del 1989 ha dato alle stampe un volumetto&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Fatti_1860-Difesa-Tenerelli-Contessa.pdf\" target=\"_blank\">contenente l&#8217;arringa difensiva dell&#8217;avvocato catane\u00adse Michele Tenerelli Contessa<\/a>&nbsp;che nel 1863 difese davanti alla Corte d&#8217;assise di Catania cinque&nbsp;fra gli&nbsp;imputati del secondo processo per i fatti di Bronte (quelli scampati alle fucilazioni sommarie ordinate tre anni prima da Nino Bixio).Il piccolo libro, 82 pagine, \u00e8 stato curato dal brontese prof. Gino Longhitano dell&#8217;Universit\u00e0 di Catania.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602c.html\">Molto interessante la sua &#8220;Introdu\u00adzione<\/a>&#8220;: 22 pagine di ricerche storiche con una precisa, puntuale ricostruzione dell&#8217;ambiente politico-sociale brontese dell&#8217;epoca e della cause che hanno dato origine alla sanguinosa rivolta.L&#8217;avvocato Tenerelli Contessa &#8211; scrive Longhitano &#8211; &#8220;&#8230;. di quegli avvenimenti forn\u00ec nella sua arringa difensiva un&#8217;interpretazione politica d&#8217;una tale lucidit\u00e0 da fare accapponare la pelle a chi con un processo e una sentenza per reati comuni, inquadrati magari in un contesto di \u00abreazione borbo\u00adnica\u00bb, riteneva di aver riposto definitivamente nell&#8217;armadio uno dei pi\u00f9 ingombrati scheletri dell&#8217;unificazione italiana. [&#8230;]&#8221;E&#8217; un&#8217;arringa appassionata, lucidissima, d&#8217;un avvocato colto e intelligente, d&#8217;un politico raffinato: a leggerla si rischia in molti punti la commozione. Certo, Nunzio Cesare, tre anni prima, davanti alla commissione eccezionale di guerra, non pu\u00f2 aver detto le stesse cose. Anche perch\u00e9 le sue posi\u00adzioni politiche non gli consentivano di porsi il problema d&#8217;un&#8217;autocritica della gestione che i democratici avevano fatto della rivoluzione meridio\u00adnale, nei termini in cui Tenerelli coraggiosamente e lucidamente li pone. Ch\u00e9 non si poteva, come gli uomini di Garibaldi avevano fatto, chiamare il popolo alla rivoluzione, farne il garante della legalit\u00e0 rivoluzionaria e ad esso esclusivamente chiedere conto poi del sangue che la rivoluzione stes\u00adsa aveva fatto versare&#8221;.&nbsp;&nbsp;<strong>I documenti e gli atti giudiziari<\/strong>&nbsp;relativi ai cosiddetti&nbsp;<em>&#8220;Fatti di Bronte&#8221;<\/em>&nbsp;che avvennero nei primi giorni di ago\u00adsto del 1860 a Bronte e in alcuni paesi limitrofi, e le carte del Processo in Corte di Assise di Catania che si trascin\u00f2 per tre anni e si concluse nel 1863 con 37 condanne tra cui 25 ergastoli, sono conser\u00advati sotto il titolo&nbsp;<em>Pro\u00adcesso di Bronte<\/em>&nbsp;nell\u2019Archi\u00advio di Stato di Catania (16 volumi di scritture,&nbsp; Buste I \u2013 XVI, Estremi cronologici 1860 \u2013 1867). <\/p>\n\n\n\n<p>per la causa degli eccidii avvenuti nell&#8217;agosto 1860 in Bronte\u00bb (1863)<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il frettoloso e sbrigativo processo tenuto a Bronte dal 7 al 9 Agosto dalla Commissione mista eccezionale di guerra chiamata da Bixio, il vero processo per i Fatti di Bronte si svolse dopo, a Catania e in un tribunale ordinario (la Corte di Assise) e in tempi lunghi che si protras\u00adsero fino al 12 agosto 1863, e con giudici togati, e con le garanzie pi\u00f9 complete per gli imputati e per il collegio di difesa.Il Tribunale condann\u00f2 all\u2019ergastolo ben venticinque imputati e altri dodici a pene pi\u00f9 lievi. Ma il dott. Luigi Saitta e il \u201ccivile\u201d Carmelo Minissale, due sei sette imputati nel processo dell&#8217;agosto 1860, furono assolti, gi\u00e0 nel dicembre 1860, dalla R. Procura di Catania.  <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/mo_602b.html\">La sentenza<\/a>    dal 17 al 19 Ottobre 1985<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i documenti dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/2st\/Il-Processo-di-Bronte.html#i%2015%20volumi\">15 faldoni del Processo di Bronte<\/a>\u00a0 ora a dispo\u00adsizione di tutti\u00a0 (la <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.bronteinsieme.it\/PDF\/Fatti_1860-Il-Processo-di-Bronte-Relazione.pdf\" target=\"_blank\">Relazione<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DIBATTITI E LE RICOSTRUZIONI DEI\u00a0FATTI DI BRONTE I Fatti del 1860 \/\u00a0Argomenti correlati 1985, Bronte processa BixioLa Corte:\u00a0Giuseppe Alessi, Antonio La Pergola, Ettore Gallo, Vittorio Frosini e Martino NicosiaPer ricordare e riscrivere i tragici fatti del 1860, Bronte celebr\u00f2, dopo oltre cento anni,\u00a0dal 17 al 19 Ottobre 1985\u00a0nel salone del Collegio Capizzi, un\u00a0convegno-processo\u00a0a carico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3542"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3542"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3547,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3542\/revisions\/3547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}