{"id":35873,"date":"2024-12-25T10:46:00","date_gmt":"2024-12-25T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=35873"},"modified":"2024-12-24T10:55:30","modified_gmt":"2024-12-24T09:55:30","slug":"poesia-del-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2024\/12\/25\/poesia-del-natale\/","title":{"rendered":"Poesia del Natale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35874\" width=\"299\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-1536x1023.jpg 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423-619x412.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/luigiBurroni-ADN-Saint-Cyr-242423.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Arriv\u00f2 il  Santo Natale senza accorgergercene e soltanto poche ore prima della grande ora realizzammo che ci trovavamo isolati dal resto del mondo, boschi tutt\u2019intorno e la neve che ci copriva. Cadeva una farinella fina fina, cos\u00ec fitta sembrava nebbia, non si vedevano nemmeno le luci della stazione.Mentre da noi la sera della vigilia si fa un gran cenone. Qua tale usanza era sconosciuta, per loro il venticinque dicembre \u00e8 il gran giorno. <\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><em>Per la sera della vigilia non preparano nulla di speciale, abitualmente passano la serata in compagnia si ma piuttosto allegrotti, attendono l\u2019arrivo di Babbo Natale e dopo la messa della mezzanotte aprono i regali ai bambini.Durante la magra e malinconica cena notammo l\u2019assenza di Giannuzzo il pi\u00f9 anziano del gruppo e come se d\u2019intesa poco dopo uno a uno ci ritrovammo tutti sul vagone numero quattro dove lo trovammo seduto e accucciato vicino alla stufa con le lacrime agli occhi. Ognuno che arrivava ripeteva lastessa frase:\u201cBuon Natale compare Giannuzzo\u201d.\u201cBuon Natale, buon Natale\u201d. Rispondeva lui moscio moscio.La calda espressione e la sincerit\u00e0, la spontaneit\u00e0 di quelle parole non solo risollevarono il buon\u00a0 umore di compare Giannuzzo ma rianimarono e rallegrarono lo spirito di tutti i presenti, riportandoli per un breve istante a casa loro, tra i cari lontani. C\u2019\u00e8 da immaginare quanta dolcezza e quanta tenerezza rievocavasi nelle loro menti. Da parte mia mentre nel pensare ai miei li vedevo riuniti intorno alla tavola seduti ognuno al proprio posto con pap\u00e0 che aveva appena finito di dire la preghiera di ringraziamento, tale visione veniva rimpiazzata da mamma intenta a friggere la famose \u201cPizzelle\u201d frittelle con dentro l\u2019uva passita. Pare che tale scenetta offuscava tutto il resto e il pensiero delle pizzelle insieme al torrone mi facevano venire l\u2019acquolina in bocca.Ad un certo momento compare Giannuzzo si alz\u00f2 e direttosi verso il suo posto, da sotto la branda tir\u00f2 fuori la valigetta di legno, e l\u2019appoggi\u00f2 sul letto. Tutti gli occhi si puntarono su di lui e mentre silenziosamente tutti seguivano le sue mosse, apr\u00ec la valigetta, tir\u00f2 fuori un pacchetto e religiosamente lo cominci\u00f2 a scartare.Che sar\u00e0 e che non sar\u00e0 la curiosit\u00e0 era grande e tutti gli si fecero intorno. Prima lev\u00f2 la pezza, poi tolse un foglio di carta straccia gialla, tipo di quella che ci incartava la pasta il fornaro, poi un altro foglio di carta oleata e finalmente vedemmo spuntare il tesoro.Era una soprassata, conservata chiss\u00e0 come gelosamente fin dal lontano maggio, ed ora l\u2019aveva tirata fuori per celebrare il Santo Natale. Ogni mossa era pesata, mise la mano in tasca e tir\u00f2 fuori un coltellino, apr\u00ec la lama, la pul\u00ec sui calzoni, poi come quando il sacerdote rispettosamente e devotamente con le dita prende l\u2019ostia consacrata in mano, cos\u00ec fece lui con la soprassata, la trattava cos\u00ec delicatamente sembrava stesse toccando una cosa sacra, quasi quasi gli dispiaceva di tagliarla. Come sempre, Franchino che non lasciava mai sfuggirsi l\u2019occasione di punzecchiare non importa chi, dapprima ne segu\u00ec i movimenti in silenzio, poi persa la pazienza:\u201cCompare Giannuzzo. La vogliamo tagliare questa soprassata o prima ci dobbiamo fare la fotografia?\u201d<\/em>Dal diario di\u00a0Armando Viselli.\u00a0Nelle pagine dei diari riscopriamo spesso il Natale nella sua essenza pi\u00f9 pura: una luce nel buio, un gesto semplice che scalda l\u2019anima, una tavola immaginata tra affetti lontani.Che sia una soprassata condivisa in silenzio, un ricordo che consola, o la neve che avvolge tutto in un abbraccio bianco, ogni Natale porta con s\u00e9 il sapore della memoria e della speranza.Da tutti noi dell\u2019Archivio dei diari, auguri di cuore per un Natale ricco di storie, calore e piccoli grandi gesti d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Buon Natale!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arriv\u00f2 il Santo Natale senza accorgergercene e soltanto poche ore prima della grande ora realizzammo che ci trovavamo isolati dal resto del mondo, boschi tutt\u2019intorno e la neve che ci copriva. 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