{"id":3778,"date":"2026-09-07T10:33:00","date_gmt":"2026-09-07T08:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=3778"},"modified":"2026-09-06T16:25:16","modified_gmt":"2026-09-06T14:25:16","slug":"cambiamo-aria-estate-2026-critica-per-lozono-nelle-citta-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/09\/07\/cambiamo-aria-estate-2026-critica-per-lozono-nelle-citta-italiane\/","title":{"rendered":"Cambiamo Aria: estate 2026 critica per l\u2019ozono, nelle citt\u00e0 italiane"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3779\" width=\"195\" height=\"130\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono-619x413.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ozono.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Qualit\u00e0 dell\u2019aria ancora lontana dagli standard per la salute.  Cambiamo Aria: estate 2026 critica per l\u2019ozono, nelle citt\u00e0 italiane qualit\u00e0 dell\u2019aria ancora lontana dagli standard per la salute<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il confronto gennaio-agosto 2025-2026 mostra un peggioramento dell\u2019ozono in numerose citt\u00e0. Criticit\u00e0 anche per NO2, in particolare nei grandi centri portuali, e per il PM2,5. Romizi (ISDE): \u00abQualit\u00e0 dell\u2019aria e crisi climatica vanno affrontate insieme\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>6 settembre 2026 \u2013 L\u2019ozono emerge come il principale elemento critico dell\u2019estate 2026 nelle citt\u00e0 italiane, con un numero di superamenti in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 in molte delle stazioni monitorate. Restano per\u00f2 rilevanti anche le concentrazioni di biossido di azoto, con situazioni particolarmente problematiche in diverse citt\u00e0 portuali, e del PM2,5, l\u2019inquinante particolato pi\u00f9 preoccupante sotto il profilo sanitario. Ancora diffuse, infine, le criticit\u00e0 per il PM10. \u00c8 quanto emerge dall\u2019aggiornamento a fine agosto del progetto \u201cCambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0\u201d, curato da ISDE Italia in collaborazione con l\u2019Osservatorio Mobilit\u00e0 Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, sulla base dei dati delle reti di monitoraggio delle ARPA e di SNPA. <a href=\"https:\/\/www.isdenews.it\/progetto-nazionale-salute-e-inquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane\/\">https:\/\/www.isdenews.it\/progetto-nazionale-salute-e-inquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane\/<\/a> La nuova elaborazione confronta anche, citt\u00e0 per citt\u00e0, il periodo gennaio-agosto 2025 con gennaio-agosto 2026, classificando la situazione rispetto a tre diversi riferimenti: normativa oggi vigente, valori che saranno introdotti dalla Direttiva europea 2024\/2881 e Linee guida OMS 2021. La fotografia complessiva evidenzia quanto sia ancora ampia la distanza tra le condizioni registrate nelle citt\u00e0 e i livelli considerati pi\u00f9 protettivi per la salute. Per PM2,5 e NO2, in particolare, nessuna lettura del dato pu\u00f2 limitarsi al rispetto degli attuali limiti di legge: in moltissime realt\u00e0 urbane vengono superati per decine o centinaia di giorni i valori raccomandati dall\u2019OMS.  <\/p>\n\n\n\n<p>Ozono, il segnale pi\u00f9 evidente dell\u2019estate 2026 L\u2019elemento che distingue maggiormente il 2026 dal 2025 \u00e8 l\u2019ozono, inquinante secondario tipicamente estivo, la cui formazione \u00e8 favorita dall\u2019intensa radiazione solare e dalle alte temperature. La normativa attuale stabilisce, per la massima media mobile sulle otto ore, un valore obiettivo di 120 \u00b5g\/m\u00b3, da non superare per pi\u00f9 di 25 giorni l\u2019anno. La Direttiva europea 2024\/2881 ridurr\u00e0 dal 2030 il numero massimo a 18 giorni. L\u2019OMS indica invece come riferimento 100 \u00b5g\/m\u00b3, con non pi\u00f9 di 3-4 giorni di superamento in un anno. A fine agosto 2026 Bergamo-Meucci conta gi\u00e0 77 giornate sopra 120 \u00b5g\/m\u00b3, Vicenza-Quartiere Italia 69, Torino-Lingotto e Torino-Rubino 67, Milano-Verziere 66 e Verona-Giarol Grande 65. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 rende ancora pi\u00f9 evidente la criticit\u00e0: Torino-Lingotto passa da 29 a 67 giorni, Brescia-Villaggio Sereno da 12 a 58, Padova-Mandria da 34 a 58 e Verona-Giarol Grande da 29 a 65. Anche la tabella riepilogativa per citt\u00e0 mostra nel 2026 una diffusa presenza della classe di maggiore criticit\u00e0 per l\u2019ozono in numerosi centri del Centro-Nord, confermando il peso assunto da questo inquinante durante la stagione estiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia: \u00abI dati sull\u2019ozono rappresentano un segnale che non pu\u00f2 essere sottovalutato. Qualit\u00e0 dell\u2019aria, salute e cambiamento climatico sono sempre pi\u00f9 strettamente collegati: estati pi\u00f9 calde e condizioni meteorologiche favorevoli alla formazione dell\u2019ozono possono aumentare l\u2019esposizione della popolazione a un inquinante con effetti rilevanti sull\u2019apparato respiratorio. Le politiche climatiche sono quindi anche politiche di prevenzione sanitaria. Dobbiamo ridurre le emissioni dei precursori dell\u2019ozono e, contemporaneamente, affrontare con maggiore decisione le cause del riscaldamento climatico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>NO2: attenzione alle citt\u00e0 portuali Il secondo elemento di particolare rilievo riguarda il biossido di azoto (NO2), inquinante associato nelle aree urbane soprattutto ai processi di combustione e al traffico motorizzato. Il quadro evidenzia forti criticit\u00e0 in alcune grandi citt\u00e0 e, in particolare, in diversi centri portuali. A Genova-Via Buozzi sono gi\u00e0 223 le giornate sopra i 25 \u00b5g\/m\u00b3 indicati dall\u2019OMS e 88 quelle sopra i 50 \u00b5g\/m\u00b3, valore che dal 2030 potr\u00e0 essere superato per non pi\u00f9 di 18 giorni l\u2019anno.  A Palermo i giorni sono rispettivamente 215 e 95; a Napoli-Ente Ferrovie 196 e 56; Catania raggiunge addirittura 231 giorni sopra la soglia OMS e 37 sopra quella prevista dalla futura normativa europea. Anche Genova-Corso Europa presenta valori molto elevati, con 205 giornate sopra 25 \u00b5g\/m\u00b3 e 43 sopra 50 \u00b5g\/m\u00b3. La matrice complessiva delle citt\u00e0 conferma inoltre che per l\u2019NO2 nel 2026 numerosi centri continuano a collocarsi oltre i valori OMS e, in alcuni casi, anche oltre quelli stabiliti dalla nuova direttiva. Nelle citt\u00e0 portuali alle emissioni prodotte dalla mobilit\u00e0 urbana possono aggiungersi quelle connesse al traffico merci, alle attivit\u00e0 portuali e alla navigazione. Il dato rafforza quindi la necessit\u00e0 di una strategia integrata che comprenda trasporto pubblico, riduzione del traffico, elettrificazione della mobilit\u00e0, logistica urbana sostenibile, cold ironing e decarbonizzazione del trasporto marittimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Bortolotti, coordinatore del progetto Cambiamo Aria: \u00abIl confronto 2025-2026 consente di andare oltre la fotografia della singola giornata e di capire quanto siano strutturali alcune criticit\u00e0. In molte citt\u00e0 abbiamo gi\u00e0 raggiunto nei primi otto mesi dell\u2019anno il numero di superamenti che la normativa europea consentir\u00e0 nell\u2019intero anno dal 2030. Il caso dell\u2019NO2 \u00e8 particolarmente significativo nelle grandi aree urbane e nelle citt\u00e0 portuali, dove \u00e8 indispensabile intervenire sulle diverse sorgenti emissive in maniera coordinata. Il 2030 \u00e8 troppo vicino per pensare di rinviare le misure necessarie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>PM2,5, l\u2019inquinante particolato pi\u00f9 critico per la salute Particolare attenzione deve essere riservata al PM2,5, costituito da particelle sufficientemente piccole da penetrare profondamente nell&#8217;apparato respiratorio e associate a importanti effetti cardiovascolari e respiratori. L\u2019OMS indica una media giornaliera di 15 \u00b5g\/m\u00b3, da non superare pi\u00f9 di 3-4 giorni l\u2019anno. La Direttiva europea stabilisce dal 2030 un valore di 25 \u00b5g\/m\u00b3, con un massimo di 18 superamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La distanza da questi riferimenti \u00e8 molto ampia. A fine agosto Torino-Rebaudengo ha gi\u00e0 registrato 129 giornate sopra i 15 \u00b5g\/m\u00b3, Verona-Giarol Grande 115, Napoli-Ente Ferrovie 110, Milano-Marche 101 e Padova-Mandria 99.\u00ec Guardando al futuro limite europeo di 25 \u00b5g\/m\u00b3, Padova-Mandria \u00e8 gi\u00e0 a 52 giorni, Milano-Marche a 50, Milano-Pascal a 49, Torino-Rebaudengo e Torino-Rubino a 48.  <\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro riepilogativo 2026 conferma la diffusione territoriale del problema: nelle citt\u00e0 analizzate i valori di PM2,5 risultano sistematicamente superiori ai livelli raccomandati dall\u2019OMS e in numerosi casi anche a quelli che diventeranno vincolanti con la nuova direttiva europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Romizi: \u00abIl PM2,5 rimane uno degli indicatori pi\u00f9 importanti dal punto di vista sanitario. I valori OMS non sono semplici obiettivi ambientali astratti: rappresentano livelli definiti sulla base delle evidenze disponibili sugli effetti dell\u2019inquinamento atmosferico sulla salute. Ridurre l&#8217;esposizione della popolazione deve essere l&#8217;obiettivo centrale delle politiche pubbliche, andando oltre una logica basata esclusivamente sul rispetto formale dei limiti di legge\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>PM10: in alcune citt\u00e0 gi\u00e0 esaurito il \u201cbudget\u201d annuale consentito oggi Completa il quadro il PM10, inquinante particolarmente critico nel periodo invernale. L&#8217;attuale normativa consente al massimo 35 giornate l\u2019anno sopra 50 \u00b5g\/m\u00b3. Eppure, gi\u00e0 a fine agosto, Milano-Marche ne registra 41, Verona-Corso Milano 40 e Modena-Giardini 35. Dal 2030 il valore giornaliero scender\u00e0 a 45 \u00b5g\/m\u00b3 e potr\u00e0 essere superato per non pi\u00f9 di 18 giorni. Rispetto a questo parametro, Milano-Marche \u00e8 gi\u00e0 a 49 superamenti, Verona-Corso Milano a 43 e Modena-Giardini a 40.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il confronto con il 2025 mostra peggioramenti in diverse stazioni: Modena-Giardini passa da 29 a 40 giornate sopra 45 \u00b5g\/m\u00b3, Milano-Pascal da 21 a 36, Mestre da 20 a 35. Il \u201csemaforo\u201d delle citt\u00e0: la distanza dagli standard sanitari resta ampia La sintesi cromatica elaborata dal progetto Cambiamo Aria offre una lettura immediata della situazione nelle citt\u00e0 monitorate. Il verde identifica le situazioni che rispettano contemporaneamente i riferimenti normativi e sanitari considerati; il giallo segnala il superamento dei valori OMS; il rosso il superamento dei livelli previsti dalla nuova Direttiva europea; il rosso scuro indica infine il superamento anche degli attuali limiti normativi. Il confronto gennaio-agosto 2025-2026 mostra che il verde rimane un&#8217;eccezione, mentre dominano giallo, rosso e rosso scuro. Il quadro del 2026 appare particolarmente problematico per l\u2019ozono, mentre PM2,5 e NO2 confermano una distanza strutturale dai livelli indicati dall\u2019OMS. Si tratta di un elemento centrale: essere entro i limiti oggi vigenti non significa necessariamente respirare un\u2019aria compatibile con la migliore tutela possibile della salute. ISDE: non chiedere tempo, utilizzare il tempo che resta al 2030 Per ISDE Italia, la nuova Direttiva europea rappresenta un importante avanzamento rispetto alla legislazione attuale, ma il recepimento deve essere accompagnato da politiche immediate e concrete.<\/p>\n\n\n\n<p>Trasporto pubblico, riduzione della motorizzazione privata, mobilit\u00e0 attiva, Zone a basse emissioni, elettrificazione, efficienza energetica degli edifici, riduzione delle emissioni industriali e portuali e azioni di mitigazione climatica devono essere affrontati come parti di una stessa strategia.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Romizi: \u00abI dati di Cambiamo Aria indicano che non abbiamo bisogno di deroghe che rinviino il problema, ma di utilizzare bene gli anni che ci separano dal 2030. Ogni riduzione dell&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento atmosferico pu\u00f2 tradursi in benefici per la salute. La prevenzione deve cominciare oggi, soprattutto per proteggere bambini, anziani, persone con patologie croniche e tutti coloro che vivono nelle aree maggiormente esposte\u00bb. Cambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0 \u00e8 curato da ISDE Italia in collaborazione con Osservatorio Mobilit\u00e0 Urbana Sostenibile Kyoto Club e Clean Cities Campaign. I dati utilizzati provengono dalle reti territoriali delle ARPA e da SNPA e sono soggetti ai diversi livelli di validazione previsti dalle Agenzie; i dati definitivi possono pertanto differire da quelli pubblicati quotidianamente.<\/p>\n\n\n\n<p>DATI ANNO 2026 \u2013 giornalieri e riepilogativi per citt\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>DATI RIEPILOGATIVI\u2013 PM10 \u2013 PM10 confr.25\/26 \u2013 PM2,5 \u2013 PM2,5 confr.25\/26 \u2013 NO2 \u2013 NO2 confr 25\/26 \u2013 Medie \u2013 Superamenti \u2013 Ozono (Dir.UE) \u2013 Ozono (LG Oms) \u2013 Ozono confr. 2025-2026<\/p>\n\n\n\n<p>CONFRONTO 2025-2026 (PM10, PM2.5, NO2)\u2013 Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli,Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste,Venezia, Verona, Vicenza<\/p>\n\n\n\n<p>PM10\u2013 Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste,Venezia, Verona, Vicenza<\/p>\n\n\n\n<p>PM2,5\u2013 Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza<\/p>\n\n\n\n<p>NO2\u2013 Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza<\/p>\n\n\n\n<p>Ozono\u2013 Ancona \u2013 Bari \u2013 Bergamo \u2013 Bologna \u2013 Brescia \u2013 Cagliari \u2013 Catania \u2013 Firenze \u2013 Genova \u2013 Messina \u2013 Milano \u2013 Modena \u2013 Napoli \u2013 Padova \u2013 Palermo \u2013 Parma \u2013 Pescara \u2013 Reggio Calabria \u2013 Roma \u2013 Terni \u2013 Torino \u2013 Trento \u2013 Trieste \u2013 Venezia \u2013 Verona \u2013 Vicenza<\/p>\n\n\n\n<p>[nel comune di Prato non ci sono stazioni di monitoraggio dell\u2019ozono]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualit\u00e0 dell\u2019aria ancora lontana dagli standard per la salute. 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