{"id":3915,"date":"2026-09-11T09:27:00","date_gmt":"2026-09-11T07:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=3915"},"modified":"2026-09-10T17:05:46","modified_gmt":"2026-09-10T15:05:46","slug":"confessioni-di-un-paese-dal-9-settembre-all11-ottobre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/09\/11\/confessioni-di-un-paese-dal-9-settembre-all11-ottobre-2026\/","title":{"rendered":"CONFESSIONI DI UN PAESE  Dal 9 settembre all\u201911 ottobre 2026"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3916\" width=\"352\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-768x960.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-1638x2048.jpg 1638w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-619x774.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2026-MSS-Mostra-Fotografica-post-statico-v3-scaled.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dove il tempo si posa e resta. La Salumeria di Monte San Savino dedica al proprio paese una mostra<br>fotografica di Giovanni Bortolani Chiesa di Santa Chiara \u2013 Piazza Gamurrini, Monte San Savino (AR<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Ci sono luoghi che ci appartengono prima ancora che impariamo a raccontarli. Per la Salumeria di Monte San Savino, Monte San Savino \u00e8 uno di questi. \u00c8 qui che l\u2019azienda \u00e8 nata, qui che ha costruito la propria storia, qui che ha visto generazioni attraversare le strade del paese, entrare nelle botteghe, incontrarsi nelle piazze, crescere, partire, restare e ritornare. Da questo legame nasce \u201cConfessioni di un Paese\u201d, la mostra fotografica promossa da Salumeria di Monte San Savino e realizzata con gli scatti di Giovanni Bortolani. Un progetto che nasce prima di tutto come un omaggio al paese. Ma anche come una vera e propria dichiarazione d\u2019amore dell\u2019azienda alla propria comunit\u00e0, al luogo da cui proviene e alle persone che, nel tempo, hanno contribuito a costruirne l\u2019identit\u00e0. Per una volta, la Salumeria sceglie di mettere da parte se stessa e il proprio prodotto per raccontare ci\u00f2 che viene prima. Prima del prodotto, il luogo.<br>Prima della tradizione, le persone. Prima della Salumeria, Monte San Savino. Un&#8217;azienda che racconta il luogo da cui proviene \u201cConfessioni di un Paese\u201d non \u00e8 una mostra aziendale e non \u00e8 una mostra sul prodotto. \u00c8 il modo con cui la Salumeria di Monte San Savino ha scelto di restituire qualcosa al paese che le ha dato origine: uno sguardo, un racconto, una memoria condivisa. L\u2019azienda ha coinvolto il fotografo Giovanni Bortolani chiedendogli di attraversare Monte San Savino e di cercare non l\u2019immagine conosciuta del paese, ma la vita che vi accade dentro. Il risultato \u00e8 un racconto fotografico fatto di strade, piazze, botteghe e interni, ma soprattutto di persone, gesti, incontri, attese e sguardi. <\/p>\n\n\n\n<p>Non il paese da cartolina. Non un\u2019immagine nostalgica del passato. Ma un luogo vivo, osservato attraverso chi lo abita. Perch\u00e9 dentro Monte San Savino c\u2019\u00e8 un mondo che spesso non si vede mentre lo si guarda: \u00e8 in una finestra aperta, in qualcuno fermo sulla soglia, nelle mani di chi lavora, in un ragazzo che attraversa una piazza di corsa, in due persone che si incontrano, nella luce che cambia sulla pietra. \u00c8 una quotidianit\u00e0 fatta di piccoli avvenimenti che, insieme, costruiscono l\u2019identit\u00e0 di una<br>comunit\u00e0. La fotografia di Giovanni Bortolani Giovanni Bortolani ha attraversato Monte San Savino cercando di mettere in relazione i due tempi che convivono nel paese: il tempo lungo delle pietre, delle architetture e della storia e il tempo breve delle persone, dei gesti, degli incontri e della vita quotidiana. Ha scelto di non separare il paesaggio urbano dagli abitanti che lo vivono, perch\u00e9 una strada pu\u00f2 cambiare significato dopo aver incontrato un volto, una bottega pu\u00f2 diventare il racconto di una vita, una facciata pu\u00f2 trasformarsi in memoria. Il bianco e nero elimina il superfluo e concentra l\u2019attenzione sulla materia essenziale: la luce, la pelle, la pietra, gli intonaci, i gesti e gli sguardi. Come racconta lo stesso fotografo: \u00abNon ho cercato di fotografare Monte San Savino. Ho cercato di fotografare la vita che accade dentro Monte San Savino.\u00bb \u00c8 proprio da questa vita che nascono le Confessioni.<br>Un paese che si racconta attraverso le proprie voci Il titolo della mostra nasce anche dal luogo che la ospita, la Chiesa di Santa Chiara, uno spazio che evoca naturalmente ascolto, silenzio e riflessione. Le persone ritratte non sono semplicemente soggetti fotografici. Accanto alle immagini possono emergere pensieri, ricordi e piccole verit\u00e0 raccontate in prima persona: vere e proprie confessioni, intime ma capaci di parlare anche a una comunit\u00e0 intera. Non didascalie che spiegano una fotografia, dunque, ma voci che sembrano arrivare da un luogo pi\u00f9 profondo. Fotografia dopo fotografia, voce dopo voce, \u00e8 il paese stesso a confessarsi. Ed \u00e8 questo il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019omaggio della Salumeria: restituire a Monte San Savino un ritratto della propria umanit\u00e0, fatto di persone e luoghi, memoria e presente, storia e quotidianit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Non il paese da cartolina. Non un\u2019immagine nostalgica del passato. Ma un luogo vivo, osservato attraverso chi lo abita. Perch\u00e9 dentro Monte San Savino c\u2019\u00e8 un mondo che spesso non si vede mentre lo si guarda: \u00e8 in una finestra aperta, in qualcuno fermo sulla soglia, nelle mani di chi lavora, in un ragazzo che attraversa una piazza di corsa, in due persone che si incontrano, nella<br>luce che cambia sulla pietra. \u00c8 una quotidianit\u00e0 fatta di piccoli avvenimenti che, insieme, costruiscono l\u2019identit\u00e0 di una comunit\u00e0. La fotografia di Giovanni Bortolani Giovanni Bortolani ha attraversato Monte San Savino cercando di mettere in relazione i<br>due tempi che convivono nel paese: il tempo lungo delle pietre, delle architetture e<br>della storia e il tempo breve delle persone, dei gesti, degli incontri e della vita<br>quotidiana. Ha scelto di non separare il paesaggio urbano dagli abitanti che lo vivono, perch\u00e9 una strada pu\u00f2 cambiare significato dopo aver incontrato un volto, una bottega pu\u00f2 diventare il racconto di una vita, una facciata pu\u00f2 trasformarsi in memoria. Il bianco e nero elimina il superfluo e concentra l\u2019attenzione sulla materia essenziale: la luce, la pelle, la pietra, gli intonaci, i gesti e gli sguardi. Come racconta lo stesso fotografo: \u00abNon ho cercato di fotografare Monte San Savino. Ho cercato di fotografare la vita che accade dentro Monte San Savino.\u00bb \u00c8 proprio da questa vita che nascono le Confessioni. Un paese che si racconta attraverso le proprie voci Il titolo della mostra nasce anche dal luogo che la ospita, la Chiesa di Santa Chiara, uno spazio che evoca naturalmente ascolto, silenzio e riflessione. Le persone ritratte non sono semplicemente soggetti fotografici. Accanto alle immagini possono emergere pensieri, ricordi e piccole verit\u00e0 raccontate in prima persona: vere e proprie confessioni, intime ma capaci di parlare anche a una comunit\u00e0 intera. Non didascalie che spiegano una fotografia, dunque, ma voci che sembrano arrivare da un luogo pi\u00f9 profondo. Fotografia dopo fotografia, voce dopo voce, \u00e8 il paese stesso a confessarsi.<br>Ed \u00e8 questo il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019omaggio della Salumeria: restituire a Monte San<br>Savino un ritratto della propria umanit\u00e0, fatto di persone e luoghi, memoria e presente, storia e quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Orari di apertura<br>Luned\u00ec \u00b7 Marted\u00ec \u00b7 Mercoled\u00ec: 10.00\u201313.00<br>Gioved\u00ec \u00b7 Venerd\u00ec \u00b7 Sabato \u00b7 Domenica: 10.00\u201313.00 \/ 15.00\u201318.00<br>Ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove il tempo si posa e resta. 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