{"id":4280,"date":"2026-09-20T14:05:52","date_gmt":"2026-09-20T12:05:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=4280"},"modified":"2026-09-20T14:05:53","modified_gmt":"2026-09-20T12:05:53","slug":"21-settembre-giornata-mondiale-dellalzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/09\/20\/21-settembre-giornata-mondiale-dellalzheimer\/","title":{"rendered":"21 settembre \u2013 Giornata Mondiale dell\u2019Alzheimer"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4281\" width=\"240\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day-619x619.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/alzheimers-day.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>ISDE Italia:\u00a0proteggere l\u2019ambiente\u00a0significa anche proteggere il cervello\u00a0 In Italia circa 1,2 milioni di persone convivono con una demenza. ISDE: ridurre inquinamento ed esposizioni neurotossiche deve diventare parte delle politiche di prevenzione e salute pubblica<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>In occasione della Giornata Mondiale dell\u2019Alzheimer del 21 settembre, ISDE \u2013 Associazione Medici per l\u2019Ambiente richiama l\u2019attenzione su un aspetto ancora non sufficientemente presente nel dibattito pubblico: la salute del cervello \u00e8 legata anche alla qualit\u00e0 dell\u2019ambiente nel quale viviamo, lavoriamo e invecchiamo. Il tema assume particolare attualit\u00e0 alla luce delle nuove Linee guida dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 2026 sulla riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza, che ampliano l\u2019approccio alla prevenzione includendo esplicitamente interventi per ridurre l\u2019esposizione ai fattori di rischio ambientali. Secondo l\u2019OMS, nel mondo oltre 57 milioni di persone convivono con una demenza e ogni anno si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi. L\u2019Alzheimer rappresenta circa il 60-70% delle demenze. Un dato particolarmente importante riguarda la prevenzione: secondo l\u2019OMS, fino al 45% del rischio di demenza \u00e8 attribuibile a fattori modificabili, fra i quali figurano anche l\u2019inquinamento atmosferico, insieme a fattori quali fumo, consumo dannoso di alcol, inattivit\u00e0 fisica, isolamento sociale, ipertensione e diabete. In Italia circa 1,2 milioni di persone con demenza Anche nel nostro Paese le dimensioni del problema sono rilevanti. Secondo le stime dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, circa 1,2 milioni di persone di et\u00e0 pari o superiore a 65 anni convivono con una demenza, delle quali circa 550-660 mila con malattia di Alzheimer. A queste si aggiungono circa 24 mila persone tra 35 e 64 anni con demenze ad esordio precoce. L\u2019impatto sanitario, sociale ed economico \u00e8 quindi enorme e destinato ad assumere un peso crescente con l\u2019invecchiamento della popolazione. Per questo la prevenzione non pu\u00f2 essere considerata un aspetto secondario delle politiche sulle demenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Inquinamento dell\u2019aria e salute del cervello<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato associazioni tra esposizione prolungata agli inquinanti atmosferici e maggiore rischio di deterioramento cognitivo e demenza. Particolare attenzione riguarda il particolato fine PM2,5, ma anche il biossido di azoto e altri inquinanti legati soprattutto al traffico e ai processi di combustione.Una recente revisione sistematica e meta-analisi su oltre 24 milioni di persone ha rilevato, per ogni incremento di 5 \u00b5g\/m\u00b3 di PM2,5, un aumento dell\u20198% del rischio relativo di demenza; associazioni sono state osservate anche per il biossido di azoto e il black carbon. I meccanismi biologici studiati sono molteplici e interconnessi: infiammazione sistemica, stress ossidativo, danno vascolare e neuroinfiammazione rappresentano alcune delle principali ipotesi attraverso le quali l\u2019esposizione cronica agli inquinanti potrebbe contribuire ai processi di neurodegenerazione. Si tratta di associazioni epidemiologiche che devono essere interpretate considerando i limiti propri degli studi osservazionali, ma la consistenza crescente delle evidenze rende la qualit\u00e0 dell\u2019aria un tema rilevante anche nelle strategie di tutela della salute cerebrale. Quale ruolo pu\u00f2 avere, allora, l\u2019ambiente nella prevenzione delle demenze? \u00abLa salute del cervello si costruisce lungo tutto il corso della vita \u2013 sottolinea Paolo Bortolotti, neurologo ISDE \u2013. Ridurre l\u2019esposizione all\u2019inquinamento e ad altri fattori ambientali di rischio significa affiancare alla prevenzione individuale una prevenzione collettiva, capace di proteggere la salute cerebrale della popolazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia e il problema dell\u2019inquinamento<\/p>\n\n\n\n<p>La questione riguarda direttamente il nostro Paese. Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi decenni, l\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente segnala che alcune aree italiane, in particolare la Pianura Padana, continuano a presentare rilevanti criticit\u00e0 per la qualit\u00e0 dell\u2019aria. Tra il 2005 e il 2022 in Italia le morti premature attribuibili all\u2019esposizione al PM2,5 sono diminuite del 32%, contro una riduzione del 45% nell\u2019insieme dell\u2019Unione europea. A livello europeo permane inoltre una distanza significativa rispetto ai valori guida dell\u2019OMS: nel 2024 circa il 95% della popolazione urbana dell\u2019UErisultava esposta a concentrazioni medie annuali di PM2,5 superiori al valore guida OMS di 5 \u00b5g\/m\u00b3. La qualit\u00e0 dell\u2019aria, dunque, non riguarda soltanto la prevenzione delle malattie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche: le evidenze disponibili indicano che deve essere considerata anche nel quadro pi\u00f9 ampio della tutela della salute cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo aria: ridurre le esposizioni neurotossiche<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca sta approfondendo anche il possibile ruolo di altre esposizioni ambientali e professionali, comprese alcune sostanze chimiche potenzialmente neurotossiche. Tra queste vi sono i <strong>pesticidi<\/strong>. La letteratura scientifica segnala associazioni tra esposizioni croniche \u2013 soprattutto professionali o ad alta intensit\u00e0 \u2013 e diverse patologie neurologiche e neurodegenerative. Una recente meta-analisi dedicata ai pesticidi organoclorurati e alla malattia di Alzheimer ha osservato un\u2019associazione statisticamente significativa, ma il risultato deriva da un numero limitato di studi e presenta un\u2019elevata eterogeneit\u00e0. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche prima di poter definire con precisione la natura e l\u2019entit\u00e0 del rapporto causale.<\/p>\n\n\n\n<p>La prevenzione non pu\u00f2 essere soltanto individuale<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza scientifica residua non deve tuttavia trasformarsi in disattenzione. Quando sono coinvolte esposizioni diffuse e sostanze con propriet\u00e0 neurotossiche, ridurre le esposizioni evitabili costituisce un obiettivo di prevenzione ambientale e occupazionale La prevenzione delle demenze viene spesso raccontata soprattutto attraverso gli stili di vita: attivit\u00e0 fisica, alimentazione equilibrata, controllo della pressione arteriosa, del diabete e del colesterolo, astensione dal fumo, relazioni sociali e attivit\u00e0 cognitive.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono interventi fondamentali, ma non esauriscono il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte le esposizioni sono una scelta individuale. Non possiamo chiedere al singolo cittadino di evitare autonomamente l\u2019aria inquinata della citt\u00e0 nella quale vive, il traffico della strada vicino alla propria abitazione o esposizioni ambientali e professionali sulle quali ha un controllo limitato. Per ISDE \u00e8 quindi necessario affiancare alla prevenzione individuale una vera prevenzione di popolazione, capace di intervenire sui determinanti ambientali e sociali della salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque azioni per le istituzioni<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione della Giornata Mondiale dell\u2019Alzheimer, ISDE chiede alle istituzioni nazionali, alle Regioni e alle amministrazioni locali di:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>accelerare la riduzione dell\u2019inquinamento atmosferico, con particolare attenzione a PM2,5, NO2 e alle emissioni derivanti da traffico, riscaldamento, attivit\u00e0 industriali e agricole;<\/li><li>ridurre l\u2019impiego e l\u2019esposizione a pesticidi e altre sostanze potenzialmente neurotossiche, rafforzando contemporaneamente ricerca, biomonitoraggio e sorveglianza epidemiologica;<\/li><li>rafforzare la tutela dei lavoratori professionalmente esposti, attraverso prevenzione primaria, monitoraggio delle esposizioni e adeguate misure di protezione;<\/li><li>ripensare gli ambienti urbani come strumenti di salute pubblica, aumentando verde accessibile, mobilit\u00e0 attiva, sicurezza pedonale, spazi di socialit\u00e0 e riducendo l\u2019esposizione della popolazione al traffico;<\/li><li>integrare sistematicamente i determinanti ambientali nelle strategie nazionali e regionali di prevenzione delle demenze, favorendo la collaborazione tra politiche sanitarie, ambientali, urbanistiche, agricole, energetiche e dei trasporti.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Proteggere l\u2019ambiente \u00e8 anche prevenzione neurologica<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Alzheimer e le altre demenze rappresentano una delle grandi sfide sanitarie e sociali delle societ\u00e0 che invecchiano. Alla ricerca di nuove terapie deve quindi affiancarsi un investimento altrettanto deciso nella prevenzione.La salute cerebrale si costruisce lungo tutto il corso della vita e dipende anche dalle condizioni ambientali e sociali nelle quali le persone nascono, crescono, lavorano e invecchiano. Ridurre l\u2019inquinamento non significa soltanto prevenire malattie respiratorie e cardiovascolari. Significa contribuire a proteggere anche il cervello.Un ambiente pi\u00f9 sano non \u00e8 soltanto un obiettivo ecologico: \u00e8 uno strumento di prevenzione sanitaria. E la prevenzione delle demenze deve cominciare molto prima della vecchiaia.<\/p>\n\n\n\n<p>ISDE \u2013 Associazione Medici per l\u2019Ambiente Roberto Romizi  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ISDE Italia:\u00a0proteggere l\u2019ambiente\u00a0significa anche proteggere il cervello\u00a0 In Italia circa 1,2 milioni di persone convivono con una demenza. 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