{"id":4391,"date":"2026-09-23T17:38:00","date_gmt":"2026-09-23T15:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=4391"},"modified":"2026-09-23T19:42:03","modified_gmt":"2026-09-23T17:42:03","slug":"beni-comuni-e-partecipazione-il-distretto-apre-la-strada-allamministrazione-condivisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/09\/23\/beni-comuni-e-partecipazione-il-distretto-apre-la-strada-allamministrazione-condivisa\/","title":{"rendered":"Beni comuni e partecipazione, il Distretto apre la strada all\u2019amministrazione condivisa"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1-1024x575.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4392\" width=\"520\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1-1024x575.jpeg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1-1536x863.jpeg 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1-619x348.jpeg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/tavolo-partecipazione-distretto-economia-civile-1.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Inaugurato ad Anghiari il quinto tavolo del Distretto di Economia Civile dell\u2019Alta Valle del Tevere. Dai principi costituzionali agli strumenti concreti: regolamenti e patti di collaborazione per costruire nuove forme di rapporto tra istituzioni e cittadini<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La partecipazione entra negli uffici comunali e diventa strumento di governo. Patti di collaborazione, regolamenti sui beni comuni e nuove forme di co-gestione sono stati al centro dell\u2019incontro che marted\u00ec 22 settembre, ad Anghiari, ha inaugurato il quinto tavolo tematico del Distretto di Economia Civile dell\u2019Alta Valle del Tevere, dedicato a \u201cPartecipazione e Amministrazione condivisa\u201d. L\u2019iniziativa, organizzata da Fondazione Progetto Valtiberina e svoltasi all\u2019Auditorium Mascagni, ha coinvolto amministratori, dirigenti e tecnici dei Comuni aderenti al Distretto in una mattinata di formazione e confronto dedicata agli strumenti attraverso i quali enti pubblici, cittadini e realt\u00e0 organizzate possono progettare e gestire insieme interventi di interesse generale. A coordinare il nuovo tavolo saranno due Comuni appartenenti ai due versanti della vallata: Anghiari e Monte Santa Maria Tiberina, con i rispettivi sindaci Alessandro Polcri e Rinaldo Mancini.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal principio di partecipazione a un metodo di governo<\/p>\n\n\n\n<p>A fornire il quadro teorico \u00e8 stata Alessandra Valastro, professoressa di Diritto costituzionale e pubblico dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia, che ha ricondotto l\u2019amministrazione condivisa direttamente al modello di democrazia sociale delineato dalla Costituzione. Il punto, ha spiegato, \u00e8 andare oltre una concezione generica della collaborazione. Solidariet\u00e0, partecipazione e cooperazione possono diventare un vero e proprio metodo di governo, capace di incidere sulla costruzione delle politiche pubbliche locali. \u201cSi tratta di una partecipazione e di una vita attiva delle persone insieme alle amministrazioni\u201d, ha spiegato Valastro, sottolineando come le esperienze sviluppate nell\u2019ultimo decennio siano passate dalle forme pi\u00f9 semplici di cura e manutenzione alla possibilit\u00e0 di intervenire nella costruzione delle politiche locali. Una trasformazione che rende l\u2019amministrazione condivisa qualcosa di diverso tanto dalla semplice consultazione quanto dal volontariato tradizionalmente inteso.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa sono davvero i beni comuni<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei punti centrali della mattinata ha riguardato proprio il significato di bene comune. Non necessariamente un bene di propriet\u00e0 pubblica e neppure soltanto uno spazio materiale. Pu\u00f2 trattarsi di un luogo, ma anche di elementi immateriali come cultura, memoria, ambiente o qualit\u00e0 della vita collettiva. Ci\u00f2 che conta, nella lettura proposta durante l\u2019incontro, \u00e8 la funzione che quel bene assume per la comunit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 dei cittadini a farsene carico nell\u2019interesse generale. \u201cLe azioni di cura vanno a vantaggio di tutta la comunit\u00e0, anche di chi non ha partecipato direttamente\u201d, ha osservato Valastro. \u00c8 proprio questa dimensione collettiva a distinguere il bene comune dalla tradizionale contrapposizione tra pubblico e privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Patti di collaborazione e regolamenti: la partecipazione diventa concreta<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla cornice teorica si \u00e8 quindi passati agli strumenti operativi con l&#8217;intervento di Gloria Pettinari, dottoressa di ricerca in Diritto amministrativo e pubblico e collaboratrice dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia. Il principio di partenza \u00e8 semplice: cittadini che possiedono conoscenze, competenze o semplicemente la volont\u00e0 di occuparsi della cosa pubblica possono mettere a disposizione le proprie risorse per rigenerare spazi, integrare servizi o proporre nuove soluzioni. Il compito dell\u2019amministrazione, in questo modello, dovr\u00e0 essere quello di creare le condizioni affinch\u00e9 queste disponibilit\u00e0 possano tradursi in collaborazione. \u201cLe decisioni vengono prese insieme e insieme vengono portate avanti\u201d, ha sintetizzato Pettinari. Da qui due strumenti sui quali il nuovo tavolo concentrer\u00e0 una parte importante del proprio lavoro: i regolamenti per l\u2019amministrazione condivisa dei beni comuni e i patti di collaborazione. Un percorso che punta ad accompagnare progressivamente i Comuni aderenti nella conoscenza e nell&#8217;adozione di strumenti che permettano di disciplinare il rapporto tra amministrazioni e cittadini attivi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Universit\u00e0 come interlocutore del territorio<\/p>\n\n\n\n<p>Alla giornata ha partecipato anche Enrico Carloni, professore ordinario di Diritto amministrativo e pubblico e direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Perugia. Nel suo saluto alla platea, Carloni ha sottolineato la disponibilit\u00e0 dell\u2019Ateneo a svolgere un ruolo di interlocutore dei territori non solo attraverso la tradizionale attivit\u00e0 formativa, ma anche nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 di terza e quarta missione. \u201cIl Dipartimento \u2013 ha ricordato \u2013 lavora in particolare sui temi della sussidiariet\u00e0, della partecipazione, della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini nei processi di sviluppo territoriale, ambiti che trovano nel Distretto un possibile terreno di sperimentazione concreta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Piccoli Comuni, reti e interessi condivisi<\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione sovracomunale \u00e8 emersa anche dagli interventi dei due sindaci coinvolti nel coordinamento del tavolo. Per Rinaldo Mancini, l\u2019amministrazione condivisa pu\u00f2 assumere un valore particolare nei centri pi\u00f9 piccoli, dove il rapporto tra amministratori, associazioni e cittadini \u00e8 spesso molto diretto. Coinvolgere queste energie, ha spiegato, pu\u00f2 diventare uno strumento per contribuire alla \u201ctutela, alla conservazione e al decoro dei paesi e del territorio\u201d. Alessandro Polcri ha invece allargato lo sguardo alla collaborazione tra i Comuni dell&#8217;Alta Valle del Tevere, ricordando come in diversi settori \u2013 dal sociale alla pianificazione urbanistica fino al trasporto pubblico locale \u2013 esistano gi\u00e0 forme di gestione e programmazione sovracomunale. Secondo Polcri, il lavoro promosso dal Distretto pu\u00f2 contribuire ad ampliare questo metodo di confronto anche tra il versante toscano e quello umbro, estendendolo ulteriormente ai campi economico e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nuova tappa nel percorso del Distretto<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019appuntamento di Anghiari il Distretto arriva cos\u00ec all\u2019attivazione del suo quinto tavolo tematico. \u201cUno strumento di grande valenza strategica, capace di fornire alle amministrazioni aderenti strumenti giuridici utili a comprendere come cogestire i beni comuni\u201d, ha spiegato Marta Pasqualini, direttrice generale di Progetto Valtiberina. La scelta di affidarne il coordinamento congiuntamente ad Anghiari e Monte Santa Maria Tiberina assume anche un significato coerente con la natura interregionale del progetto: un Comune toscano e uno umbro chiamati a lavorare insieme su strumenti che potranno essere messi a disposizione dell&#8217;intera rete distrettuale. Dopo l&#8217;avvio dei percorsi dedicati alle altre dimensioni dell&#8217;economia civile, il nuovo tavolo sposta dunque l&#8217;attenzione sul \u201ccome\u201d si governa un territorio e attraverso quali relazioni tra istituzioni e comunit\u00e0 costruire decisioni, responsabilit\u00e0 e azioni condivise.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiornamenti e informazioni sul Distretto di Economia Civile sono disponibili sul sito ufficiale di Fondazione Progetto Valtiberina, al link:<a href=\"https:\/\/www.fondazioneprogettovaltiberina.it\/economia-civile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.fondazioneprogettovaltiberina.it\/economia-civile\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurato ad Anghiari il quinto tavolo del Distretto di Economia Civile dell\u2019Alta Valle del Tevere. 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