{"id":51943,"date":"2026-02-27T18:01:00","date_gmt":"2026-02-27T17:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=51943"},"modified":"2026-02-27T07:54:38","modified_gmt":"2026-02-27T06:54:38","slug":"lucio-corsivolevo-essere-strano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/02\/27\/lucio-corsivolevo-essere-strano\/","title":{"rendered":"LUCIO CORSI VOLEVO ESSERE STRANO\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lucio-Corsi_Volevo-essere-strano_copertina-614x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51944\" width=\"230\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lucio-Corsi_Volevo-essere-strano_copertina-614x1024.jpg 614w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lucio-Corsi_Volevo-essere-strano_copertina-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lucio-Corsi_Volevo-essere-strano_copertina-619x1032.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lucio-Corsi_Volevo-essere-strano_copertina.jpg 644w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><br><\/strong>di Donato ZoppoAliberti Compagnia Editoriale, 2026&nbsp;144 pagine | 15.00 \u20ac<br>\u00abUna peculiarit\u00e0 della poetica di&nbsp;<strong>Lucio Corsi<\/strong>&nbsp;\u00e8 il suo sguardo di meraviglia verso le cose. Le sue canzoni sono il regno della similitudine, hanno sempre qualcosa di paradossale, con segni che evocano altro e rimandano a un altrove. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un neorealista ma semmai un surrealista, se volessimo usare una metafora cinematografica. Le sue canzoni hanno una patina che in modo sbrigativo potremmo definire \u201cfatata\u201d, ma la fanciullezza, l\u2019occhio bambino, sono assai spesso la cifra della poesia\u00bb (Francesco Bianconi, Baustelle)<br>La&nbsp;Maremma&nbsp;e le astronavi, dinosauri, bestie selvatiche e&nbsp;Sanremo, una faccia pittata di bianco,&nbsp;Topo Gigio,&nbsp;la canzone d\u2019autore e tante chitarre elettriche. All\u2019indomani del trionfo sanremese con&nbsp;<em>Volevo essere un duro<\/em>, del successo all&#8217;Eurovision, del tour all&#8217;estero e della popolarit\u00e0 che lo ha reso&nbsp;l&#8217;artista pi\u00f9 googlato del 2025,&nbsp;Lucio Corsi&nbsp;continua a fare musica senza venire meno alla sua&nbsp;eccentricit\u00e0, al suo essere&nbsp;un&#8217;anomalia per la musica leggera contemporanea, un musicista che si \u00e8 nutrito di glam rock e di canzone d&#8217;autore, di&nbsp;David Bowie e Ivan Graziani, di T. Rex e Paolo Conte. Ha portato al Festival s\u00e9 stesso, la sua musica a cavallo tra&nbsp;rock anni \u201970 e tradizione cantautorale italiana. Lo ha fatto senza rinunciare alla sua personalit\u00e0, mostrandosi alieno sul palco dell\u2019Ariston. Uno strano, pi\u00f9 che un duro.&nbsp;<br>Con quattro album e centinaia di concerti all\u2019attivo, compreso un tour europeo,&nbsp;Lucio Corsi&nbsp;\u00e8 una delle figure pi\u00f9 interessanti del panorama italiano negli ultimi anni. Le sue canzoni sono in linea con la lezione di grandi italiani e stranieri come&nbsp;Lucio Battisti, Ivan Graziani, Renato Zero, Flavio Giurato, Randy Newman e Marc Bolan, la sua partecipazione sanremese \u00e8 avvenuta in continuit\u00e0 con le apparizioni di tanti eccentrici, alternativi ai canoni festivalieri, da Vasco Rossi a Elio e le Storie Tese passando per Rino Gaetano e Morgan. Tutti accomunati da un unico motto:&nbsp;Volevo essere strano.&nbsp;<br>Al suo quarto libro con&nbsp;Aliberti Compagnia Editoriale, dopo il successo dei testi su&nbsp;Battisti, CSI e Litfiba,&nbsp;Donato Zoppo&nbsp;prova ad entrare nel mondo di&nbsp;Lucio Corsi, nell&#8217;universo del musicista toscano. In&nbsp;<em>Volevo essere strano<\/em>, il primo libro in Italia su Corsi, racconta la sua diversit\u00e0 nel panorama della musica nostrana: la provenienza maremmana, gli ascolti di giovent\u00f9, il trasferimento a Milano, i primi dischi e la crescita inarrestabile, la collaborazione con i&nbsp;Baustelle&nbsp;e poi&nbsp;Tommaso Ottomano, il crescente apprezzamento della critica per album come&nbsp;<em>Cosa faremo da grandi?&nbsp;<\/em>(2020) e&nbsp;<em>La gente che sogna<\/em>&nbsp;(2023), fino all&#8217;esperienza di Sanremo. Il tutto narrato con piglio fantasioso e surreale, ricordando che Lucio Corsi ci \u00abinsegna che la musica \u00e8 come lo yoga: \u00e8 buona quando si esprime in purezza, quando \u00e8 libera dalla zavorra del risultato, dall\u2019assillo del consenso. Onesta e leggera. Strana, ma neanche tanto\u00bb.<br>La poetica, la formazione e l\u2019ispirazione, gli esiti musicali: in queste pagine Donato Zoppo segue le tracce di un giovane artista con una carriera in divenire, alla sua prima \u00abvigorosa falcata rock\u00bb.&nbsp;Prefazione a cura di&nbsp;Francesco Bianconi, copertina di&nbsp;Alessio Vitelli.<br><strong>Donato Zoppo<\/strong>&nbsp;(Salerno, 1975) scrive per i magazine Audio Review e Jam, ha condotto per vent\u2019anni il radio show Rock City Nights, dirige l\u2019ufficio stampa Synpress44 con cui si occupa di comunicazione. Ha scritto su Beatles, Lucio Battisti, CSI, Litfiba e tanti altri, diventando uno dei saggisti musicali&nbsp;pi\u00f9 stimati e prolifici in Italia.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Donato ZoppoAliberti Compagnia Editoriale, 2026&nbsp;144 pagine | 15.00 \u20ac\u00abUna peculiarit\u00e0 della poetica di&nbsp;Lucio Corsi&nbsp;\u00e8 il suo sguardo di meraviglia verso le cose. 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