{"id":54016,"date":"2026-04-23T10:40:00","date_gmt":"2026-04-23T08:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=54016"},"modified":"2026-04-22T14:45:38","modified_gmt":"2026-04-22T12:45:38","slug":"seminare-idee-festival-citta-di-prato-ii-edizione-5-7-giugno-2026-desiderio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/04\/23\/seminare-idee-festival-citta-di-prato-ii-edizione-5-7-giugno-2026-desiderio\/","title":{"rendered":"Seminare Idee Festival Citt\u00e0 di Prato II edizione | 5-7 giugno 2026 Desiderio"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-54017\" width=\"240\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-300x300.png 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-150x150.png 150w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-768x768.png 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-1536x1536.png 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-2048x2048.png 2048w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Seminare-Idee-Festival-Citta-di-Prato_seconda-edizione_5-7-giugno-2026-619x619.png 619w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>PRATO <\/em>\u2013 Da <strong>venerd\u00ec 5 a domenica 7 giugno 2026<\/strong>prender\u00e0 il via la seconda edizione di<strong><em> Seminare Idee Festival Citt\u00e0 di Prato<\/em><\/strong>, il festival di approfondimento e condivisione culturale ideato e diretto da <strong>Annalisa Fattori<\/strong> e <strong>Paola Nobile<\/strong> e promosso dalla <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Prato<\/strong>, <a>con il patrocinio e il contributo della <strong>Regione Toscana<\/strong> e in collaborazione con la <strong>Provincia di Prato<\/strong> <\/a>(<a href=\"https:\/\/www.seminareideefestival.it\/\">www.seminareideefestival.it<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso delle tre giornate, 35 relatori e relatrici di diverse discipline &#8211; letteratura, scienza, psicoanalisi, filosofia, poesia, moda, costume, musica, sport, spettacolo &#8211; si ritroveranno a Prato per approfondire il tema scelto per l\u2019edizione 2026: <em>Desiderio<\/em>.<br>Tratto irriducibilmente umano, il desiderio \u00e8 una forza che attraversa tutte le et\u00e0 della vita, definendo le nostre decisioni, il nostro sistema di valori e le nostre relazioni. Nella sua etimologia &#8211; <em>de-sidera<\/em>, letteralmente \u201cmancanza di stelle\u201d &#8211; la parola rivela un vuoto, una distanza che chiede di essere colmata. Il desiderio apre dunque alla scoperta, alla conoscenza, all\u2019incontro con l\u2019altro, alla consapevolezza dei propri limiti. 32 appuntamenti, tutti gratuiti, animeranno in maniera diffusa i luoghi pi\u00f9 belli di Prato \u2013 dal Teatro Politeama al Teatro Metastasio, dal Museo del Tessuto al Chiostro di San Domenico, dal Giardino Buonamici al Palazzo Datini e al Palazzo delle Professioni. Dialoghi, conferenze spettacolo, reading, laboratori, workshop trasformeranno il centro storico in uno spazio culturale condiviso in cui idee, punti di vista e riflessioni si incontrano e si contaminano, per sfidare positivamente un tempo complesso e in continuo divenire. \u00ab<em>Seminare Idee <\/em>custodisce in s\u00e9 un desiderio di cura e di futuro, un\u2019immagine buona che ci rende migliori, come singoli e come comunit\u00e0. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di chiudersi nella paura, n\u00e9 di sentirsi relegati nell\u2019impotenza. \u00c8 tempo di uscire, di ascoltare quello che il tempo \u2013 non solo il tempo presente, ma ogni tempo \u2013 ha da dirci, e respirare insieme l\u2019aria di una ritrovata umanit\u00e0. L\u2019augurio \u00e8 che il Festival sia l\u2019occasione per lasciarsi sfiorare, tutti insieme, da questo comune e insopprimibile soffio di vita, per avvertire la grandezza, la dolcezza e il valore dei nostri desideri\u00bb dichiara Diana Toccafondi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 solo alla seconda edizione, ma gi\u00e0 <em>Seminare Idee<\/em> occupa un posto importante nel calendario delle manifestazioni culturali di Prato e della Toscana \u2013 sottolinea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. \u00c8 un festival particolare per come sa investire un\u2019intera citt\u00e0 nei suoi spazi pi\u00f9 significativi e mettere insieme le pi\u00f9 varie discipline e competenze nel segno dell\u2019incontro e della condivisione. Si tratta di un\u2019esperienza da assumere come modello e da cui farsi ispirare anche per altre iniziative, come del resto \u00e8 nell\u2019auspicio del suo stesso titolo: si seminano idee perch\u00e9 crescano, si traducano in buone pratiche, migliorino la qualit\u00e0 di vita delle nostre citt\u00e0 e delle nostre comunit\u00e0\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa Provincia di Prato \u00e8 orgogliosa di sostenere il Festival Seminare Idee, una manifestazione che arricchisce il territorio e rafforza il valore della cultura come bene condiviso. Aprire le nostre sedi a incontri, dialoghi e riflessioni significa contribuire a creare spazi di partecipazione e crescita per la comunit\u00e0. Il desiderio ci invita a guardare avanti, a immaginare e costruire insieme il futuro. Eventi come questo rendono Prato un luogo vivo, capace di accogliere e generare idee, favorendo connessioni e nuove prospettive per cittadini e visitatori\u00bb, commentaSimone Calamai, Presidente della Provincia di Prato. \u00abIndagare le sfumature del desiderio significa anche imparare a riconoscerlo. Non c\u2019\u00e8 una parola pi\u00f9 astratta e nello stesso tempo pi\u00f9 concreta. Il desiderio si veste di simboli, che sia un modello ideale di vita, o la spinta verso una forma di conoscenza pi\u00f9 alta. Ma \u00e8 anche una forza ambivalente: pu\u00f2 generare cura e legami, oppure sopraffazione e conflitto; pu\u00f2 spingerci oltre i confini dell\u2019ignoto, o trasformarsi in ossessione. Al desiderio possiamo sacrificare tutto e forse perdere tutto, ma significa in ogni caso che siamo vivi\u00bb, concludono Annalisa Fattori e Paola Nobile, ideatrici e direttrici del festival. <\/p>\n\n\n\n<p><u>IL PROGRAMMA<\/u><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso ridotto a capriccio, a godimento immediato o a impulso irrazionale, il desiderio \u00e8 in realt\u00e0 ci\u00f2 che muove la vita. Non a caso \u00e8 la parola chiave della psicoanalisi, che lo considera una forza inarrestabile che attraversa l\u2019esistenza e la apre al possibile. Venerd\u00ec 5 giugno, sul palco del Teatro Politeama Pratese, Massimo Recalcati inaugurer\u00e0 il festival con la <em>lectio<\/em> <em>Il volto del desiderio<\/em>.<br>Per lo psicoanalista il desiderio assume una declinazione etica: non \u00e8 inteso in opposizione alla Legge, ma \u00e8 assunto esso stesso come Legge. Il pi\u00f9 grande insegnamento della psicoanalisi \u00e8 che la Legge non \u00e8 nemica del desiderio ma ne rappresenta il suo fondamento pi\u00f9 radicale, perch\u00e9 \u00e8 solo assumendo la propria vocazione come un dovere che la vita pu\u00f2 essere generativa. \u00c8 il medesimo magistero che attraversa il messaggio di Ges\u00f9: chi si sottrae alla chiamata del desiderio per non rischiare di perdere nulla, perder\u00e0 tutto; chi si spender\u00e0 con decisione nel proprio desiderio, invece, render\u00e0 la propria vita sovrabbondante.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre il desiderio spinge il nostro sguardo lontano, verso l\u2019ignoto. A chiudere il festival sar\u00e0 <em>Occhi al cielo<\/em>, la <em>lectio<\/em> che Amalia Ercoli Finzi &#8211; pioniera dell&#8217;ingegneria aeronautica e figura simbolo della scienza italiana \u2013 terr\u00e0 al Chiostro di San Domenico la sera di domenica 7 giugno.<br>Iscritta all\u2019universit\u00e0 nel 1956, l\u2019anno dello Sputnik, e laureata nel 1961, quando Yuri Gagarin volava nello spazio, ha avuto da sempre le stelle nel suo destino. Conosciuta come \u201cla signora delle comete\u201d, Ercoli Finzi racconta il cosmo con uno sguardo che unisce rigore scientifico e meraviglia, trasformando anche i fenomeni pi\u00f9 complessi in narrazioni profondamente umane. \u00c8 in questo intreccio tra scienza e immaginazione che si rivela il senso pi\u00f9 autentico del suo racconto: lo spazio \u00e8 un infinito orizzonte di desiderio, capace di spingerci a guardare oltre, sempre pi\u00f9 in alto.<\/p>\n\n\n\n<p>AL CUORE DEL DESIDERIO: FILOSOFIA E COSCIENZA Ma che cos\u2019\u00e8, davvero, il desiderio? In che modo \u00e8 definito dal pensiero antico e contemporaneo? Secondo Pietro Del Sold\u00e0, filosofo, autore e conduttore radiofonico, quando sono autentici il desiderio e l\u2019amore ci spingono verso ci\u00f2 che ci manca, ma non per possederlo o dominarlo. Nell\u2019incontro <em>Amore \u00e8 libert\u00e0<\/em> Del Sold\u00e0 traccia un viaggio tra filosofia e letteratura indagando i punti critici della nostra vita di soggetti desideranti: il maschilismo, la dipendenza, il narcisismo. Per scoprire che l\u2019amore non \u00e8 un rifugio, ma uno spazio fragile che ci apre al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il filosofo Maurizio Ferraris riflette sul destino del desiderio a partire da una domanda centrale: l\u2019Eros \u00e8 in agonia, o ha semplicemente cambiato forma? Se c\u2019\u00e8 una cosa che non ci abbandona mai, \u00e8 proprio il desiderio, spiega Ferraris nell\u2019incontro L\u2019Eros (<em>non<\/em>) \u00e8 morto. Anche nell\u2019epoca delle piattaforme digitali, che sembrano saturare ogni attesa con una risposta immediata, il desiderio non scompare, si riorganizza. Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 un corpo che si espone al mondo, c\u2019\u00e8 un\u2019anima che desidera. Questo \u00e8 il segno della nostra irriducibilit\u00e0 a macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il fisico Federico Faggin il desiderio non \u00e8 un semplice impulso biologico, ma una dimensione profonda della coscienza: insieme al volere, orienta le nostre azioni e d\u00e0 forma a ci\u00f2 che siamo e a ci\u00f2 che possiamo diventare. La coscienza \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 coerenza e unit\u00e0 all\u2019esperienza, una propriet\u00e0 che Faggin riconduce alla dimensione quantistica della realt\u00e0. \u00c8 proprio questa dimensione a distinguere l\u2019essere umano dalle macchine, che possono calcolare e imitare, ma non possiedono coscienza, n\u00e9 volere, n\u00e9 desiderio. Nella <em>lectio<\/em> <em>Nessuna macchina potr\u00e0 mai desiderare <\/em>Faggin indagher\u00e0 la forza del desiderio: quella che ci permette di inventare e creare nuove conoscenze.<\/p>\n\n\n\n<p>IL DESIDERIO SI RACCONTA: STORIE E LETTERATURA<br>Ogni storia nasce da un desiderio rinviato, negato o disatteso, che alimenta una tensione continua tra chi scrive e chi legge. Lo scrittore Paolo Di Paolo nella conferenza <em>Il romanzo? Una macchina dei desideri<\/em> esplora il legame tra scrittura e desiderio a partire dal grande romanzo del diciannovesimo secolo: da Manzoni, a Balzac, a Flaubert. Quell&#8217;educazione sentimentale che d\u00e0 il titolo a un capolavoro di met\u00e0 Ottocento altro non \u00e8 che un imprevedibile allenamento al desiderio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>In letteratura il desiderio contribuisce a plasmare l\u2019immaginario collettivo. Lo dimostra Cleopatra, una delle figure pi\u00f9 raccontate \u2013 e fraintese \u2013 della storia. Tutti la conosciamo soprattutto attraverso il ritratto che ne fa Shakespeare: una seduttrice, non pi\u00f9 giovane, coinvolta nelle complesse dinamiche politiche dell\u2019amore. Nell\u2019incontro <em>Seduzione e strategia politica: la lezione di Cleopatra<\/em>, la scrittrice inglese Natasha Solomons restituisce alla regina d\u2019Egitto la sua complessit\u00e0: dietro l\u2019immagine dell\u2019ammaliatrice dal fascino esotico emerge la figura di una donna che scelse di usare il proprio corpo come uno strumento consapevole di potere, intelligenza e strategia politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la narrazione dei personaggi maschili ha contribuito, nel tempo, a consolidare modelli, ruoli e aspettative. Nel monologo, <em>Dall\u2019Innominato al Bell\u2019Antonio: i maschi di<\/em> <em>carta<\/em>,lo sceneggiatore e Premio StregaFrancesco Piccolo rilegge tredici capolavori letterari che, con i loro protagonisti, hanno fondato il mito della maschilit\u00e0 e legittimato la cultura virile. Dall\u2019Innominato di Manzoni, al Principe di Salina di Tomasi di Lampedusa, dal Bell\u2019Antonio di Brancati al partigiano Milton di Fenoglio, fino a Zeno Cosini di Svevo: maschi uguali a s\u00e9 stessi, furiosi, vigliacchi, gelosi, famelici, tarlati da un desiderio che fa compiere loro i gesti pi\u00f9 sciocchi e sconsiderati.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Chiara<\/em>, il suo ultimo romanzo, la scrittrice Antonella Lattanzi interroga una forza che attraversa i corpi e le vite come una corrente elettrica: il desiderio di essere amati, di appartenere, ma, soprattutto, di essere visti. Attraverso la storia di Chiara e Marianna il desiderio si rivela insieme motore e abisso: energia che spinge a scegliere e disobbedire, ma anche vertigine che confonde. Nel dialogo <em>Guardami, amami, salvami<\/em>, insieme alla giornalista Alessandra Tedesco, Lattanzi esplora il desiderio come un\u2019esperienza radicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per Nadeesha Uyangoda, scrittrice italofona nata in Sri Lanka, il desiderio \u00e8 appartenenza, bisogno di riconoscersi in un Paese, in una lingua, in una storia. Nell\u2019incontro <em>Lontano da casa, vicino al cuore<\/em> riflette sul significato del concetto di \u201ccasa\u201d a partire dal suo ultimo romanzo<em> Acqua sporca<\/em>, candidato al Premio Strega: un affresco familiare al femminile, in cui pi\u00f9 che un approdo definitivo, la casa \u00e8 una tensione irrisolta, che continua a chiamare anche quando ormai si vive lontano. Tra fughe, smarrimenti e ritorni, il desiderio ridefinisce continuamente geografie e latitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>DESIDERI IN VERSI Leggere e scrivere condividono un desiderio: intensificare la vita. In <em>Chi semina libri, fa nascere parole<\/em>, la poetessa Antonella Anedda, ispirandosi a <em>La Semaison<\/em> (<em>La Semina<\/em>) di Philippe Jaccottet, si sofferma sul desiderio che ci spinge alla lettura. Come i semi affidati al vento possono far nascere piante inattese, cos\u00ec le parole generano sempre qualcosa di nuovo. Anedda ripercorre testi diversi, che interrogheranno il desiderio nello spazio che scaviamo ogni volta che leggiamo. La parola poetica \u00e8 anche giocosa invenzione. Il festival accoglie i <em>poetry slammer<\/em> Filippo Capobianco (campione mondiale di Poetry Slam) e Martina Lauretta che, in <em>Una bufala sotto le stelle,<\/em> portano in scena, con ironia, il rapporto tra linguaggio, immaginazione e realt\u00e0. Sul palco la poesia costruisce immagini capaci di modificare il nostro sguardo sul mondo, fino a suggerire che la realt\u00e0 stessa, a volte, nasce proprio da ci\u00f2 che scegliamo di raccontare. In una performance incalzante, gli artisti avranno tre minuti, non un secondo di pi\u00f9, per conquistare il favore del pubblico: nessuna musica, nessuna scenografia, solo voce, corpo e verit\u00e0. Chi vincer\u00e0 la gara?<\/p>\n\n\n\n<p>IL DESIDERIO CHE CI ABITA: SCIENZA, CORPO E RELAZIONI Il desiderio si radica nel corpo, nei suoi limiti, nelle sue possibilit\u00e0. \u00c8 su questo terreno che si colloca la conferenza del neuroscienziato Gianvito Martino, <em>Vivere per sempre: il sogno di essere immortali<\/em>. Tutti gli organismi possiedono un\u2019intrinseca capacit\u00e0 rigenerativa, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di sostituire parti del corpo lese con copie identiche. La rigenerazione &#8211; uno dei campi pi\u00f9 antichi della biologia &#8211; oggi trova nella medicina rigenerativa la sua applicazione pi\u00f9 promettente. Esistono le condizioni per immaginare un futuro in cui sar\u00e0 possibile riparare organi vitali danneggiati \u2013 dal cuore ai polmoni, fino al cervello \u2013 e modificare per sempre il nostro rapporto con la vita e la morte?<\/p>\n\n\n\n<p>Corpo e desiderio sono al centro del nostro rapporto con gli altri. Nel dialogo <em>L\u2019intimit\u00e0 tra performance e relazione<\/em>, l\u2019andrologo e urologo Nicola Mondaini e Mapi Danna, scrittrice e podcaster, si riferiscono al corpo come un territorio complesso, attraversato da aspettative, fragilit\u00e0 e pressioni culturali. Mondaini indagher\u00e0 la verit\u00e0 scientifica del desiderio maschile e della sua medicalizzazione, sottolineando come la cultura della prestazione abbia mutato l\u2019intimit\u00e0 in sfida. A questa prospettiva si affianca lo sguardo di Mapi Danna che racconta il desiderio femminile come un\u2019esperienza trasformativa: un percorso che, nutrendosi di stupore e mistero, nasce dalla conoscenza di s\u00e9 per arrivare alla scoperta dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>IL DESIDERIO OGGI: SOCIET\u00c0, COSTUME, STILI DI VITA Il desiderio di libert\u00e0 \u00e8 forse il pi\u00f9 profondo, quello da cui scaturiscono tutti gli altri. E la libert\u00e0, le italiane, l\u2019hanno conquistata a pezzi e tardi, quando gli uomini non hanno pi\u00f9 potuto fare a meno di riconoscergliela. In <em>1946-2026: la libert\u00e0 \u00e8 ancora un traguardo<\/em>, la scrittrice e conduttrice televisiva Marianna Aprile ripercorre ottant\u2019anni di storia delle donne in Italia. Ma come stanno oggi quelle libert\u00e0 che, con tanta fatica, le italiane hanno conquistato? Quella di lavorare, di studiare, di essere retribuite al pari degli uomini, di diventare o non diventare madri, di sciogliere un matrimonio infelice. Una riflessione che guarda al presente per ricordarci come queste conquiste \u2013 e i desideri che le sostengono \u2013 siano ancora oggi da proteggere e custodire.<\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un tempo di grandi contraddizioni: da un lato l\u2019indifferenza verso le conseguenze \u2013 sociali, politiche ed ecologiche &#8211; dei nostri comportamenti, dall\u2019altro il tentativo di immaginare un futuro pi\u00f9 sostenibile. La stilista <strong>Marina Spadafora<\/strong> \u2013 ambasciatrice della moda etica nel mondo \u2013 si batte da anni per rendere il sistema della moda pi\u00f9 giusto ed equilibrato. In <strong><em>Vestiti belli, vestiti buoni<\/em><\/strong>, in dialogo con la giornalista <strong>Roselina Salemi<\/strong>, Spadafora muover\u00e0 da un\u2019analisi delle logiche del <em>fast fashion<\/em>, della moda usa e getta e della sovrabbondanza, per invitarci a ripensare &#8211; a partire dal nostro guardaroba &#8211; il rapporto tra desiderio e consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla moda al cibo con Camilla Baresani, scrittrice e gourmet, che in <em>Desiderio \u00e0 la carte: perch\u00e9 usciamo fuori a cena<\/em> racconta l\u2019epopea dei ristoranti e di chi li frequenta. Il desiderio di uscire da casa per mangiare \u00e8 parte integrante della quotidianit\u00e0. \u00c8 un\u2019esperienza gastronomica, estetica, ma soprattutto sociale: vedere e farsi vedere, rendere felici le persone che invitiamo, assaggiare cibi nuovi. Ma quando \u00e8 iniziato questo desiderio di uscire a mangiare per svago? Come \u00e8 diventato un desiderio di massa, una forma di intrattenimento collettiva? Tutto ebbe inizio nel XIX secolo con l\u2019avvento della borghesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tutti i modi in cui \u00e8 possibile declinare il desiderio, lo sport ne possiede uno universale: sollevare la Coppa del Mondo, il trofeo pi\u00f9 ambito e irraggiungibile, sempre sfuggito a fuoriclasse come Platini, Cruijff, Zico e Cristiano Ronaldo. Ogni quattro anni i grandi del pallone rovesciano in campo sogni, paure, ansie e, alla fine della festa, il calcio non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso di prima. In <em>Campioni del mondo!<\/em> il giornalista sportivo Giuseppe Pastore ci porta alla scoperta di un atlante geografico-calcistico in cui si realizza l&#8217;utopia dell&#8217;uguaglianza assoluta: dal Ghana al Brasile, dall&#8217;Irlanda alla Nuova Zelanda, per un mese, ogni quattro anni, tutto il mondo desidera la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>In una societ\u00e0 che ci spinge costantemente verso il fare, l\u2019accumulare e il performare, le ragioni della felicit\u00e0 sono spesso orientate all\u2019esterno da noi: successo, soldi, relazioni, riconoscimento. Ma cosa desideriamo davvero? La riflessione di <strong>Lama Michel Rinpoche<\/strong>, maestro buddhista tibetano, indica il percorso, intrecciando spiritualit\u00e0 e pratica di vita quotidiana. Ne<strong><em> La felicit\u00e0, qui e ora<\/em><\/strong>, Lama Michel ci invita a rallentare, ad abitare consapevolmente il presente. Forse solo cos\u00ec potremo esaudire uno dei nostri desideri pi\u00f9 grandi: quello di avere tempo, per noi stessi e per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>IL DESIDERIO IN SCENA Sar\u00e0 un caso, ma alcune tra le pi\u00f9 belle canzoni di tutti i tempi nascono dal desiderio. Da <em>El d\u00eda que me quieras<\/em> di Carlos Gardel a <em>Over the Rainbow<\/em> di Judy Garland, fino a <em>Wish You Were Here<\/em> dei Pink Floyd, il desiderio sembra sempre cercare una colonna sonora e, attraversando epoche e generi, d\u00e0 voce alle emozioni pi\u00f9 profonde: pu\u00f2 essere il desiderio di un bacio, della persona amata, di un amico perduto, di una vita migliore. Nella conferenza spettacolo <em>Ti amo, ti canto<\/em>, il critico musicale Gino Castaldo esplora le infinite forme sonore del desiderio, anche quelle pi\u00f9 inattese, come <em>Imagine<\/em>, in cui John Lennon osava desiderare un mondo liberato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul palco di <em>Seminare Idee<\/em> il desiderio si fa sguardo sagace sul presente, sulla societ\u00e0, e su noi stessi. \u00c8 in questa dimensione che si inserisce l\u2019irresistibile ironia di Valerio Aprea, poliedrico attore di cinema, tv e teatro, protagonista del reading <em>Ridiamoci sopra!<\/em> Attraverso tre monologhi, raccolti nel libro <em>Il (vero) problema di questo paese<\/em>, scritto a quattro mani con Makkox, Aprea indaga le diverse declinazioni del desiderio &#8211; dell&#8217;indispensabile, dell&#8217;agognato, del frustrato che \u00e8 in ognuno di noi. Alle domande della giornalista e conduttrice radiofonica Sara Zambotti, Aprea risponder\u00e0 alternando storie surreali e personaggi bizzarri, invitandoci a sorridere delle assurdit\u00e0 del mondo che ci circonda e a riscoprire la bellezza di essere umani.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 poi la volta di Luca Bottura, giornalista, autore televisivo e conduttore radiofonico, con la conferenza spettacolo <em>Diario tragicomico di un bambino che sognava la tv<\/em>, un diario personale e collettivo di come una certa tv ha cambiato la vita dell\u2019autore e quella degli italiani. Bottura, amaro e scanzonato, mette a nudo il suo percorso di autore televisivo con spietatezza e autoironia, raccontando, un episodio dopo l\u2019altro, la perdita dell\u2019innocenza di tutti noi. \u00c8 il tempo dei \u201cconsigli per gli acquisti\u201d, dell\u2019informazione che si piega alla propaganda, di un sistema mediatico che ridefinisce il confine tra realt\u00e0 e rappresentazione, e che ha cambiato il nostro immaginario lasciando un\u2019impronta indelebile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il desiderio in pratica: un workshop di scrittura e una disputa letteraria<br><\/em>Il Festival quest\u2019anno si apre anche alla partecipazione diretta del pubblico, chiamato a mettersi in gioco con le parole. Nel workshop <em>La sintassi del desiderio<\/em>, Guido Bosticco, docente di scrittura creativa, invita i partecipanti a esplorare il potere trasformativo del desiderio attraverso scritture individuali, letture di gruppo, confronti e sperimentazioni.<br><em>Per partecipare al laboratorio, della durata di tre ore, \u00e8 necessaria la prenotazione su Eventbrite<\/em>.<br><em>L\u2019ora segreta del desiderio<\/em> \u00e8 invece il titolo della disputa letteraria dal vivo a cura di Pratosfera, progetto editoriale indipendente: un\u2019arena di storie in cui scrittrici e scrittori in erba saranno chiamati a mettere su carta la propria personale interpretazione del desiderio. Giudicato da una giuria popolare, il racconto vincitore sar\u00e0 pubblicato su Pratosfera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Festival dedica grande attenzione alle giovani generazioni. Nella sezione Seminare Idee Kids &amp; Teens, a cura della libreria Le Storie della Mippa, non mancheranno, infatti, attivit\u00e0 rivolte a bambini e bambine, ragazzi e ragazze (dai 3 ai 14 anni): laboratori di tecnologia a cura di Fondazione Golinelli, di poesia con Chiara Manzan, specializzata nella didattica dell\u2019italiano, e di arte e lettura con Artebambini. E ancora: un workshop di deejay con Luca Piazza, DJ e insegnante, e incontri con Nicoletta Verna, scrittrice, e con l\u2019illustratrice Alice Barberini.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019anno, un contributo fondamentale alla buona riuscita del Festival sar\u00e0 quello dato dai volontari, giovani studenti e studentesse delle scuole superiori e universitari che si metteranno in gioco con energia, passione ed entusiasmo. La squadra dei volontari del Festival, come gi\u00e0 nella prima edizione, comprender\u00e0 anche i ragazzi e le ragazze del progetto <em>Prato Comunit\u00e0 Educante<\/em>, insieme a una motivata compagine adulta.<br>Il Festival si avvale del contributo di Plures. Delos delos Martina Gulino | Micaela Lamorte  Jennifer Moisiu <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRATO \u2013 Da venerd\u00ec 5 a domenica 7 giugno 2026prender\u00e0 il via la seconda edizione di Seminare Idee Festival Citt\u00e0 di Prato, il festival di approfondimento e condivisione culturale ideato e diretto da Annalisa Fattori e Paola Nobile e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, con il patrocinio e il contributo della Regione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[]},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54016"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54016"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54018,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54016\/revisions\/54018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}