{"id":54364,"date":"2026-04-30T18:04:00","date_gmt":"2026-04-30T16:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=54364"},"modified":"2026-04-29T17:11:08","modified_gmt":"2026-04-29T15:11:08","slug":"su-iniziativa-del-comune-di-sansepolcro-e-di-confcommercio-con-la-collaborazione-di-terretrusche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/04\/30\/su-iniziativa-del-comune-di-sansepolcro-e-di-confcommercio-con-la-collaborazione-di-terretrusche\/","title":{"rendered":"Su iniziativa del Comune di Sansepolcro e di Confcommercio con la collaborazione di Terretrusche"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/primi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54365\" width=\"239\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/primi.jpeg 600w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/primi-300x200.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al festival \u201cPrimi dei Primi\u201d, dall\u20191 al 3 maggio, dai pici alle orecchiette fino ai ravioli del plin, l\u2019Italia della pasta in scena con trenta chef, sette stellati Michelin e un programma di masterclass. Due tradizioni secolari, stesso borgo: a Sansepolcro si incontrano l\u2019arte campanaria del Duomo, riconosciuta dall\u2019UNESCO, e la tradizione pastaia nata nel 1827 con Buitoni. Ad inaugurare il festival il maestro pasticcere Iginio Massari e il Sottosegretario del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranit\u00e0 alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Sansepolcro, 28 aprile 2026 &#8211;&nbsp;Cappelletti e orecchiette, pici e ravioli del plin, bringoli e paccheri, scialatielli e tortellini: il festival Primi dei Primi a Sansepolcro (1 &#8211; 3 maggio) attraversa l&#8217;Italia della pasta. Tra tradizione e ricerca, gesti antichi e interpretazioni contemporanee, la manifestazione costruisce un racconto del piatto pi\u00f9 iconico della cucina italiana nel borgo dove nel 1827 Giovanni Buitoni, insieme alla moglie Giulia Boninsegni, avvi\u00f2 il primo pastificio industriale del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Promosso dal Comune di Sansepolcro e da Confcommercio, in collaborazione con Terretrusche Events e l\u2019Associazione dei Commercianti del Centro Storico, il festival porta nel cuore della Valtiberina toscana trenta chef, sette dei quali stellati Michelin, e come ospite d\u2019onore Iginio Massari, tra i pi\u00f9 autorevoli maestri pasticceri italiani. La manifestazione, che trasforma il borgo toscano nella capitale italiana della pasta, debutta venerd\u00ec 1\u00b0 maggio con una giornata dedicata alla memoria e all\u2019identit\u00e0 del territorio.\u00a0 All\u2019inaugurazione intervengono il Sottosegretario del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranit\u00e0 alimentare e delle foreste\u00a0Patrizio Giacomo La Pietra, insieme al Sindaco di Sansepolcro\u00a0Fabrizio Innocenti,\u00a0al direttore aggiunto di Confcommercio Firenze Arezzo\u00a0Catiuscia Fei\u00a0e al Presidente di Terretrusche Events\u00a0Vittorio Camorri.Alle 17, nella\u00a0Sala del Consiglio del Palazzo Comunale, si tiene il convegno\u00a0\u201cLe donne nella storia della famiglia Buitoni\u201d,\u00a0con la relatrice\u00a0Catia del Furia.\u00a0Alle 18:30, a Palazzo Alberti,\u00a0inaugura la  mostra\u00a0\u201cIl ruolo delle donne nella Buitoni\u201d, curata dal Cral Buitoni: fotografie, testimonianze e materiali d\u2019archivio che raccontano come il lavoro femminile sia stato centrale fin dalle origini dello stabilimento.\u00a0Alle 19, in Piazza Torre di Berta, il taglio del nastro ufficiale, con aperitivo a base di pasta e lo spettacolo del Gruppo Sbandieratori di Sansepolcro.\u00a0Alle 20, nel\u00a0Chiostro di San Francesco, la\u00a0Cena di Gala\u00a0(Ticket acquistabili sul sito\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/g18i3.r.a.d.sendibm1.com\/mk\/cl\/f\/sh\/1t6Af4OiGsE8LIlZspAvdJBZ4DBTVB\/ME0J2wA0VSzn\" target=\"_blank\">www.primideiprimi.it<\/a>) con chef stellati e la cerimonia di conferimento del\u00a0Premio Primi dei Primi a Iginio Massari.\u00a0A completare la mise en place i tovaglioli (protagonisti anche del Pranzo della Domenica) realizzati in tessuti pregiati, offerti dalla famiglia Ingram della storica sartoria che realizz\u00f2 a Sansepolcro la prima camicia nel 1949.A fare da cornice all\u2019intera manifestazione \u00e8 Piazza Torre di Berta, trasformata in un campo di grano a cielo aperto: oltre 300 metri quadrati di manto erboso naturale con olivi secolari, un omaggio alla tradizione cerealicola del territorio. \u00a0La piazza e il borgo si possono ammirare anche dall\u2019alto, grazie all\u2019apertura eccezionale del campanile del Duomo: i visitatori possono assistere alle suonate delle campane del\u00a0<strong>Gruppo Campanari Borgo Sansepolcro<\/strong>, la cui arte \u00e8 inserita nel Patrimonio immateriale dell\u2019UNESCO.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le campane del Duomo: un patrimonio secolare che si suona a mano<\/p>\n\n\n\n<p>Nato il 14 febbraio 1994, il Gruppo Campanari Borgo conta oggi circa quindici campanari attivi e una sessantina di soci sostenitori. Fa parte della Federazione Nazionale Suonatori di Campane con sede a Verona. Sono loro a suonare rigorosamente a mano le storiche campane del Duomo, udite anche da Piero della Francesca, con la tecnica del doppio: la campana pi\u00f9 grande viene rovesciata a calice e il suo suono si fonde, secondo movimenti precisi, con quello delle pi\u00f9 piccole.\u00a0 Ogni campana ha un nome e una nota: il campanone \u00e8 un sol, fuso nel 1455 da un artigiano tedesco nel giardino delle monache, mentre la campana pi\u00f9 antica della cattedrale risale al 1302.\u00a0In occasione del festival, il campanile \u00e8 eccezionalmente aperto al pubblico.\u00a0Sabato 2 maggio\u00a0dalle 17 alle 19:30 e dalle 21 alle 23;\u00a0domenica 3 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19:30. A piccoli gruppi \u00e8 possibile salire fino in cima anche durante le suonate, previste\u00a0sabato alle 17:30, 17:45 e 17:55, e\u00a0domenica alle 10, 10:15, 10:25 e nel pomeriggio alle 17:30, 17:45 e 17:55.\u00a0 Una passione quella per le campane che si trasmette come quella per la cucina, di generazione in generazione: tra i campanari del gruppo c&#8217;\u00e8 un ragazzo di undici anni che continua la tradizione familiare suonando insieme al padre, e raccogliendo il testimone della sua bisnonna.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il festival nel primo piatto: viaggio nella pasta<\/p>\n\n\n\n<p>Tra tradizione e ricerca, gesti antichi e interpretazioni contemporanee, il festival attraversa l\u2019Italia della pasta mettendo a confronto tecniche, territori e generazioni. Un programma che racconta la cucina italiana attraverso storie diverse per geografia e approccio, portando la storia pastaia del borgo direttamente in tavola attraverso la Scuola di Cucina Primi dei Primi: masterclass con piatti e lavorazioni molto distanti tra loro. Sabato\u00a0Catia Ciofo\u00a0apre con il suo \u201cGiardino segreto\u201d;\u00a0Filip Matja\u017e, stella Michelin con il suo COB di Portorose, porta in aula il polpo in nero di seppia; Fabio Groppi propone gli gnocchi sbatui con burro nocciola, ricotta affumicata e polvere di carciofi.\u00a0Claudio Lopopolo\u00a0del Relais Le Jardin Restaurant dell\u2019Hotel Regency di Firenze lavora sul risotto Margherita. Domenica\u00a0Susy Fantei\u00a0insegna i cappelletti di Camaiore nella ricetta originale, mentre\u00a0Andrea Impero, stella Michelin con Elementi Fine Dining al Borgobrufa SPA Resort di Torgiano, porta i suoi quadrucci di pasta all\u2019uovo ripieni di alici con salsa normanna, tartufo bianco e baccal\u00e0. Tutte le masterclass sono incluse nel biglietto d\u2019ingresso, su prenotazione, con un massimo di quaranta posti. La Scuola di Cucina ospita anche una masterclass dedicata all&#8217;inclusione alimentare.\u00a0Rossanina Del Santo, formatrice di cucina per alimentazioni speciali e membro del team Alta Formazione della Federazione Italiana Cuochi, porta in aula il suo tortello primaverile: senza glutine, senza i quattordici allergeni principali, plant based e a ridotto contenuto di nichel. Un piatto che nasce dalla sua missione: trasformare un ostacolo in un&#8217;opportunit\u00e0, rendendo la pasta accessibile a celiaci, intolleranti e allergici. Novit\u00e0 di quest&#8217;anno \u00e8 l&#8217;Ape dei Primi\u00a0che proporr\u00e0 primi piatti con sughi iconici della tradizione italiana come gricia, carbonara, rag\u00f9 alla bolognese, cacio e pepe, aglio, olio e peperoncino.\u00a0A completare il programma, la\u00a0Pasta Street Chef Experience\u00a0con primi piatti preparati al momento in piazza (30 euro con cinque assaggi inclusi), la\u00a0Spaghettata di Mezzanotte\u00a0del sabato con gli chef che cucineranno in una padella di due metri e mezzo di diametro, il\u00a0Pranzo della Domenica\u00a0sotto il loggiato di Palazzo delle Laudi e il concorso\u00a0Pasta Chef\u00a0dedicato alla pasta fatta in casa, aperto a tutti gli appassionati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Al festival saranno presenti anche\u00a0Nonna Natalina, star di TikTok con 4 milioni di follower, e\u00a0Nonna Andreina, le nonne del borgo che porteranno in piazza la memoria viva della pasta fatta a mano. E gli studenti dell&#8217;Istituto Professionale per l&#8217;Enogastronomia e l&#8217;Ospitalit\u00e0 Alberghiera &#8220;Buonarroti&#8221;\u00a0di Pieve Santo Stefano: un laboratorio di innovazione e tradizione radicato nell&#8217;Alta Valtiberina, dove i futuri professionisti imparano a trasformare tartufi, funghi e castagne del territorio in esperienze sensoriali uniche, e a raccontare la storia di un piatto, non solo a servirlo. Gli artigiani del gusto di domani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il borgo si anima anche con\u00a0Pasta in Vetrina, il percorso tra le vetrine tematiche allestite dai negozi e dalle attivit\u00e0 commerciali del centro storico, e con\u00a0Le Botteghe Primi dei Primi, dove nelle botteghe inoccupate \u00e8 possibile acquistare pasta dei pastifici locali e prodotti tipici della Valtiberina. Domenica 3 maggio, alla Porta Romana, oltre venti pittori della Compagnia Artisti con Amici dell\u2019Arte e Ciao Umbria dipingono ed espongono opere dedicate al mondo della pasta nell\u2019estemporanea \u201cLa pasta nell\u2019arte\u201d. In piazza saranno presenti anche le\u00a0Merlettaie di Sansepolcro, che porteranno in scena un\u2019altra arte antica del borgo.\u00a0 Sempre domenica, alle 17 nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale, si tiene il Concorso 2026 per il\u00a0Miglior Vin Santo artigianale della Valtiberina,\u00a0con tra i giudici il critico\u00a0Luca Gardini. Alle 19:30, in Piazza Torre di Berta, si svolge la cerimonia di conferimento del\u00a0Premio \u201cPrimi dei Primi \u2013 Pasta in Vetrina\u201d\u00a0per l\u2019allestimento pi\u00f9 originale.La brigata dei Primi dei Primi: gli chef e gli ospiti Trenta chef, sette dei quali stellati Michelin, per un programma che racconta la cucina italiana attraverso storie diverse per geografia, generazione e approccio. A guidare la brigata,\u00a0Fausto Arrighi, per trentasei anni alla Guida Michelin Italia. Fabrizio Girasoli\u00a0ha aperto il Butterfly nel 1997 insieme alla moglie\u00a0Mariella, entrambi autodidatti, innamorati di un cascinale ottocentesco nei dintorni di Lucca che hanno acquistato e ristrutturato. La stella Michelin arriva nel 2008 e non se ne va pi\u00f9: sedici anni consecutivi, un record che in Italia poche cucine possono vantare. Oggi in cucina lavora fianco a fianco con il figlio\u00a0Andrea, rientrato dopo esperienze nei migliori ristoranti spagnoli. La sua \u00e8 una cucina della memoria: ricette e ingredienti del territorio interpretati con un tocco contemporaneo. Luca Marchini\u00a0porta a Sansepolcro una storia che ha radici vicine: aretino di nascita e modenese d&#8217;adozione, aveva una laurea in Economia e un futuro da commercialista quando una stagione estiva ai fornelli ha cambiato tutto. Dopo una formazione che lo ha portato accanto a Massimo Bottura nella prima Osteria Francescana, nel 2003 ha aperto L&#8217;Erba del Re a Modena, dove la stella Michelin arriva nel 2008 e non abbandona pi\u00f9 il ristorante da sedici anni. La sua \u00e8 una cucina che reinterpreta la tradizione emiliana attraverso vent&#8217;anni di ricerca creativa: rispetto della materia prima e apertura a influenze cosmopolite, in un equilibrio costante tra tecnica ed espressione personale. Una storia di distanza percorsa \u00e8 quella di\u00a0Mario Porcelli. Nato a Molfetta nel 1982, cresciuto a orecchiette e cime di rapa, approda nel 2004 all&#8217;Alpenroyal Grand Hotel di Selva di Val Gardena e costruisce l\u00ec, tra le Dolomiti, una cucina dove il Mediterraneo dialoga con le erbe alpine e le tradizioni ladine: l&#8217;olio extravergine e il pesce dell&#8217;Adriatico accanto alla selvaggina e ai latticini altoatesini, gli agrumi del Sud a fare da contrappunto alla concretezza della montagna. La stella Michelin arriva nel 2015. Il piatto che ama di pi\u00f9 al ristorante, il rombo in crosta di pane con asparagi di mare, arancia e finocchio, non cancella il piatto del cuore: le orecchiette di sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Impero\u00a0rappresenta la generazione che non aspetta. Classe 1990, originario di Ferentino (Frosinone), ha lasciato Mosca, dove gestiva panetteria, pasticceria, wine bar e ristorante gourmet, per inseguire la stella Michelin in Italia. \u00c8 arrivata nel 2024 con Elementi Fine Dining al Borgobrufa SPA Resort di Torgiano, in Umbria, in meno di due anni dall&#8217;apertura. La sua \u00e8 una cucina che unisce tecnica e memoria, capace di rileggere le influenze culturali in chiave attuale con equilibrio e precisione, costruita su microproduttori del centro Italia tutti conosciuti e visitati di persona. A Sansepolcro porter\u00e0 i suoi quadrucci di pasta all&#8217;uovo ripieni di alici, con salsa normanna, tartufo bianco e baccal\u00e0: un piatto che racconta la sua idea di cucina meglio di qualsiasi descrizione. Il festival guarda anche oltre confine.\u00a0Filip Matja\u017e\u00a0porta a Sansepolcro la cucina del suo COB, Cooking Outside the Box, ristorante di Portorose con vista sulla baia di Pirano e una stella Michelin nella guida Slovenia. Il suo \u00e8 un territorio che vive tra Slovenia, Italia e Istria croata, e quella sovrapposizione geografica e culturale produce inevitabilmente una cucina di frontiera: la tradizione istriana riscritta con un approccio creativo e multisensoriale che ha guadagnato anche lo Young Chef Award della guida slovena. In sala, a completare il progetto, il fratello\u00a0Patrik. Mirko Marcelli,\u00a0classe 1988, originario dei Castelli Romani, \u00e8 alla guida del ristorante Osmosi a Montepulciano, nel cuore della campagna senese, dove nel 2024 ha ottenuto la stella Michelin. La sua formazione porta i segni di due esperienze decisive: quella con Heinz Beck a Roma, che gli ha insegnato il rigore della classicit\u00e0, e quella con Luigi Nastri, che lo ha portato in Toscana fino all&#8217;incontro con la famiglia Migliorucci, da cui nasce nel 2021 il progetto Osmosi. La sua cucina si fonda sulla concretezza del sapore, sul territorio senese e su uno sguardo aperto alla costa tirrenica per il pesce: radici laziali e adozione toscana, in una cucina senza fronzoli. Davide Canella\u00a0\u00e8 alla guida del ristorante Contrada, nel cuore del borgo medievale di Castel Monastero nel Chianti senese, dove nel 2025 ha ottenuto la stella Michelin. Chef toscano, costruisce una cucina elegante e contemporanea che affonda le radici nella tradizione regionale, arricchita da esperienze internazionali che hanno ampliato la sua visione senza allontanarla dal territorio. Ogni piatto nasce da una connessione profonda con la materia prima locale, riletta con tecnica e sensibilit\u00e0 in un equilibrio costante tra memoria gastronomica e ricerca. Sergio Dondoli, mastro gelatiere della Gelateria Dondoli di Piazza della Cisterna a San Gimignano, citata tra i migliori indirizzi gastronomici del mondo dalla Lonely Planet, non fa gelato: inventa gusti che sono oggetti narrativi, spesso marchi registrati. La Crema di Santa Fina \u00e8 zafferano DOP di San Gimignano e pinoli, lo Champelmo \u00e8 pompelmo rosa e Vernaccia spumante. Ha vinto la Coppa del Mondo della Gelateria come membro del team Italia nel 2006-07 e nel 2008-09 ed \u00e8 l&#8217;unico maestro gelatiere ad aver ricevuto il premio MAM, Maestro d&#8217;Arte e Mestiere, riconoscimento che conta solo settantacinque insigniti in tutta la storia italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>A completare la brigata dei Primi dei Primi, una costellazione di cuochi e professionisti che arricchiscono il racconto della cucina italiana contemporanea, tra esperienze territoriali e percorsi personali diversi.\u00a0 Rossanina Del Santo, in arte Maga Merletta: laureata in lingue, ha preso la seconda maturit\u00e0 alla scuola alberghiera delle Capezzine a 38 anni e ha fatto dell&#8217;amore per la cucina una missione di divulgazione. \u00c8 l&#8217;ideatrice di<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/coquinaria.it\/\" target=\"_blank\">\u00a0Coquinaria.it<\/a>, uno dei forum di cultura gastronomica pi\u00f9 noti in Italia. La Maga Merletta, con la sua parrucca blu e la veletta retr\u00f2, \u00e8 il personaggio che ha costruito per raccontare la cucina gluten free in modo accessibile, rivolto soprattutto ai bambini celiaci e alle loro famiglie. Referente per il progetto senza glutine dell&#8217;Unione Regionale Cuochi Toscani e responsabile nazionale per la gestione di intolleranze e allergie alimentari per la Federazione Italiana Cuochi, \u00e8 stata di recente scelta come consulente italiana della World Chef Academy. Catia Ciofo\u00a0propone una cucina che unisce tecnica e sensibilit\u00e0 personale: chef umbra, oggi freelance, costruisce i suoi piatti a partire da pochi ingredienti, lavorati per esprimere al meglio l\u02bcidentit\u00e0 delle materie prime, in un dialogo continuo tra tradizione di terra, suggestioni marine e un approccio creativo che intreccia gastronomia, musica e racconto.A questa ricerca si affianca lo sguardo di\u00a0Stefano Cecconi, che interpreta il gelato artigianale in chiave contemporanea nella sua Cremeria ad Arezzo, lavorando su stagionalit\u00e0 e materie prime locali. Una visione diversa ma complementare a quella di\u00a0Gabriele Andreoni, tra gli chef alla guida del ristorante Le Torri di Villa Vogel a Firenze, dove la cucina diventa anche strumento di inclusione sociale, attraverso una brigata composta da professionisti, volontari e persone in formazione. Il legame con la tradizione toscana si ritrova nel lavoro di\u00a0Andrea Godi, Chef dell\u02bcOsteria del Borro, nel Valdarno aretino, che costruisce i suoi piatti a partire da ingredienti locali e stagionali, rileggendo il territorio con sensibilit\u00e0 contemporanea. Un equilibrio tra eleganza e misura caratterizza anche la cucina di\u00a0Susy Fantei, che a Villa Maya, sulle colline pisane, sviluppa una proposta raffinata, fondata su armonia, tecnica e attenzione al dettaglio. Su un registro pi\u00f9 internazionale si muove\u00a0Claudio Lopopolo, alla guida del Relais Le Jardin Restaurant dell&#8217;Hotel Regency, dove radici mediterranee e influenze globali si incontrano in una cucina costruita su equilibrio e leggerezza. Una dimensione affine, ma legata al mondo dell\u02bchotellerie contemporanea, \u00e8 quella di\u00a0Andrea Moccia, Executive Chef del progetto Artifex, dove tecnica, ricerca e materia prima dialogano tra tradizione italiana e visione internazionale. Il percorso di\u00a0Fabio Nistri, alla guida della Degusteria Italiana nel centro storico di Firenze, si sviluppa invece tra territorio e ricerca, con un\u02bcattenzione particolare a prodotti identitari come tartufo, selvaggina e formaggi, interpretati con sensibilit\u00e0 contemporanea. A riportare il racconto alla materia prima \u00e8 l\u2019esperienza di\u00a0Ilaria Salvadori, pastora e produttrice, che segue l&#8217;intero ciclo produttivo dal gregge al piatto, dando vita a una cucina essenziale e profondamente radicata nel territorio. Chiude questo percorso\u00a0Juri Zanobini, chef e proprietario dell\u02bcAntica Farmacia a Palaia, nel cuore della Toscana, dove la tradizione viene riletta con sensibilit\u00e0 contemporanea, in un equilibrio tra memoria gastronomica e ricerca.A completare il quadro, figure del mondo gastronomico come\u00a0Palmiro Bruschi,\u00a0sansepolcrese, primo campione italiano di Gelateria nel 1994 e ambasciatore del gelato artigianale italiano nel mondo, che porta al festival quarant&#8217;anni di mestiere e il legame con un territorio che conosce da sempre. E ancora\u00a0Cinzia Otri\u00a0titolare della Gelateria della Passera a Firenze, \u00e8 conosciuta per la sua attenzione alla ricerca di un gelato &#8216;etico&#8217; e sostenibile. Nel suo lavoro, che l&#8217;ha portata a ottenere sin dall&#8217;apertura il massimo punteggio sulla guida del Gambero Rosso ed essere menzionata dal Financial Times tra le 25 migliori gelaterie al mondo, unisce tradizione artigianale e sperimentazione, creando gusti equilibrati e originali. La sua filosofia si basa sull\u2019utilizzo di ingredienti naturali, spesso provenienti da filiere locali. Attraverso studio e passione, ha contribuito a valorizzare il gelato come prodotto gastronomico di alto livello.\u00a0Fabio Groppi, chef e consulente con esperienza tra cucina e management che nel corso della sua carriera si \u00e8 cimentato in progetti di importanti ristoranti fine dining fino alla gestione di grandi realt\u00e0 alberghiere,\u00a0Donatella Chiavini\u00a0esperta di pasta fresca e dolci, la consulente\u00a0Annamaria Farina\u00a0e lo chef\u00a0Vittorio Camorri. <br>L\u2019iniziativa \u00e8 patrocinata dal Ministero dell\u2019Agricoltura, della sovranit\u00e0 alimentare e delle foreste, dalla Provincia di Arezzo e gode degli importanti contributi di Regione Toscana, nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa Vetrina Toscana a tavola, della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, di Estra, Coingas e della Banca di Anghiari, Stia e Fonte dei Medici.\u00a0<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al festival \u201cPrimi dei Primi\u201d, dall\u20191 al 3 maggio, dai pici alle orecchiette fino ai ravioli del plin, l\u2019Italia della pasta in scena con trenta chef, sette stellati Michelin e un programma di masterclass. 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