{"id":5488,"date":"2022-09-18T21:57:53","date_gmt":"2022-09-18T19:57:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=5488"},"modified":"2022-09-18T21:57:53","modified_gmt":"2022-09-18T19:57:53","slug":"addio-patria-matrigna-vince-il-38-premio-pieve-saverio-tutino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2022\/09\/18\/addio-patria-matrigna-vince-il-38-premio-pieve-saverio-tutino\/","title":{"rendered":"\u201cADDIO PATRIA MATRIGNA\u201d vince il\u00a038\u00b0 PREMIO PIEVE SAVERIO TUTINO"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5489\" width=\"194\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia-768x1076.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia-619x867.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Ado-Clocchiatti-copia.jpg 785w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00a0Pieve Santo Stefano, 18 settembre 2022 La Giuria nazionale del\u00a038\u00b0 Premio Pieve Saverio Tutino<em>\u00a0<\/em>ha premiato\u00a0Ado Clocchiatti\u00a0autore\u00a0della memoria\u00a0<em>Addio Patria matrigna<\/em>. La cerimonia di premiazione, condotta da\u00a0Guido Barbieri, sar\u00e0 trasmessa luned\u00ec 19 settembre alle 20:30 da\u00a0Rai Radio3 Nato a Udine nel 1883 in una famiglia di conciapelli, Ado dovr\u00e0 abbandonare gli studi nonostante la \u201cdistinzione\u201d con cui ottiene la licenza elementare. Scrive la sua memoria nel 1916, poco prima della chiamata alle armi per difendere la stessa \u201cmaledetta patria\u201d che lo ha costretto a una vita di migrazioni, povert\u00e0, lavori durissimi in condizioni al limite della sopravvivenza, e che gli sta chiedendo di combattere il \u201cnemico\u201d dal quale ha dovuto elemosinare il lavoro per sopravvivere. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Ado\u00a0ha lavorato in Baviera, Austria, Slovenia e Italia. Arruolato il 27 luglio 1916, muore di febbre spagnola a Legnano il 7 ottobre 1918. \u00abIn questa memoria di una vita breve e struggente\u00bb si legge nella\u00a0motivazione della\u00a0Giuria, \u00abscritta con una intensit\u00e0 che coinvolge e commuove, emergono la saggezza e la rassegnazione di un vinto che sa di non poter cambiare il proprio destino. Durante la Prima Guerra mondiale, Ado, da pochi anni sposo e padre, forse presagendo che non riuscir\u00e0 a tornare a casa (morir\u00e0 di spagnola nel 1918) decide di raccontare la sua storia. Friulano, nato in una famiglia poverissima nel 1883 a Pasian di Prato, nonostante sia uno dei migliori allievi della scuola elementare deve iniziare a lavorare ad appena 10 anni per contribuire al sostentamento della famiglia. Ma il lavoro non c\u2019\u00e8 e inizia cos\u00ec una lunga storia di migrazione stagionale in Germania e nel vicino Impero austro ungarico. Ado ci racconta dall\u2019interno la tragedia dello sfruttamento minorile, perch\u00e9 i bambini vengono messi a lavorare in condizioni terribili. Maltrattamenti, fame e violenze fisiche erano quotidiane.\u00a0<em>Un povero per vivere deve soffocare l\u2019amore e viene condannato a vivere come la bestia, lavorare, mangiare, se un povero avesse i sentimenti di divenire un uomo, per mancanza di mezzi deve rimanere ignorante, cos\u00ec va il mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma Ado diventer\u00e0 un uomo, fin troppo presto. Lavorer\u00e0 sempre, perch\u00e9 i genitori malati non riescono a provvedere alla famiglia. C\u2019\u00e8 un movimento continuo di partenze e ritorni. Pi\u00f9 si rende conto della fragilit\u00e0 dei genitori, pi\u00f9 il giovanissimo Ado si assume quasi il compito di tenere insieme i suoi cari. Ma la speranza di restare uniti viene continuamente frustrata dalla mancanza di lavoro. Il legame con il padre diventa inscindibile. Emigrano e cercano di trovare lavoro negli stessi cantieri, passando per Vienna e Abbazia dove scoprono le bellezze dell\u2019archittettura, delle citt\u00e0 e del mare che gli era sempre stata negata. Il rapporto di protezione reciproca via via si rovescia perch\u00e9 diventa il pi\u00f9 giovane a prendersi cura dell\u2019altro: per il padre sfinito nel corpo e nella mente si aprono le porte del manicomio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Io facevo quei muri, proprio quella casa, che in compagnia di quei poveri dementi che dovevano entrarvi era pure destinato il mio buon padre!<\/em>. Il destino non vuole dare tregua ad Ado: anche se non gli rimangono molte \u201cpagine di vita\u201d da scrivere, la sua testimonianza brilla per profondit\u00e0 e umanit\u00e0 e riscatta la brutalit\u00e0 dell\u2019esistenza a cui \u00e8 stato condannato\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera \u00e8 premiata con 1.000\u20ac e la pubblicazione del testo, entro il 2023, a cura della casa editrice\u00a0Terre di Mezzo\u00a0nella collana dedicata ai testi dell\u2019Archivio Diaristico Nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anticipiamo un brano della memoria di Ado Clocchiatti:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Venne un tempo che il padre mio si ammal\u00f2; era proprio la nostra una famiglia disgraziata?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>si credeva che in breve lui guarisse, ma nel suo mestiere di conciappelli aveva preso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>una umidit\u00e0 nelle gambe che a stento camminava era sano di fisicho ma le gambe pocho li<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>servivano, e lui che di giovine aveva sempre superato grandi camminate li pareva impossibile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>esser ridotto cos\u00ec, fin che la Societ\u00e0 Mutuo Socorso gli passava la pagha di cui lui aveva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>diritto ricevere (esendo egli arruolato a questa Societ\u00e0) tanto si faceva corraggio; ma visto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che la sua guarigione era incerta e il tempo del dato sussidio era scaduto, era aflitto e pensava<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>come la povera famiglia dovesse pur troppo doveva languire nella pi\u00f9 scuallida miseria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io frequentavo la classe quinta elementare ed aveva compiti i dieci anni veniva a casa di<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>scuola e lo trovavo pensoso e dolente, non aveva il corraggio domandare da mangiare perch\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>non c\u2019era e con un paio di uova si faceva la cena in tutti, grazie a Dio qualche buon ragazzo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che era a scuola con m\u00e8 di famiglie signorili mi davano sempre qualche quatrino e qualche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>pane, avendo io narrato a loro le mie sciagure.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec si tirava inanzi il mondo fra la miseria ed il dolore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Venne il tempo che io feci gli esami e con sommo piacere del maestro che mi voleva<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>bene e dei poveri genitori fui promosso con distinzione; il maestro mi domand\u00f2 se io potessi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>continuare la scuola mi sarebbe passato un piccolo sussidio dalla Comune di Udine essendo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>io di famiglia povera. Ma hoim\u00e8 potevo io continuare la scuola mentre i genitori non fidavano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>lora che io potessi aiutarli; il sussidio che mi sarebbe stato passato era appena bastante<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per comperarmi i libri, e i miei poveri genitori come potevano mantenermi e vestirmi un<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>p\u00f2 pulito?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Era impossibile; cos\u00ec con tutto l\u2019amore che io avevo per la scuola vedendo davanti a me<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>tutti questi ostacoli insuperabili e considerando che io ero di somma necessit\u00e0 di guadagnare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>qualche soldo per la famiglia, pensando al mio crudele destino contro il mio volere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dovetti rispondere al maestro che ci\u00f2 era impossibile, non posso gli risposi perch\u00e9 sono<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>troppo povero, a me molto rincresce ma devo rifiutare esendo da quasi un anno mio padre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>impotente al lavoro; piansi dalla rabbia, ma Iddio solo sapeva i miei buoni fini ma il mondo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>l\u2019ignorava e quando al mondo si \u00e8 poveri non si \u00e8 protetti di alcuno bench\u00e9 si sia onesti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec dovetti rassegnarmi alla volont\u00e0 del destino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Premio Pieve Direzione artistica Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Nicola Maranesi<\/p>\n\n\n\n<p>Giuria nazionale<\/p>\n\n\n\n<p>Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Gabriella D\u2019Ina,, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Maria Rita Parsi, Stefano Pivato, Sara Ragusa<\/p>\n\n\n\n<p>Commissione di lettura<\/p>\n\n\n\n<p>Antonella Brandizzi, Natalia Cangi (presidente), Ivana Del Siena, Patrizia Dindelli, Laura Ferro, Elisabetta Gaburri, Rosanna Innocenti,Valeria Landucci, Stefano Leandro, Andrea Lodovini, Antonio Magiotti, Luisa Oelker<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Pieve Santo Stefano, 18 settembre 2022 La Giuria nazionale del\u00a038\u00b0 Premio Pieve Saverio Tutino\u00a0ha premiato\u00a0Ado Clocchiatti\u00a0autore\u00a0della memoria\u00a0Addio Patria matrigna. 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