{"id":5606,"date":"2026-10-29T13:35:00","date_gmt":"2026-10-29T12:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=5606"},"modified":"2026-10-29T11:59:13","modified_gmt":"2026-10-29T10:59:13","slug":"sanita-territoriale-la-cisl-di-arezzo-riunisce-i-direttori-delle-cinque-zone-distretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/10\/29\/sanita-territoriale-la-cisl-di-arezzo-riunisce-i-direttori-delle-cinque-zone-distretto\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 territoriale, la Cisl di Arezzo riunisce i direttori delle cinque zone distretto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5607\" width=\"356\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1-619x464.jpg 619w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/cisl_hub1.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abOra avanti con i progetti, al centro i cittadini\u00bb Case della salute e Hub: dal Casentino, dove l\u2019integrazione tra professionisti \u00e8 una realt\u00e0 consolidata, alla Valtiberina alle prese con le difficolt\u00e0 delle aree montane, fino al Valdarno, Valdichiana e Arezzo: il punto sullo stato delle Case delle comunit\u00e0 e sulle sfide della sanit\u00e0 di prossimit\u00e0. La Cisl chiede servizi concreti, personale e tempi certi per portare a compimento la riorganizzazione territoriale<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Case della comunit\u00e0, servizi da attivare, cantieri da completare e personale da garantire. La nuova sanit\u00e0 territoriale passa dalle infrastrutture, ma soprattutto dalla capacit\u00e0 di trasformare i progetti in risposte concrete per i cittadini. \u00c8 il messaggio emerso dal Consiglio generale della Cisl di Arezzo, che ha dedicato una mattinata di approfondimento alla riorganizzazione dell\u2019assistenza nella provincia, mettendo a confronto i direttori delle cinque zone distretto con la partecipazione della direttrice sanitaria della Asl Toscana sud est, Barbara Innocenti, intervenuta in apertura dei lavori. Un appuntamento che il sindacato ha voluto aprire anche alla cittadinanza, offrendo la possibilit\u00e0 di ascoltare direttamente i responsabili dei servizi, conoscere lo stato di avanzamento dei progetti e porre domande. L\u2019obiettivo era fare il punto sulla rivoluzione della sanit\u00e0 di prossimit\u00e0, raccogliendo le esperienze dei territori e individuando le sfide ancora aperte. Dalla Valtiberina al Valdarno, dalla Valdichiana ad Arezzo, \u00e8 emerso un quadro articolato, con strutture gi\u00e0 operative, prestazioni in fase di attivazione e lavori da completare. Maria Rosaria Esposito, segretario provinciale Cisl Arezzo, ha sottolineato l\u2019importanza di aprire il confronto anche alla cittadinanza, per rendere i cittadini parte attiva del cambiamento. \u00abVogliamo dare alle persone la possibilit\u00e0 di ascoltare direttamente che cosa sta succedendo rispetto alle Case della comunit\u00e0 e di porre domande specifiche, cosa che non sempre riescono a fare. \u00c8 importante anche che i direttori dei distretti possano confrontarsi e condividere un percorso comune. Per la Cisl \u00e8 fondamentale che questa trasformazione metta al centro la presa in carico della persona, la cura e la dignit\u00e0 del singolo\u00bb. \u00abLa Cisl di Arezzo e la Funzione pubblica sono sempre sul pezzo rispetto alla nuova sanit\u00e0 territoriale, sia per gli aspetti economici e quelli che riguardano il personale, sia per lo stato di avanzamento dei lavori\u00bb, sottolinea il segretario generale Fp, Maurizio Milanesi. \u00abQuella di oggi \u00e8 stata un\u2019occasione importante per capire a che punto siamo. Continueremo a chiedere conto di quanto sta accadendo e saremo parte attiva per stimolare l\u2019azienda e chi di dovere a portare a compimento questa rivoluzione a favore dei cittadini\u00bb. Una fotografia complessiva della situazione provinciale \u00e8 stata restituita anche dal segretario generale Cisl Arezzo, Mauro Cerofolini, che ha ringraziato i direttori per la partecipazione e per aver condiviso esperienze e informazioni sullo stato dei servizi nelle diverse aree, ribadendo che la Cisl \u00e8 aperta ad un confronto futuro che monitori il completamento non solo dei lavori, ma dell&#8217; organizzazione interna offerta con i nuovi servizi ai cittadini. Dal confronto \u00e8 emerso un quadro diversificato, con territori che possono contare su esperienze consolidate, come il Casentino, e altre realt\u00e0 che stanno completando il percorso di riorganizzazione. La sfida comune \u00e8 garantire una rete assistenziale integrata, nella quale medicina generale, specialisti, infermieri e servizi sociosanitari lavorino insieme per rispondere ai bisogni delle persone. Valtiberina, la sfida \u00e8 integrare i servizi Per Giampiero Luatti, direttore della zona distretto Valtiberina, la priorit\u00e0 \u00e8 far dialogare le strutture e i professionisti. \u00abNel nostro territorio abbiamo una Casa della comunit\u00e0 hub a Sansepolcro e due spoke. La vera sfida \u00e8 integrare i professionisti all\u2019interno delle strutture e fare in modo che le Case della comunit\u00e0 comunichino tra loro, aumentando il valore dei servizi sanitari\u00bb. Un obiettivo che deve fare i conti con le peculiarit\u00e0 di un\u2019area di confine e montana, caratterizzata da bassa densit\u00e0 abitativa e spopolamento, in particolare nei territori di Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda e Sestino. Qui \u00e8 attivo il progetto AFO, con medici di medicina generale che ruotano su due ambulatori per rispondere alla carenza di assistenza dopo il pensionamento del medico presente sul territorio. \u00abLe difficolt\u00e0 non devono compromettere il diritto alla salute. Confidiamo di garantire un\u2019assistenza sanitaria e sociosanitaria adeguata a tutta la popolazione della Valtiberina, anche attraverso le Case della comunit\u00e0, la Centrale operativa territoriale, gli Ospedali di comunit\u00e0 e il raccordo con le strutture sociosanitarie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Casentino, un modello di integrazione costruito nel tempo<\/p>\n\n\n\n<p>Per Marzia Sandroni, direttore del distretto del Casentino affronta la riorganizzazione della sanit\u00e0 territoriale partendo da un\u2019esperienza consolidata. \u00abLa riorganizzazione dei servizi sta procedendo in modo spedito. Il Casentino parte avvantaggiato perch\u00e9 dal 2009 dispone delle Case della salute, oggi Case della comunit\u00e0 spoke, distribuite nell\u2019Alto, Medio e Basso Casentino, in particolare a Castel San Niccol\u00f2, Poppi e Castel Focognano. A questo si aggiunge la Casa della comunit\u00e0 hub del Casentino, in costruzione a Bibbiena\u00bb. Il punto di forza, secondo Sandroni, \u00e8 il lavoro di squadra sviluppato negli anni tra le diverse figure professionali. \u00abI medici di famiglia, gli infermieri di famiglia e di comunit\u00e0, gli amministrativi, i fisioterapisti e gli assistenti sociali, sia della Asl sia dei Comuni, lavorano insieme in un\u2019esperienza ormai matura. \u00c8 un modello che anticipa quanto promosso dal decreto ministeriale 77 del 2022 e che oggi pu\u00f2 mettere in evidenza sia i punti di forza sia le criticit\u00e0\u00bb.  I risultati, ha spiegato, si riflettono anche negli esiti di salute. La presa in carico proattiva e anticipata delle patologie croniche consente di intervenire prima che le condizioni si aggravino, contribuendo a contenere gli accessi al pronto soccorso e le ospedalizzazioni, oltre a ridurre la pressione sull\u2019ospedale quando il ricorso alle strutture non \u00e8 necessario. \u00abLa parola chiave \u00e8 integrazione: tra professionisti, discipline e istituzioni, a partire dalla scuola e dai Comuni, coinvolgendo anche le farmacie, il Comitato di partecipazione e tutte le associazioni del territorio. Dobbiamo programmare e progettare insieme la salute dei cittadini, affinch\u00e9 non ci sia soltanto una popolazione che invecchia, ma persone che possano andare avanti negli anni mantenendo una buona qualit\u00e0 della vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Valdarno, strutture operative e nuovi servizi Elena Rebora, direttrice della zona distretto Valdarno, ha illustrato il percorso delle due Case della comunit\u00e0 di San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini. La prima, realizzata con fondi Pnrr in un nuovo edificio, \u00e8 operativa dal 20 maggio 2026. Ospita il Cup, il centro prelievi, la medicina generale e diverse specialit\u00e0, tra cui cardiologia, pneumologia, geriatria e diabetologia. Per attivare la neurologia sono necessarie ulteriori risorse. La struttura di Terranuova Bracciolini \u00e8 invece operativa da giugno nella sede della precedente Casa della salute, con una vocazione anche riabilitativa. \u00c8 previsto un ampliamento di 500 metri quadrati, che porterebbe la superficie complessiva da mille a 1.500 metri quadrati. Attualmente ospita sei medici di medicina generale e due pediatri di libera scelta; sono in programma il potenziamento delle specialit\u00e0 riabilitative e l\u2019arrivo del diabetologo. \u00abI cittadini chiedono Case della comunit\u00e0 accessibili e modelli organizzativi capaci di far lavorare davvero insieme medicina generale e specialistica\u00bb, ha spiegato Rebora. Tra gli obiettivi indicati anche la possibilit\u00e0 di garantire ambulatori di medicina generale aperti dodici ore, ampliando le opportunit\u00e0 di accesso ai servizi per tutta la popolazione del Valdarno.<\/p>\n\n\n\n<p>Valdichiana, una rete costruita sulla prossimit\u00e0<br>Roberto Francini, direttore della zona distretto Valdichiana, ha richiamato il modello organizzativo sviluppato nel territorio nel corso degli anni. Le Case della comunit\u00e0 di Castiglion Fiorentino, Camucia e Foiano offrono servizi sanitari e sociosanitari, mentre la struttura hub di Castiglion Fiorentino comprende anche salute mentale, consultorio, pediatria e attivit\u00e0 amministrative. Sono presenti inoltre specialisti ambulatoriali, tra cui cardiologo, diabetologo e neurologo, che possono operare anche in collaborazione con i medici di medicina generale. Francini ha evidenziato il ruolo dell\u2019ambulatorio di intervento rapido, attivo dal luned\u00ec al venerd\u00ec, per rispondere ai bisogni a bassa complessit\u00e0. L\u2019accesso avviene attraverso il numero 116117, con l\u2019obiettivo di indirizzare i cittadini verso il servizio pi\u00f9 appropriato ed evitare, quando possibile, il ricorso al pronto soccorso. L\u2019offerta comprende anche servizi attivi nelle ore notturne e nei giorni festivi attraverso la continuit\u00e0 assistenziale, oltre alla sperimentazione della continuit\u00e0 assistenziale pediatrica nei festivi. \u00abLa Valdichiana \u00e8 un territorio ampio, con una densit\u00e0 abitativa contenuta. La priorit\u00e0 \u00e8 garantire la prossimit\u00e0, mantenendo i servizi vicini ai cittadini e valorizzando tutte le Case della comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Arezzo, lavori in dirittura d\u2019arrivo<br>Per la zona distretto Aretina, Roberto Franceschi ha fatto il punto sulle due Case della comunit\u00e0 di via Guadagnoli e del Baldaccio, indicando nella conclusione dei lavori il passaggio decisivo per arrivare all\u2019attivazione dei servizi. \u00abLe strutture sono finalmente in fase di completamento. Entro la met\u00e0 di novembre dovrebbero concludersi gli interventi, per poi procedere con l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 gi\u00e0 previste\u00bb. Franceschi ha preferito rimandare a quando le strutture saranno effettivamente aperte la descrizione puntuale del loro funzionamento: \u00abMi piace parlare di come funzioneranno le Case della comunit\u00e0 quando ci saranno concretamente. L\u2019apertura \u00e8 vicina e sar\u00e0 quello il momento per illustrare i servizi\u00bb. Dal confronto promosso dalla Cisl emerge dunque una sfida comune: fare in modo che la riorganizzazione della sanit\u00e0 territoriale non si esaurisca nella realizzazione delle strutture, ma diventi una rete integrata, accessibile e capace di rispondere ai bisogni di salute in tutta la provincia. Per il sindacato, il monitoraggio proseguir\u00e0 anche sul fronte delle risorse, del personale e dei tempi di attuazione, affinch\u00e9 la nuova organizzazione si traduca in servizi effettivi e in una presa in carico pi\u00f9 vicina alle persone. Presenti anche due sindaci e un assessore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sanit\u00e0 territoriale, i sindaci del Casentino e del Valdarno al fianco della Cisl: \u00abLe Case della comunit\u00e0 siano una risposta concreta ai cittadini\u00bb<br>Vagnoli, Ducci e Bigiarini intervengono al Consiglio generale della Cisl di Arezzo. Al centro il valore della collaborazione tra istituzioni e sindacato, il completamento delle strutture e la necessit\u00e0 di garantire assistenza anche nelle aree pi\u00f9 periferiche. Filippo Vagnoli, sindaco di Bibbiena e presidente del distretto sanitario del Casentino, ha ribadito il valore della collaborazione con la Cisl sui temi del lavoro e della sanit\u00e0. \u00ab\u00c8 un onore essere qui al Consiglio generale. Con la Cisl collaboriamo da tanti anni per la tutela del lavoro e dei lavoratori, ma anche su temi fondamentali come quello della sanit\u00e0. Insieme stiamo portando avanti battaglie per migliorare i servizi sanitari e, di conseguenza, la qualit\u00e0 della vita dei nostri cittadini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Casentino pu\u00f2 contare su tre Case della comunit\u00e0 spoke, nate dalle precedenti Case della salute, mentre \u00e8 in corso la realizzazione della struttura hub di Bibbiena, accanto all\u2019ospedale. \u00abI lavori sono un po\u2019 in ritardo e ci auguriamo che possano concludersi nei primi mesi del 2027. Sar\u00e0 una novit\u00e0 importante, ma anche una sfida: dobbiamo capire e far comprendere ai cittadini quali vantaggi porter\u00e0 questa nuova organizzazione. Ci crediamo e ci impegneremo, anche insieme alla Cisl e alle altre organizzazioni sindacali, per valorizzarne le opportunit\u00e0\u00bb. Eleonora Ducci, sindaca di Talla, ha sottolineato l\u2019importanza del dialogo tra amministrazioni comunali e organizzazioni sindacali, sia attraverso la contrattazione sociale sia in occasioni di confronto come quella promossa dalla Cisl. \u00abIl rapporto con i sindacati \u00e8 fondamentale per i Comuni, grandi e piccoli. La sanit\u00e0 territoriale \u00e8 un percorso importante e ci aspettiamo che le Case della comunit\u00e0 diventino davvero centri capaci di erogare servizi e dare risposte ai bisogni quotidiani dei cittadini, soprattutto quando non si tratta di emergenze o urgenze. Questo potrebbe contribuire anche ad alleggerire le strutture ospedaliere\u00bb. Ducci ha per\u00f2 richiamato l\u2019attenzione sul rischio che il potenziamento delle strutture principali finisca per penalizzare le aree interne. \u00abLe Case della comunit\u00e0 devono essere un punto di riferimento, ma non devono svuotare i territori pi\u00f9 marginali. Nelle aree interne, dove spesso non ci sono Case della salute ma soltanto gli ambulatori dei medici di medicina generale, \u00e8 essenziale mantenere una rete di prossimit\u00e0. Anche queste comunit\u00e0 hanno il diritto di poter contare su una presenza sanitaria adeguata\u00bb. Giulia Bigiarini, assessora del Comune di Terranuova Bracciolini, ha posto l\u2019accento sulla collaborazione tra istituzioni e sindacati, accomunati dalla responsabilit\u00e0 di prendersi cura dei cittadini. Anche a Terranuova \u00e8 attesa l\u2019apertura della nuova Casa della comunit\u00e0, attualmente in fase di ultimazione. \u00abCi auguriamo che la struttura possa entrare in funzione a breve e diventare un polmone vivo per il territorio. Sorger\u00e0 accanto alla precedente Casa della salute, in un\u2019area che comprende anche la Rsa e altri servizi sanitari\u00bb. Per Bigiarini, la parola chiave \u00e8 gi\u00e0 nel nome delle strutture: comunit\u00e0. \u00abSar\u00e0 fondamentale riuscire a integrare i cittadini all\u2019interno del servizio sociosanitario, coinvolgendo le associazioni e tutte le persone che vorranno mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze. La collaborazione con il territorio sar\u00e0 determinante affinch\u00e9 la Casa della comunit\u00e0 non sia soltanto una struttura sanitaria, ma un luogo aperto, capace di creare relazioni e rispondere ai bisogni delle persone\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOra avanti con i progetti, al centro i cittadini\u00bb Case della salute e Hub: dal Casentino, dove l\u2019integrazione tra professionisti \u00e8 una realt\u00e0 consolidata, alla Valtiberina alle prese con le difficolt\u00e0 delle aree montane, fino al Valdarno, Valdichiana e Arezzo: il punto sullo stato delle Case delle comunit\u00e0 e sulle sfide della sanit\u00e0 di prossimit\u00e0. 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