{"id":5759,"date":"2026-11-06T07:28:00","date_gmt":"2026-11-06T06:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=5759"},"modified":"2026-11-03T12:31:33","modified_gmt":"2026-11-03T11:31:33","slug":"alpini-in-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2026\/11\/06\/alpini-in-russia\/","title":{"rendered":"Alpini in Russia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"373\" height=\"286\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Scarpe_di_cartone_11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5760\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Scarpe_di_cartone_11.jpg 373w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Scarpe_di_cartone_11-300x230.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le scarpe non erano di cartone ma il problema era peggiore Gennaio 1943. Steppa del Don, a ovest del fiume. Una colonna di alpini cammina nella neve da giorni, di notte e di giorno, senza un tetto. Uno di loro si ferma, si siede e si slaccia uno scarpone. Il piede \u00e8 gonfio, bianco, non lo sente cos\u00ec pi\u00f9. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Quando prova a rimetterlo lo scarpone non entra. Quell&#8217;alpino non ha un nome.Non \u00e8 una persona sola. \u00c8 quello che raccontano insieme i documenti e i reduci di quell&#8217;inverno. E prima della fine torneremo da lui. Da 80 anni in Italia questa scena si racconta sempre allo stesso modo. Gli alpini in Russia avevano le scarpe di cartone. Lo hanno detto i nonni a tavola. Lo hanno ripetuto i giornali.Lo si sente dire ancora oggi. Ma non \u00e8 vero. Le scarpe non erano di cartone. E il problema era peggiore. Perch\u00e9 il cartone sarebbe stato un imbroglio, una truffa di qualche fornitore. Quello che successe davvero, invece, era scritto nero su bianco nei documenti dell&#8217;esercito. Un anno prima della ritirata. Per capirlo dobbiamo guardare un det- taglio che sta sotto il piede.I chiodi. Partiamo dal mito. Un uomo che in Russia c&#8217;era e che di quelle scarpe ne ha consumate lo ha liquidato con una frase sola. Si chiamava Carlo Vicentini, classe 1917, sottotenente nel battaglione alpini Sciatori Monte Cervino. Catturato dai sovietici il 19 gennaio del 1943 torn\u00f2 dalla prigionia e anni dopo fu presidente nazionale dell&#8217;associazione dei reduci di Russia.Nel 2010, in un&#8217;intervista pubblicata dal sito 120\u00ba, disse cos\u00ec: &#8220;Il cartone \u00e8 la retorica. Le scarpe erano di cuoio, cuoio vero, con un difetto che Vicentini spiega meglio di chiunque altro. Era cuoio conciato per fare la guerra in Italia, non in Russia&#8221;. E qui c&#8217;\u00e8 il motivo per cui il mito \u00e8 sembrato credibile a tutti.Erano gli anni dell&#8217;autarchia, quando l&#8217;Italia cercava di fare a meno delle materie prime straniere e molti prodotti erano davvero fatti con dei surrogati. Che anche le scarpe dei soldati lo fossero sembrava naturale. Vicentini, per\u00f2, non ci crede. Non pensa che sia stato usato cuoio autarchico e dice una cosa pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 onesta: &#8220;C&#8217;era il cuoio buono e c&#8217;era quello meno buono.Lo scarpone dell&#8217;esercito, il modello del 1937, aveva la tomaia in cuoio ingrassato e la suola in legno e cuoio. Per la fanteria la chiodatura era leggera. Per gli alpini c&#8217;era un modello apposta con la chiodatura da montagna, file di chiodi di ferro piantati nella suola per far presa sulla roccia e sul ghiaccio delle Alpi&#8221;.Vicentini aggiunge un particolare che dice molto. Erano scarpe della stessa famiglia di quelle con cui l&#8217;Italia aveva combattuto la Prima Guerra Mondiale e ricorda che a lui, allievo ufficiale, prima di partire per la Russia consegnarono scarponi normali e per quelli degli alpini usa un&#8217;espressione che rende l&#8217;idea erano quello che oggi chiameremmo un carro armato una scarpa pensata per una montagna insomma e questo per gli alpini sembrava perfetto perch\u00e9 gli alpini in Russia dovevano andare proprio in montagna nell&#8217;estate del 1942 il corpo d&#8217;armata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le scarpe non erano di cartone ma il problema era peggiore Gennaio 1943. Steppa del Don, a ovest del fiume. Una colonna di alpini cammina nella neve da giorni, di notte e di giorno, senza un tetto. Uno di loro si ferma, si siede e si slaccia uno scarpone. 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