{"id":8030,"date":"2022-11-22T21:28:00","date_gmt":"2022-11-22T20:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioribelle.it\/?p=8030"},"modified":"2022-11-23T16:15:38","modified_gmt":"2022-11-23T15:15:38","slug":"il-duomo-di-firenze-a-colori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/2022\/11\/22\/il-duomo-di-firenze-a-colori\/","title":{"rendered":"Il Duomo di Firenze a colori"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/9-DOPO-RESTAURO-particolare-del-Bambino-foto-Antonio-Quattrone_640x960.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8031\" width=\"144\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/9-DOPO-RESTAURO-particolare-del-Bambino-foto-Antonio-Quattrone_640x960.jpg 640w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/9-DOPO-RESTAURO-particolare-del-Bambino-foto-Antonio-Quattrone_640x960-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.radioribelle.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/9-DOPO-RESTAURO-particolare-del-Bambino-foto-Antonio-Quattrone_640x960-619x929.jpg 619w\" sizes=\"(max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Firenze Durante il restauro della Porta dei Cornacchini scoperto che il gruppo scultoreo della <em>Madonna<\/em> <em>col Bambino e Angeli adoranti <\/em>era policromo Restaurato il rivestimento marmoreo del lato Nord della Cattedrale per oltre 1.000 mq<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Durante il restauro della <em>Porta dei Cornacchini<\/em> del Duomo di Firenze, iniziato a settembre 2021 e terminato da pochi giorni, sono state scoperte estese tracce di colore sul gruppo scultoreo in marmo della <em>Madonna col Bambino e Angeli adoranti<\/em>, realizzato tra il 1359 e il 1360, che confermano che il gruppo scultoreo era in origine policromo. Rimuovendo considerevoli depositi di sporco superficiale e fenomeni di degrado di varia natura, i restauratori hanno portato alla luce la preziosa decorazione damascata della veste del Bambino, priva della lama metallica oramai perduta, la pupilla dell\u2019occhio sinistro della Vergine e, in aree circoscritte, il colore azzurro &#8211; verde dell\u2019interno del manto della Vergine e tracce di rosso sull\u2019esterno oltre i toni di panna-avorio della veste dell\u2019angelo sinistro. \u00c8 la prima volta che vengono ritrovate tracce cos\u00ec estese di colore su sculture che decorano o decoravano l\u2019esterno del Duomo di Firenze. In precedenza erano stati individuati minuscoli segni di doratura e di colore azzurro su altre sculture della Cattedrale. Con ogni probabilit\u00e0 la <em>Madonna col Bambino e Angeli adoranti<\/em> non era l\u2019unica delle decorazioni scultoree policrome del Duomo di Firenze, che oggi appaiono del colore bianco del marmo. Fenomeni di degrado ma anche interventi estetici e conservativi, eseguiti nei secoli precedenti, hanno contribuito alla loro perdita. Un Duomo, dunque a colori, che insieme ai marmi bianchi, verdi e rosa delle facciate esterne e ai mosaici di color rosso e oro della facciata arnolfiana Canonici doveva togliere il fiato per la bellezza. Il restauro della <em>Porta dei Cornacchini<\/em> e del rivestimento marmoreo del lato nord della Cattedrale di Firenze, per un totale di oltre 1.000 metri quadrati, \u00e8 stato commissionato e diretto dall\u2019Opera di Santa Maria del Fiore con il contributo della Fondazione CR Firenze sotto l\u2019alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la citt\u00e0 metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. L\u2019intervento \u00e8 stato eseguito dai restauratori della Leonardo s.r.l.. Purtroppo non rimane molto della policromia della <em>Madonna col Bambino e Angeli adoranti<\/em> perch\u00e9 sulla maggior parte delle superfici del gruppo scultoreo \u00e8 presente uno strato compatto di ossalato di colore bruno, che le indagini diagnostiche stratigrafiche hanno dimostrato essere a diretto contatto con il marmo, e sopra al quale si distingueva nettamente un altro strato costituito da depositi superficiali e da un prodotto al fluorosilicato, steso in un intervento degli anni \u201950 del Novecento. Lo strato bruno \u00e8 plausibilmente il prodotto finale di uno scialbo a base proteica con funzione protettiva e al contempo estetica che ha subito nel tempo un\u2019alterazione cromatica inscurendosi. In accordo con la Soprintendenza \u00e8 stato scelto di rimuovere i depositi superficiali e il prodotto a base di fluorosilicato e di lasciare lo strato bruno che \u00e8 un protettivo naturale ed ha permesso di preservare il marmo della scultura che risulta in buono stato conservativo. Per le altre sculture presenti sulla porta, che si presentavano con le caratteristiche di degrado tipiche dei materiali come il marmo bianco di Carrara esposti all\u2019esterno, si \u00e8 intervenuti con ablazione laser, impacchi localizzati di reagenti e solventi come il carbonato d\u2019ammonio, l\u2019uso dei biocidi per l\u2019eliminazione della patina biologica. Un intervento specifico hanno richiesto i due leoni stilofori alla base del portale: in particolare quello di destra mancante della mascella ma anche la leonessa a sinistra priva di un orecchio, parte della mascella e delle zampe anteriori. \u201cPotr\u00e0 sembrare strano che sia data tanta importanza a una Porta di una chiesa, ma in realt\u00e0 la porta per una chiesa \u00e8 molto importante perch\u00e9 \u00e8 il collegamento tra quello che si celebra nell\u2019edificio e la vita normale delle persone, afferma S.E. il cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze. Quindi \u00e8 bello che la nostra Opera di Santa Maria del Fiore abbia potuto restaurare questa porta; fra l\u2019altro \u00e8 la porta che dava dirimpetto alle mura della citt\u00e0 ed \u00e8 quella da cui entravano i carichi di lana che venivano poi lavorati. Era una porta quindi legata all\u2019economia, alla vita civile, alla vita delle famiglie della citt\u00e0. Ecco allora che salutiamo con favore questo restauro e chiediamoci come entriamo ma anche come usciamo dalle porte delle nostre chiese\u201d. Vincenzo Vaccaro, consigliere dell\u2019Opera del Duomo spiega come: \u201cLa novit\u00e0 che abbiamo trovato in questo restauro della <em>Porta dei Cornacchini<\/em> \u00e8 una notevole presenza di policromia sulle statue della <em>Madonna col Bambino e Angeli adoranti<\/em>. Questo ci fa capire come in passato tutte le sculture della cattedrale erano policrome, ma nel tempo, forse nell\u2019Ottocento o nei primi del Novecento, la policromia \u00e8 andata perduta per restauri che non tenevano conto della conservazione come invece facciamo oggi\u201d. \u201cL\u2019emozionante scoperta di policromia sulle figure della <em>Porta dei Cornacchini<\/em> della Cattedrale di Firenze, spiega Timothy Verdon, direttore del Museo dell\u2019Opera del Duomo a Firenze, ci ricorda che la Firenze della fine del Trecento inizi del Quattrocento era una citt\u00e0 molto colorata, basti pensare al pavimento di Piazza del Duomo che era in cotto e i marmi bianchi, verdi e rosa che spiccavano su questo fondale rosso. La cattedrale aveva anche statue dipinte con dorature sulle ali degli angeli e sulle vesti, quindi una festa, una festa che abbiamo dimenticato e che ora iniziamo a riscoprire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221;Ancora una volta &#8211; dichiara il presidente di Fondazione CR Firenze, Luigi Salvadori &#8211; il nostro incommensurabile patrimonio artistico ci riserva affascinanti sorprese. Un motivo ulteriore per destinarci energie e risorse come dimostra questo importante restauro. Collaboriamo da tempo con l&#8217;Opera di Santa Maria del Fiore, uno dei gioielli pi\u00f9 preziosi di Firenze, cos\u00ec come destiniamo risorse al restauro dei nostri beni promuovendo anche con un bando rivolto espressamente a questo ambito. Abbiamo cos\u00ec consentito il proseguimento dell&#8217;attivit\u00e0, anche negli anni della pandemia, a 120 professionisti impegnati nelle diverse tipologie del restauro. La formazione \u00e8 una delle nostre priorit\u00e0 e quella in campo artistico \u00e8 una disciplina sempre pi\u00f9 richiesta, anche a livello internazionale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>Porta dei Cornacchini<\/em>il cui nome deriva da una famiglia proprietaria di alcune case nei pressi del primo tratto di via del Cocomero, l\u2019attuale via Ricasoli, \u00e8 conosciuta anche come <em>Porta di Balla<\/em> per la vicinanza all\u2019antica porta cittadina sulla prima cerchia muraria di Firenze, attraverso cui transitavano quotidianamente le balle di lana. La prima notizia storica che testimonia l\u2019esistenza della<em> Porta dei Cornacchini<\/em> risale al 4 gennaio 1358 quando, durante i lavori per la costruzione della Cattedrale, si studi\u00f2 una soluzione per erigere le murature esterne \u00absenza tochare la porta\u00bb, che quindi esisteva gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>LA LEGGENDA E proprio alle statue dei due leoni stilofori \u00e8 legata la leggenda di \u201cAnselmo e il sogno\u201d, narrata nel Quattrocento da Giovanni Cavalcanti nelle sue Istorie Fiorentine. Un certo Anselmo, vissuto nei primi anni del XV secolo a Firenze, abitante in via del Cocomero, sogn\u00f2 una notte che un leone gli mordeva una mano e a causa di quel morso moriva. La mattina dopo uscendo da casa, rimasto molto impressionato dal sogno, si accorse che sulla <em>Porta dei Cornacchini<\/em> del Duomo c\u2019erano due leoni scolpiti. Allora decise di mettere la mano in bocca ad uno dei due, dicendo fra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cIo voglio che il sogno faccia il suo corso, acciocch\u00e9 io esca di s\u00ec perverso immaginamento e sar\u00f2 libero dal tristo annunzio\u201d. Purtroppo all\u2019interno della bocca del leone si era annidato uno scorpione che punto Anselmo in un dito della mano lo port\u00f2 alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Le decorazioni del portale, che sono la testimonianza della modernizzazione della Cattedrale in senso di \u201cgoticismo esasperato\u201d, sembrerebbero risalire a tre fasi: la prima incorniciatura risalente al 1342-48, la seconda nel 1353-64 nella quale, sotto la direzione di Francesco Talenti, furono realizzate le strombature, l\u2019archivolto e la cuspide con il tondo al centro, e infine l\u2019ultima fase (1380 circa) in cui furono situati la leonessa con cuccioli e il leone stilofori che sorreggono le colonne tortili e il tabernacolo sopra la cuspide. Oltre al gruppo scultoreo della <em>Madonna col Bambino e Angeli adoranti<\/em> (attribuiti rispettivamente a Zanobi di Bartolo e Simone Talenti) sul portale sono rappresentati, dal basso verso l\u2019alto: <em>Leone<\/em> e <em>Leonessa con cuccioli<\/em> e <em>Putto alato<\/em> (Jacopo di Piero Guidi ?), <em>Cristo benedicente<\/em> (Maestro dell\u2019Armatura attr.), <em>a sinistra Madonna Annunziata<\/em> (Niccol\u00f2 di Pietro Lamberti) e a destra \u00a0<em>Maria all\u2019annuncio della morte<\/em> (Alberto Arnoldi attr.); <em>Dio Padre<\/em> (Pietro di Giovanni Tedesco); sopra al centro <em>Angelo<\/em> (anonimo scultore del XIV sec.); a sinistra <em>Profeta <\/em>di Giovanni D\u2019Ambrogio e a destra <em>Profeta <\/em>(anonimo scultore della seconda met\u00e0 del XIV sec.); al centro <em>Madonna annunziata<\/em> (Jacopo di Piero Guidi).<\/p>\n\n\n\n<p>Ambra Nepi \u00a0\u00a0Federica\u00a0Sanna\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze Durante il restauro della Porta dei Cornacchini scoperto che il gruppo scultoreo della Madonna col Bambino e Angeli adoranti era policromo Restaurato il rivestimento marmoreo del lato Nord della Cattedrale per oltre 1.000 mq<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_joinchat":[]},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8030"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8030"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8032,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8030\/revisions\/8032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioribelle.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}