Salute e ambiente: ISDE e Plastic Free

Insieme contro i rischi dell’inquinamento da plastica  Rinnovata la collaborazione avviata nel 2024: informazione nelle scuole, negli studi medici, negli eventi sportivi e nelle piazze italiane per promuovere prevenzione, consapevolezza e riduzione della plastica monouso

Portare nelle scuole, negli studi medici, negli eventi sportivi e nelle piazze italiane una corretta informazione sui rischi sanitari legati all’inquinamento da plastica, promuovendo al tempo stesso comportamenti più responsabili, campagne di sensibilizzazione, attività educative e iniziative di advocacy istituzionale. È questo l’obiettivo della collaborazione rinnovata tra Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, e l’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia ODV.L’intesa, già avviata nel 2024 e ora rafforzata con un nuovo accordo di collaborazione senza scadenza, nasce dalla volontà comune di unire competenze scientifiche, presenza territoriale e capacità di mobilitazione civica per aumentare la consapevolezza sui legami tra ambiente e salute i. Al centro del percorso vi è il principio “One Health”, secondo cui la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi sono profondamente interconnesse.La plastica e i suoi frammenti non rappresentano più soltanto un problema ambientale visibile nelle spiagge, nei parchi, nei fiumi e nei mari. Microplastiche e nanoplastiche sono ormai entrate nella catena alimentare e possono raggiungere l’organismo umano attraverso alimenti, bevande, aria, tessuti sintetici, cosmetici e materiali a contatto con il cibo. Una presenza sempre più studiata dalla comunità scientifica e che rende necessario affiancare alle azioni di pulizia ambientale anche un lavoro costante di informazione, prevenzione e riduzione dell’esposizione.Attraverso il nuovo accordo, Plastic Free e ISDE Italia lavoreranno insieme alla progettazione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione ai progetti scolastici, alle strutture sportive, agli eventi pubblici e agli ambiti sanitari. Le due organizzazioni si impegnano inoltre a diffondere materiali informativi, schede di approfondimento e buone pratiche per limitare l’uso della plastica monouso, promuovendo anche strategie di riduzione negli studi medici, laddove possibile e nel rispetto delle esigenze operative e sanitarie.Plastic Free metterà a disposizione la propria rete nazionale di referenti e volontari, i propri canali di comunicazione e le attività già promosse sul territorio, dalle giornate di raccolta alle passeggiate ecologiche, dagli incontri nelle scuole agli stand informativi. ISDE Italia contribuirà con il proprio patrimonio scientifico e medico,
con il coinvolgimento di propri associati e con la diffusione di informazioni qualificate sui rischi per la salute connessi all’inquinamento da plastica.“L’inquinamento da plastica non è più soltanto un’emergenza ambientale, ma una questione che riguarda direttamente la salute delle persone – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus –. In questi anni abbiamo rimosso dall’ambiente oltre 5,2 milioni di chili di plastica e rifiuti, organizzando più di 10.500 appuntamenti e coinvolgendo oltre 260mila volontari. Ma oggi sappiamo che alla rimozione dei rifiuti deve affiancarsi un grande lavoro culturale e scientifico. Per questo la collaborazione con ISDE Italia è fondamentale: ci consente di portare nei territori, nelle scuole, negli eventi e tra i cittadini informazioni autorevoli sui rischi che l’inquinamento da plastica può comportare per l’ambiente, per gli animali e per l’uomo”. Come riportato dal Lancet Countdown su plastica e salute umana, la plastica rappresenta un rischio grave, crescente e poco riconosciuto per la salute umana e planetaria e causa malattie e morte dall’infanzia alla vecchiaia – dichiara Maria Grazia Petronio, coordinatrice Campagna nazionale prevenzione danni da plastica/Vicepresidente ISDE-Italia – Non possiamo permettere che la plastica si vada ad accumulare negli organi dei bambini alterandone lo sviluppo, causando compromissione del potenziale riproduttivo (ad esempio, sindrome dell’ovaio policistico ed endometriosi), effetti perinatali (ad es. aborto spontaneo, peso alla nascita ridotto e malformazioni degli organi genitali), riduzione delle funzioni cognitive (ad es. perdita del quoziente intellettivo), resistenza all’insulina, ipertensione e obesità. Dobbiamo ridurre l’uso domestico della plastica – aggiunge – Infatti i progetti della nostra Campagna prevedono di dare le informazioni necessarie per consentire alle persone di ridurre l’uso della plastica e l’esposizione. Insieme a Plastic Free contiamo di portarli nei Comuni della rete, nelle scuole, nelle palestre e non solo. Tra i progetti in corso, quello contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta, per la diffusione di punti di prelievo dell’acqua di rete, per la “Spesa sballata” (fare la spesa con i propri contenitori riusabili) e molti altri. Accanto alla promozione di comportamenti individuali, – conclude Petronio – potrebbe essere ulteriormente valorizzata  la dimensione di advocacy istituzionale, in favore di politiche pubbliche quali riduzione della plastica monouso, sistemi di riuso, fontanelle pubbliche, acquisti verdi e responsabilità estesa del produttore“.Il rinnovo dell’accordo consolida dunque un percorso comune che intende trasformare la sensibilizzazione ambientale in prevenzione primaria, mettendo in relazione comportamenti quotidiani, tutela degli ecosistemi e salute pubblica. Una collaborazione stabile, aperta alla costruzione di nuove iniziative e alla partecipazione a progetti e bandi in grado di sostenere campagne di informazione ritenute strategiche da entrambe le realtà.