
24/25 giugno 2026, 9:00-18:00, Auditorium “AIA – Stadio Città di Arezzo” La quindicesima edizione del Festival del Calcio e dello Sport, che per il secondo anno di seguito si svolge nella città di Arezzo, ha aperto il sipario nel migliore dei modi. “Sport & Salute Festival” è stato l’evento che ha permesso al pubblico arrivato in massa all’Auditorium AIA – Stadio Città di Arezzo di toccare con mano lo stretto legame che c’è tra l’attività sportiva e la salvaguardia della propria salute attraverso l’adozione di uno stile di vita sano e di precisi accorgimenti.
L’evento si è aperto con i consueti saluti ufficiali da parte di Donato Alfani, giornalista, project manager e presidente del Festival del calcio e dello sport: «Per me è un onore e una grande emozione introdurre una nuova edizione di questo Festival. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo» a cui si sommano anche le voci degli altri protagonisti della manifestazione, Dott. Roberto Monaco, segretario nazionale Segretario Nazionale FNOMCeO «Porto il saluto dei 500.000 medici italiani. Abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa molto importante, in quanto abbiamo la possibilità di ascoltare le persone sane, ovvero gli sportivi, perché sono un esempio di salute e benessere», Dott. Egidio Giusti, professionista pluririconosciuto, nonché medico sociale dell’SS Arezzo: « Generalmente il medico si occupa di pazienti con patologie. Quando però parliamo di sport, spesso stiamo curando giovani sani e il
lavoro principale si basa sulla prevenzione, che oggi ha un grandissimo valore. i medici devono lavorare per migliorare la prevenzione e la prestazione dell’atleta» e Dott. Gianfranco Moncini, Consigliere dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Arezzo: «L’attività fisica, insieme ad una corretta alimentazione, è assolutamente fondamentale per la salute dei cittadini e dei nostri pazienti. Questo è fondamentale per la prevenzione di malattie, in particolare ditumori, che sono legati anche all’eccesso di peso». Il talk che apre ufficialmente la manifestazione è quello dedicato alla nutrizione e a un modo di mguardare al cibo come a un allenato della performance sportiva. «È scientificamente provato che la dieta mediterranea dia molti benefici per la salute della persona» spiega il Dott. Nicola Veronese, professore associato in Geriatria e Medicina interna all’UniCamillus, a cui segue latestimonianza dellaDott.ssa Chiara Marocco, Medico Chirurgo specialista in scienzedell’alimentazione presso la USLToscana sud-est, «È importante parlare dei falsi miti della nutrizione sportiva, per fare una corretta informazione per la salute della persona. Bisogna informarsi e capire quale sia la persona giusta a cui rivolgersi». Dott. Claudio Catalani, Medico Chirurgo specializzato in Oncologia clinica e perfezionato in Medicina dello sport, ha portato invece un’esperienza di campo, con l’SS Arezzo: «La stagione degli amaranto è stata eccezionale. Dal punto di vista medico, è stato un lavoro di squadra e molto importante. Lo sforzo fisico dei calciatori implica un dispendio energetico. Il calcio è molto impegnativo da
questo punto di vista». Il secondo talk ha approfondito il tema della prevenzione, del recupero e dell’allenamento mirato alla protezione dell’integrità fisica. Ad aprire il talk il Dott. Matteo Valeri, preparatore atletico e responsabile del recupero degli infortunati del Perugia Calcio: «Siamo specializzati nel recupero dei calciatori da infortuni di vario genere. Studiamo tutte le varie fasi. Si tratta di un lavoro di squadra. Bisogna analizzare le varie casistiche e fare sì che l’allenatore possa fare affidamento sul maggior numero di calciatori nei momenti decisivi della stagione. La mia figura è l’anello di congiunzione tra l’area tecnica e l’area medica». A proseguire, le parole del Dott. Filippo Sdringola, preparatore atletico del Perugia Calcio: «Ogni calciatore va trattato in maniera molto soggettiva. Lavorare bene non significa non avere infortuni: noi dobbiamo fare il mpossibile per prevenire problemi, ma non è tutto sotto il nostro controllo. Per me essere responsabile significa condivisione». Luca Lancioni e Massimo Magrini, poi, hanno raccontato la loro esperienza nel rapporto tra l’Italia e professionisti che arrivano dal calcio estero, grazie alla loro esperienza da preparatori atletici per il Cesena: «Quest’anno abbiamo avuto Ashley Cole, che ha portato il suo modo di lavorare in Italia. Ci siamo dovuti confrontare con metodologie di lavoro diverse. Il nostro lavoro è garantire ai calciatori la miglior efficienza di lavoro” dice Lancioni; «All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà nel capirci. Ashley Cole
veniva da un altro calcio, l’impatto culturale è stato complicato anche per lui» prosegue Magrini.
È importante ricordare, però, che l’infortunio non è solo un problema fisico, ma, spesso, anche
mentale. Lo spiega bene la Dott.ssa Gaia Luzzi, «Il recupero da infortuni non è uguale per tutti.
Incide anche il trauma psicologico, che resta nella memoria dell’atleta. L’impatto psicologico
degli infortuni non deve essere sottovalutato», aiutata dal Dott. Andrea Carino, «Il carico non è
il problema, lo sono la distribuzione e la prescrizione. Dobbiamo studiare un programma di
terapia fisica e farmacologica, in base al tipo di infortunio con cui ci interfacciamo e alla
struttura fisica dell’atleta». La prima giornata si è concluso con un talk dedicato al ruolo che ha la mente, nella salute dell’atleta. Apre la Dott.ssa Lucia Battaglia, iscritta nella Federazione italiana psicologi dello
sport: «Quando si parla di crescita degli atleti non possiamo non parlare di benessere nell’era digitale. La nostra attenzione è molto frammentata, soprattutto quella interna. Sonno e digitale sono estremamente legati tra loro, un legame che implica una stanchezza sempre maggiore»”. Ha proseguito Angelo Belotti, «Viviamo nell’alternanza di luce e buio, il recupero funzionale avviene quando c’è buio e la luce degli smartphone e dei televisori può condizionare molto il sonno di una persona. L’organo ottico è direttamente collegato al cervello, pertanto un uso prolungato di apparecchi elettronici può affaticare anche le capacità di ragionamento». Il Dott. Simone Rossi, mental coach, ha parlato delle emozioni nello sport: «Mental coach e psicologo sono figure diverse: il mental coach facilita il cambiamento, sviluppa un potenziale nei soggetti coinvolti. Lo stress è un compagno di viaggio e non va visto come un nemico, ma come qualcosa con cui convivere e da gestire». Chiude il Dott. Marco Veneruso, neuropsichiatra infantile e
membro commissione ricerca AIMS: «Si parla poco del sonno perché quest’ultimo è visto come qualcosa di passivo. Non è così: il sonno è un processo attivo, il cervello svolge semplicemente compiti diversi. Quasi il 48% dei calciatori dorme male. I rimi forsennati del calcio non favoriscono il riposo dell’atleta, soprattutto le partite serali, che ingannano il cervello dell’atleta facendogli credere che siamo in pieno giorno, ritardando di conseguenza il sonno». Nel talk dedicato alla gestione psicofisica del ritiro, andato in scena nella seconda giornata del Festival, è ancora una volta importante l’intervento della Dott.ssa Gaia Luzzi: «A volte nel ritiro il corpo è pronto per dire “basta”, ma la mente non lo è. Il ritiro ha a che fare con l’identità profonda della persona, per questo è così difficile accettarlo e andare avanti. Per l’atleta non è
la fine: è un lutto», insieme a quello del Dott. Carmine di Muro: «A volte per rispondere all’inattività la migliore cura è l’attività fisica. Questa riduce anche i rischi di malattia, oltre a dare grande soddisfazione alla persona. Il benessere fisico è altrettanto importante quanto il benessere psichico ed il benessere sociale. Inoltre, è fondamentale l’autostima, che è una delle basi più importanti per il benessere della persona». L’ultimo talk del Festival è stato quello dedicato alle corrette pratiche sportive per il bambino.
Apre la Dott.ssa Veronica Santini: «In ogni età e fase della vita fare attività fisica significa fare una scelta a favore della propria salute. L’OMS ci dice che ogni movimento conta. È un dato di fatto che muoversi fa bene a tutti e per tuto. L’esercizio fisico è come un farmaco, in quanto determina la riduzione di numerose patologie. Va fatta prevenzione sin dai primi anni di vita, perché l’obesità infantile è in aumento. Il cuore di domani va protetto oggi»”. Il Dott. Matteo Losito porta un esempio ancora più forte: «Julio Velasco diceva che non sono i figli ad essere cambiati, ma i genitori. Sono cambiati i tempi e lo spazio che riusciamo a dedicare alla famiglia. La mia è una responsabilità educativa e il mio obiettivo è fornire opzioni ai genitori, che deve imparare a fidarsi, sia del suo allenatore che della società». Anche l’ex calciatore AmedeoCarboni ha preso parte alla kermesse: «Oggi divertirsi è totalmente differente rispetto il passato, perché i ragazzi consumano troppo a livello cerebrale e poco a livello fisico. Il problema principale è chi educa i nostri figli, perché manca chi educa gli educatori e il problema risiede nella scuola. L’Italia è un esempio negativo rispetto ali altri Paesi e bisogna mettere l’attività sportiva in primo piano, come le altre discipline».
Festival del Calcio Italiano – Rever