Il 5 luglio del 328 d.C. l’imperatore Costantino inaugura il ponte sul Danubio

Il 5 luglio del 328 d.C. l’imperatore Costantino il Grande inaugura uno dei più straordinari capolavori dell’ingegneria romana: il grande ponte sul Danubio che collega Oescus, nell’attuale Bulgaria, a Sucidava, nell’odierna Romania.

L’opera, progettata dal celebre architetto Teofilo Patricio, va oltre il semplice ponte militare provvisorio come quelli costruiti da Cesare sul Reno o da Traiano durante le guerre daciche. Si tratta una struttura monumentale in pietra e legno destinata a diventare uno dei ponti più lunghi mai realizzati nell’antichità. Secondo le fonti antiche supera i 2.4 chilometri di lunghezza, con oltre un chilometro sospeso sopra il corso del Danubio e il resto costituito da viadotti di accesso che attraversano le pianure alluvionali.L’imperatore vuole riportare stabilità lungo il confine danubiano, da sempre minacciato da Goti, Sarmati e altre popolazioni della grande pianura europea. Il nuovo ponte permette di trasferire rapidamente truppe, cavalli, artiglierie e rifornimenti sulla riva settentrionale del fiume, trasformando il Danubio da barriera naturale in una via di comunicazione controllata da Roma. Nei decenni successivi Costantino conduce diverse campagne oltre il fiume e ristabilisce un’influenza romana su territori che, dopo l’abbandono della Dacia da parte di Aureliano, sembravano ormai definitivamente perduti.La sua storia, però, è sorprendentemente breve. Pochi decenni dopo la morte di Costantino il ponte scompare dalle fonti e viene probabilmente distrutto o smantellato, forse per motivi militari o per la difficoltà di mantenerlo efficiente contro le piene del Danubio. Oggi ne sopravvivono soltanto alcuni resti delle fondazioni, ritrovate nel secolo scorso, che però sono sufficienti però a ricordare la grandiosità dell’opera. Vedi meno