Sole, pubblico e consensi da parte del centinaio di partecipanti

Va in archivio con il sorriso la quarta edizione de “Lo Spino – Leggende in Salita” con vetture di prestigio e rarità e le due “primedonne” ex Formula Uno Tre salite complessive – due sabato 11 luglio e una domenica 12, sempre al mattino – sui 12 chilometri e 700 metri della provinciale 208 coperti nella crono inaugurale del 1965

con tanto piacere e divertimento da parte del centinaio di partecipanti, provenienti da tutta Italia con anche due equipaggi tedeschi e uno olandese e dall’ambito locale, che hanno sfidato volentieri persino il gran caldo del fine settimana. Stesso discorso per il numeroso pubblico presente a Pieve Santo Stefano e lungo il percorso, attratto da passione e curiosità. La quarta edizione de “Lo Spino – Leggende in Salita” – il museo-concorso dinamico che ha visto sfilare in passerella le fiammanti vetture, da strada e sportive con anche un’Alfa Torpedino del 1940, un tempo protagoniste su tutte le specialità (velocità in montagna, rally e pista), ha fatto registrare un ulteriore step di crescita sotto ogni punto di vista, a cominciare da quello qualitativo, facendone oramai una realtà consolidata in questo tipo di eventi. “Un’edizione da incorniciare – ha detto un soddisfatto Lorenzo Tizzi Corazzini, presidente della Pro Spino Team e al via il sabato con il prototipo Re.Bo. 003 – e basta dare un’occhiata al parco macchine per capire l’alto livello raggiunto, dal momento che abbiamo potuto contare su esemplari in qualche caso molto rari se non addirittura unici. Versioni limitate che spesso è difficile ammirare anche in appuntamenti più blasonati del nostro. Per la prima volta in assoluto, a distanza di 61 anni dall’inizio della cronoscalata, ci siamo anche gustati due vetture ex Formula Uno sul tracciato dello Spino: un’emozione bellissima, vedere l’Osella FA1G del mondiale 1986 scattare sulla linea di partenza con Angelo Miniggio alla guida, ma anche la Maserati 250 F condotta da Massimiliano Bristot, che negli anni ’50 aveva vinto il titolo iridato con Juan Manuel Fangio. Il pubblico e il bel tempo hanno fatto il resto”. Soddisfatto anche il sindaco di Pieve Santo Stefano, Claudio Marcelli: “Lo Spino è per noi storia, fin dalla tenera età siamo stati abituati a udire il rombo dei motori, che ci fanno tornare ai tempi della giovinezza. E poi non dimentichiamo che manifestazioni di questo tipo contribuiscono alla valorizzazione di un territorio che comprende anche i vicini di Chiusi della Verna e mi appello fin da ora alle istituzioni per incontrarci e fare qualcosa al fine di riportare lo Spino agonistico ai vecchi allori”. Con una precisazione del presidente Tizzi Corazzini: “Vogliamo ripristinare la gara e mantenere il capitolo Leggende”. Alquanto suggestive anche la cerimonia di premiazione di auto e piloti nel pomeriggio del sabato alle Logge del Grano (dove è stato presentato il libro “Corso Marche 38 – il regno degli uomini ombra” sui meccanici Fiat, Lancia e Abarth, realizzato da Gianni Tomazzoni con Rino Buschiazzo e Roberto Vittone) e la cena all’aperto nell’attigua piazza Plinio Pellegrini, condita da una sorpresa: l’arrivo del pilota trentino Diego Degasperi, già protagonista allo Spino e reduce dal quarto posto assoluto nell’avventura americana di Pikes Peak, con il terzo nella categoria dei motori termici. Parole di elogio all’organizzazione sono arrivate anche da Attilio Fantini, grande partner della Pro Spino con la sua ricca collezione di modelli; da Nicol Rosini, vicepresidente del Club “Il Saracino” di Arezzo che ha dato il via alle singole auto sventolando la bandiera tricolore e che poi ha chiuso la rassegna con una bella parata di modelli; dal Camet e da Asi: componenti fondamentali per la riuscita della “due giorni”. I premi assegnati confermano quanto abbiamo sopra espresso e, relativamente ai piloti, i meritati riconoscimenti sono andati a Roberto Brenti di Bibbiena (40 volte in gara allo Spino con 23 vittorie di classe) e all’aretino Mauro Ceccarelli per essere stato il partecipante più anziano (84 anni) al volante di una Ams Sport 176; peraltro, Ceccarelli ha corso anche la prima edizione nel 1965, mentre l’altro collezionista casentinese Rosaldo Chianucci ha portato una Simca Cg datata 1969, che l’unico esemplare reperibile in Italia. Coinvolgente e professionale, infine, il contributo dello speaker Andrea Guidi, esperto del settore. Ed ecco i verdetti della giuria qualificata.

I trofei assegnati

Trofeo Adriano Gradi: Angelo Miniggio per l’Osella FA1G (anno 1986)

Trofeo Mario Forlani: Marco Gino Dall’Avo per la Peugeot 205 T16 (anno 1985)

Premio Pietro del Corto: Carlo Pozzi per la Fiat Ritmo Abarth 125 Tc (anno 1981)

Premio Marino Cesari: Tommaso Cesari per la Lancia Fulvia Sport Zagato 1600 (anno 1972)

Premio Emanuele Caporali: Paolo Saporetti per la Lancia Aurelia B20 (anno 1952)

Premio Comune di Pieve Santo Stefano: Paolo Mazzotto per la Lancia Fulvia Coupe 1.3 Rally (anno 1969)

Coppa Ugo Barone: Michael Hofer per la Lotus Mk 14 Elite (anno 1959)

Premio speciale miglior restauro: Marco Gino Dall’Avo per la Lancia Stratos

Premio speciale “La storia dello Spino”: Roberto Brenti su Renault 5 Gt Turbo (anno 1987)

Premio speciale: Mauro Ceccarelli su Ams Sport 176 (anno 1977)

Premio femminile: Monica Lucchet per la Fiat 128 (anno 1972)

Premio Camet: Guido Foni per la Fiat 124 Abarth Rally (anno 1975)

Premio Club “Il Saracino”: Fabio Frizzi per la Porsche 356S (anno 1963)

Premi del concorso

Vetture turismo e competizione: Franco Cornioli per la Fiat 124 Abarth Rally (anno 1973)

Vetture turismo stradali: Tommaso Cesari per la Lancia Fulvia Sport Zagato 1600 (anno 1972)

Vetture gran turismo competizione: Giuliani Bensi per la Lancia Aurelia B20 (anno 1954)

Vetture sport 1947-1963: Marco Terenzi per la Fiat Abarth 1000 Tc (anno 1965)

Vetture sport prototipi: Mauro Olivieri per la Dallara 1000 Sp (anno 1975)

Vetture sport 2000: Fabrizio Peroni per la Lucchini P3-97M (anno 1997)

Vetture monoposto (motore anteriore): Massimiliano Bristot per la Maserati 250 F (anno 1953)

Vetture monoposto (motore posteriore): Alberto Mattii per la De Sanctis Formula 850 (anno 1968)

Vetture anteguerra: Gianluca Sacchi per l’Alfa Romeo 6C 2500 Torpedino Corsa (anno 1940)

Pro-Spino Team