Piazza Navona, 4,50 metri di profondità stadio romano inaugurato nell’86 d.C.

Ogni giorno, migliaia di persone attraversano Piazza Navona senza sapere che, a circa 4,50 metri sotto i loro piedi, sopravvive uno stadio romano inaugurato nell’86 d.C .Non è una leggenda. È la struttura nascosta che dà alla piazza la sua forma così particolare. Si chiamava Stadio di Domiziano e fu costruito durante il regno dell’imperatore Domiziano per ospitare gare atletiche ispirate ai giochi greci.

Niente combattimenti tra gladiatori. Qui si correva, si gareggiava, si praticavano discipline atletiche. E gli atleti potevano persino ottenere ricompense capaci di cambiare la loro posizione sociale: in alcuni casi, cittadinanza romana, privilegi fiscali o esenzioni dal servizio militare. Lo stadio era enorme. Circa 275 metri di lunghezza, 106 di larghezza e una capacità stimata di 30.000 spettatori. Per avere un’idea: non era un piccolo impianto sportivo nascosto in un angolo di Roma. Era un edificio monumentale, costruito in laterizio e travertino, con gradinate capaci di accogliere una folla immensa. Poi Roma cambiò. Lo stadio perse la sua funzione e, nei secoli successivi, la città cominciò lentamente a costruire sopra ciò che restava dell’antico edificio. Le gradinate scomparvero sotto nuove abitazioni, strade e palazzi. Ma accadde qualcosa di straordinario: la memoria geometrica dello stadio non scomparve completamente. La forma di Piazza Navona conserva infatti il perimetro dell’antico edificio. Gli edifici che oggi la circondano seguono ancora la sagoma dello stadio romano. È uno di quei casi in cui la città moderna non ha cancellato completamente quella antica .L’ha semplicemente ricoperta. Ed è per questo che Piazza Navona sembra così diversa da una normale piazza rettangolare. La sua forma allungata, con l’estremità curva, non nasce dal gusto barocco. Nasce quasi duemila anni fa. Il nome stesso contiene una traccia di questa storia: “Navona” deriva dalla trasformazione medievale di “Agones”, il termine latino collegato ai giochi e alle competizioni che si svolgevano nello stadio. Sopra, oggi, ci sono la Fontana dei Quattro Fiumi, le facciate barocche, i tavolini dei caffè, i venditori, i turisti e le fotografie. Sotto, ci sono ancora le murature dello stadio. È questa la cosa più sorprendente di Roma: non sempre devi entrare in un museo per attraversare la storia. A volte basta camminare. E mentre pensi di stare attraversando una delle piazze più belle d’Italia, in realtà stai seguendo il tracciato di un edificio costruito sotto un imperatore romano quasi duemila anni fa.I resti archeologici sono conservati nell’area dello Stadio di Domiziano, a Via di Tor Sanguigna 3, circa 4,50 metri sotto il livello stradale. Al momento, però, l’area risulta chiusa per lavori di restauro.Forse è proprio questo il paradosso più romano di tutti.La città cambia continuamente. Ma sotto i suoi piedi, certe forme si rifiutano di scomparire. E Piazza Navona è una di quelle. Quello che vediamo non è soltanto il ricordo di Roma antica.È Roma antica che, in qualche modo, ha continuato a dettare la forma della città.La storia non è sempre sotto una teca.A volte è sotto i sampietrini. La piazza è moderna. La sua forma ha quasi duemila anni. E tu ci cammini sopra senza vederla. In breve:— Lo Stadio di Domiziano fu inaugurato nell’86 d.C. e poteva ospitare circa 30.000 spettatori.— La forma attuale di Piazza Navona conserva il perimetro dell’antico stadio.— I resti si trovano circa 4,50 metri sotto il livello stradale. Vedi meno