FOOTBALL & SPORT MARKETING FESTIVAL, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Stadio Comunale Città di Arezzo – Auditorium AIA Martedì 15 settembre 2026 Il Football & Sport Marketing Festival si conferma un evento di successo che riesce a far comunicare mondi apparentemente distanti, ma in realtà uniti dagli stessi obiettivi.

Il Festival del Calcio Italiano ha deciso di concedere spazio a una professione ormai entrata a fondo nel mondo sportivo. La prima giornata del Football & Sport Marketing Festival ci ha lasciato in dote ospiti di altissimo livello e una serie di messaggi che resteranno impressi nella mente del pubblico accorso all’Auditorium AIA Stadio Città di Arezzo. Ad aprire ufficialmente l’evento, il consueto intervento del Presidente del Festival del Calcio Italiano e dello Sport, Donato Alfani: «Ringrazio il presidente Sarri per la sua ospitalità. Il calcio non è solo quello giocato e anche la parte fiscale è importante. Ecco perché ringrazio i nostri referenti affinché ci possano spiegare le dinamiche di tale ambito». Prende la parola, dunque, Carla Vilucchi, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Arezzo: «Porto il saluto dei colleghi commercialisti della provincia di Arezzo. Noi siamo vicini alle famiglie e imprese. Quest’anno abbiamo istituito una fondazione di studio inerente proprio allo sviluppo della professione, che possa fungere da aiuto per le società sportive del territorio. Come mamma di due figli sportivi, posso testimoniare quanti sacrifici servano per adempiere a ciò, per questo voglio valorizzare i principi sani dello sport». Ad essa, fa seguito la testimonianza di Fabrizio Mascarucci: «Come commercialisti, in ambito territoriale, dedichiamo tanto tempo e lavoro a società dilettantistiche. 99 volte su 100 occorre occuparci delle problematiche di queste società, ingigantite a seguito della riforma del 2021. La rilevante valorizzazione che c’è stata, però, è stata aver messo in piedi una vera e propria associazione con requisiti idonei, affinché venissero promossi temi come quelli elencati dalla presidente. Sono calate le risorse poiché rispetto al passato e il marketing oggi è fondamentale». Infine, ha preso la parola anche Simone Falomi: «La nostra realtà lavora soprattutto con società dilettantistiche. Nel corso degli anni, le cose sono variate ed è diventato necessario rifarsi a precisi modelli. L’impatto sortito dalle strategie di marketing è parallelo allo sviluppo del sociale e occorre adeguarsi alle leggi del mercato. Il mondo dello sport, ora, ha bisogno delle nostre consulenze». Ci si sposta, quindi, in un ambito maggiormente legato alle modalità di comunicazione. Maurizio Di Ubaldo, in veste di direttore marketing e comunicazione della Sambenedettese, racconta la sua esperienza. «La comunicazione è parte del marketing e genera profitti. Noi dobbiamo promuovere determinati prodotti e, per fare ciò, ci si affida a figure come i social media manager. Per quanto riguarda la Sambenedettese, ci sono state diverse introduzioni che vanno in questo senso, affinché si accelerasse tale processo». Tra gli spunti più interessanti del talk dedicato a “Media e segmentazione del mercato”, vale la pena citare la testimonianza di Emanuele Giorgi, responsabile dell’Ufficio Stampa della Pianese, club toscano di Lega Pro. «A Piancastagnaio i giocatori entrano a far parte della comunità del borgo. Giocare in Serie C significa attirare l’interesse di altri club a livello nazionale. Anche noi, a livello di comunicazione, ci siamo dovuti adattare alla nuova categoria, senza però snaturarci. Dobbiamo essere consapevoli che non esiste una sola tipologia di tifoso e noi lavoriamo per trasmettere la cultura bianconera anche al di fuori di Piancastagnaio». Seguono le parole di Claudio Baccolini, responsabile marketing e comunicazione di Federkombat: «La nostra è una realtà molto giovane: una nuova frontiera. Fare comunicazione in una federazione come la nostra non è semplice: siamo arrivati in Europa alla fine degli anni Ottanta e siamo Federazione CONI solo da qualche anno. Come e cosa comunicare rientra tra le cose più difficili in assoluto nel nostro settore. La nostra federazione tenta di fare una narrazione all’interno delle palestre. Il nostro obiettivo è trovare un messaggio unico che attiri tutti. Trovare il giusto target di riferimento va fatto di volta in volta, sulla base della situazione del momento». L’ultimo talk della giornata, invece, si concentra sui concetti di atleta, sponsor e brand come unico prodotto e si tenta di andare più a fondo. Simone Fantozzi, responsabile marketing commerciale della Pianese, spiega così il suo ruolo: «È un’opportunità unica in cui metto ciò che ho acquisito al servizio del territorio. Il lavoro non è semplice: siamo una realtà piccola e conosciuta da poco cresciuta, vendiamo il nostro prodotto ad un pubblico prevalentemente territoriale, ma la nostra forza è offerta in primis dalla società, che crede tanto nel progetto. Abbiamo allestito un’hospitality, abbiamo cercato di rafforzare il nostro brand con la nascita di “Pianesina”, istituito un servizio hostess, Il modello Pianese si basa sul rapporto forte con il territorio, che va oltre la sponsorship». Gianluca De Rosa, responsabile comunicazione media e marketing del Mantova, porta la conversazione in una piazza più ampia: «Il risultato sportivo cambia sempre un po’ la percezione attorno a noi. La vittoria in Coppa Italia con la Lazio, ad esempio, ha aumentato la visibilità per la nostra società. Noi lavoriamo anche per colmare il gap con le altre società più blasonate della Serie B: il Palermo, da questo punto di vista, è un esempio lampante. Le strategie variano in base alla categoria e ai competitor. Varia il bacino di utenza, ne consegue che bisogna adeguarsi alle leggi del sistema». Importanti anche due voci che non sono dipendenti di società calcistiche e, perciò, portano la loro esperienza come liberi professionisti. Alessandro Bargnani, Direttore degli psicologi dello sport italiani e docente Figc, pone l’attenzione sulla salute mentale: «Conta tantissimo. Prendersi cura di se stesso permette di prevenire monitorare il proprio benessere proprio. Quando termina l’attività agonistica, notiamo come varia lo stile di vita e lo stato psicologico generalmente è il primo a risentirne. Ecco siano sempre sul pezzo. Ecco perché oggi la nostra figura è così richiesta e ne siamo contenti». Daniele Ghilardi, Psicologo dello sport e allenatore UEFA B aggiunge che: «La figura del mental coach è stata sdogata, finalmente. Sono del parere che una figura come la nostra, dovrebbe far parte dell’organigramma di ogni azienda. Dietro l’atleta o il lavoratore, c’è sempre un essere umano, coi propri mezzi e le proprie fragilità. Non siamo macchine sempre sovraccariche». Per il secondo anno consecutivo, Arezzo è stata scelta come Capitale italiana del Calcio e dello Sport, riaffermando la propria vocazione ad ospitare eventi di rilievo nazionale, atti a promuovere i valori dello sport e di valorizzazione del territorio. Un ringraziamento speciale è rivolto alla famiglia Manzo e, in particolare, al presidente Guglielmo Manzo, il cui costante supporto ha contribuito in maniera determinante alla crescita del Festival e alla realizzazione di iniziative di alto profilo nel territorio toscano.

Festival del Calcio Italiano Adriano ANCONA – Leonardo FANTACCHIOTTI –