
SIENA – Futuro Nazionale Rinnovabili, Villa e Guerrini: “Troppa industria e poca transizione vera nei nostri territori”. Annunciata un’interrogazione parlamentare Sulle rinnovabili occorre intervenire a rischio I nostri territori Scade oggi, 22 settembre, il termine per presentare osservazioni al Ministero dell’Ambiente sul progetto eolico “H002 – Asciano”, dieci torri alte 200 metri nel cuore delle Crete Senesi
. Una scadenza arrivata dopo una riapertura improvvisa dei termini, oltre 900 pagine di nuova documentazione e la contrarietà, tra gli altri, del Club per l’Unesco di Siena. Un caso che per Futuro Nazionale segnala qualcosa di più ampio. La politica ha il dovere di difendere i propri territori, non di subirli – dichiarano il referente regionale Tommaso Villa e la referente provinciale per Siena Michela Guerrini –. E guardando ai progetti che si moltiplicano da Asciano alla Maremma, la domanda non è più se siamo favorevoli alle rinnovabili, ma se quella che ci viene proposta sia davvero transizione energetica o solo speculazione industriale travestita da ecologia».
Lo stesso schema ovunque
Da Sovicille a Casole d’Elsa, fino alla Maremma, i due esponenti di Futuro Nazionale rilevano lo
stesso schema: progetti calati dall’alto, di dimensioni industriali, presentati come contributo alla
transizione ma valutati sempre uno alla volta, mai nell’effetto complessivo sul territorio. Nella Piana di Rosia, nel Comune di Sovicille, un solo progetto agrivoltaico prevede circa 180.000
pannelli su 238 ettari; a Pievescola, nel Comune di Casole d’Elsa, è in corso la conferenza dei
servizi su un sistema di accumulo da 200 megawatt e 130 container su 60 ettari, respinto dal
Comune; in Maremma sono ormai nove i progetti eolici depositati, per quasi cento torri
complessive, dalle colline di Scansano e Magliano fino a Pitigliano, Manciano e Orbetello. «Non è un problema locale, è lo stesso film che si ripete in ogni angolo della provincia – osserva
Guerrini –. E ogni volta la stessa domanda resta senza risposta: chi valuta cosa succede quando
questi progetti si sommano tutti insieme sullo stesso territorio?».
Le iniziative di Futuro Nazionale
Su questo, Villa e Guerrini annunciano un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di
chiarire i criteri con cui vengono riaperti i procedimenti di VIA, i tempi lasciati ai territori per le
osservazioni e le modalità di valutazione dell’effetto cumulativo di più impianti. questa si affianca una proposta che Futuro Nazionale porterà in Consiglio regionale, per
rafforzare la valutazione della concentrazione territoriale degli impianti e introdurre una
pianificazione più stringente delle grandi infrastrutture energetiche. Un capitolo a parte riguarda i terreni agricoli abbandonati, che la proposta di legge regionale sulle
aree idonee (DGR n. 54/2026) mantiene comunque idonei all’agrivoltaico oltre i limiti previsti per la
SAU. «Un terreno abbandonato non è uno spazio libero per l’industria energetica: è una terra da
restituire all’agricoltura – afferma Guerrini –. Per questo chiediamo un Piano straordinario
regionale per il recupero colturale, con sostegno economico alle aziende che tornano a coltivare e
incentivi per l’insediamento dei giovani agricoltori».
«Le rinnovabili sono una risorsa, non la soluzione»
«Il punto vero non sono le rinnovabili in sé, ma il Green Deal europeo e l’idea che le sorreggono:
che l’unica strada per decarbonizzare sia coprire i territori di pale e pannelli, come se bastasse
questo a risolvere la questione energetica – dichiara Villa –. Le rinnovabili possono essere una risorsa preziosa, ma non sono la soluzione. E finché la politica europea e nazionale continuerà a
trattarle come tali, senza una vera pianificazione, saranno i paesaggi e le economie locali a
pagarne il prezzo». «Noi non ci stiamo a questa scorciatoia – conclude Guerrini –. Non si difende il clima
distruggendo le Crete Senesi, la Maremma o la Piana di Rosia. Una transizione energetica seria
richiede un mix di fonti, tecnologie e soluzioni, non l’illusione che gli impianti a terra bastino da
soli a sostituire tutto il resto».