
BADIA TEDALDA Con il convegno “Tra rocce e imbuti di seta” e l’inaugurazione delle installazioni artistiche nelle due frazioni di Badia Tedalda si sono conclusi gli interventi nell’ambito del Bando Borghi PNRR. L’ultima tappa arriva a pochi giorni dall’apertura del MOON e completa un percorso dedicato alla rigenerazione dei luoghi, alla memoria e al patrimonio delle comunità
– Con una giornata dedicata alla storia, all’archeologia, all’arte e al paesaggio di Rofelle e Montebotolino si è concluso il percorso di “Repubblica delle Foreste, custodi dell’Alpe della Luna”, il progetto sviluppato dai Comuni di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano nell’ambito del Bando Borghi del PNRR. Sabato 10 ottobre, il convegno “Tra rocce e imbuti di seta. Rofelle e Montebotolino ritrovati” ha accompagnato l’inaugurazione degli ultimi interventi realizzati nel territorio comunale di Badia Tedalda, completando idealmente un percorso che solo pochi giorni prima aveva visto l’apertura del MOON, il nuovo centro culturale ricavato dall’ex mattatoio. La giornata si è aperta nella chiesa di Rofelle con un approfondimento dedicato alle diverse chiavi di lettura dei due borghi, tra archeologia, patrimonio artistico, antropologia, memoria e paesaggio. Dopo gli interventi introduttivi di Mara Valentini, del sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci, del presidente della locale Pro Loco Fulvio Piegai e di Lorenzo Valenti, presidente della Società di studi storici per il Montefeltro, il confronto è entrato nel vivo ripercorrendo la lunga storia del territorio. Dalla valle del Marecchia come antica via di comunicazione, tema affrontato da Elena Rodriguez, si è passati alle testimonianze archeologiche di Rofelle con Giovanni Roncaglia e alle nuove possibilità offerte dal censimento digitale e dall’intelligenza artificiale per lo studio del patrimonio locale, illustrate da Francesca Tallarini. Elena Zanchi e Francesco Maria Ratto Vaquer hanno approfondito la figura di don Amedeo Potito e il valore del suo archivio. Il patrimonio artistico del territorio è stato al centro degli interventi di Alessandro Marchi e Stefania Bernardini, prima che Marco Renzi chiudesse il percorso con uno sguardo antropologico su Rofelle e Montebotolino. Dopo il corteo storico e il momento conviviale a L’Erbhosteria, nel pomeriggio il racconto si è spostato direttamente nei luoghi interessati dagli interventi, prima a Rofelle e poi a Montebotolino, dove sono state inaugurate le installazioni artistiche di Claudio Ballestracci. La prima tappa è alla ex scuola di Rofelle, dove il “Giardino narrante. Tra non più e non ancora” accoglie il visitatore attraverso i tronchi narranti: sculture interattive che, aprendo piccoli sportelli, permettono di ascoltare le voci degli abitanti e le storie tramandate nel tempo. Il racconto attinge anche a quello sguardo ironico e popolare sui rapporti tra paesi vicini restituito dal libro “Il Paese sul Paradiso” di Marta Bonaccini. Nello stesso luogo è possibile visitare “Le stanze dei cippi”, uno spazio ora rigenerato e illuminato che permette di scoprire due cippi romani custoditi nella ex scuola. Da Rofelle il percorso sale verso Montebotolino, l’antico Castrum Montis Bottolini, dove memoria e paesaggio diventano parte della stessa esperienza. Con “Il paese istoriato dal vento. Tra memoria e paesaggio” una mappa accompagna il visitatore attraverso sette punti del borgo: qui i QR Code consentono di ascoltare racconti e testimonianze; il testo poetico scritto e interpretato da Samuele Boncompagni accompagna a scoprire il borgo e immergersi nella sua atmosfera magica, mentre lo sguardo attraversa il paesaggio circostante. È un modo per scoprire Montebotolino seguendo le voci di chi questo territorio lo ha abitato e continua ad abitarlo, con il vento – presenza costante tra le pietre del paese – a fare da filo conduttore. Ne nasce un itinerario pensato come un invito a fermarsi, ascoltare e leggere i luoghi attraverso le storie che custodiscono, facendo della memoria delle comunità uno strumento per continuare a vivere e interpretare il territorio. Il lavoro sviluppato tra Rofelle e Montebotolino non si esaurisce nelle installazioni. Le voci raccolte nel corso del progetto vivono infatti anche nello spettacolo teatrale “Non voglio mica la luna”, prodotto da CasermArcheologica e scritto e interpretato da Samuele Boncompagni e Chiara Renzi. Lo spettacolo restituisce quanto emerso dall’esperienza di “Repubblica delle Foreste” e racconta come anche i luoghi più piccoli possano guardare al futuro, soprattutto attraverso l’impegno delle comunità che li abitano. Proprio questa modalità di lavoro rappresenta uno degli elementi che hanno caratterizzato l’attività di CasermArcheologica, associazione che ha affiancato le amministrazioni nella progettazione e nel coordinamento delle attività legate al Bando Borghi. Anche negli interventi di Rofelle e Montebotolino il percorso è stato costruito mettendo in relazione progettazione pubblica, ricerca, espressione artistica e patrimonio delle comunità locali, applicando anche nell’ambito delle opere pubbliche un metodo fondato sull’ascolto dei luoghi e delle persone. Un ruolo decisivo nell’attuazione degli interventi è stato inoltre svolto da Fondazione CR Firenze, che ha sostenuto il progetto con proprie risorse e ne ha accompagnato la realizzazione, contribuendo a rendere possibile il completamento delle diverse azioni previste nei diversi territori. Giunge dunque a termine la fase realizzativa di un progetto che negli ultimi anni ha interessato numerosi ambiti della vita di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano: dalla rigenerazione degli spazi alla valorizzazione del patrimonio, dal turismo lento allo sport, dai servizi alle opportunità per giovani e imprese. Un insieme di interventi diversi, ma accomunati dall’obiettivo di lasciare sul territorio strumenti, luoghi e occasioni capaci di continuare a produrre valore anche dopo la conclusione del programma.
Le dichiarazioni
Il sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci ha tracciato un bilancio positivo del percorso, sottolineando anche le difficoltà affrontate: «È stato un progetto impegnativo, con momenti di criticità e la necessità di rimodulare alcuni interventi, ma siamo riusciti a portare tutto a termine nei tempi. Il risultato è un territorio che oggi ha strumenti e opportunità che prima non aveva: percorsi, servizi, spazi per i giovani, archivi valorizzati e nuove possibilità di fruizione. Gli interventi di Rofelle e Montebotolino chiudono bene questo percorso, perché mettono in relazione arte, tecnologia, memoria e paesaggio e restituiscono valore a luoghi straordinari».
L’artista Claudio Ballestracci ha spiegato il senso delle installazioni realizzate tra le due frazioni: «A Rofelle i tronchi narranti nascono appositamente per il giardino dell’ex scuola e raccolgono storie dal tono ironico e popolare, legate a Montebotolino. Ho pensato quel luogo come un preludio alla visita del borgo: lì il registro cambia e diventa più poetico e storico, attraverso i testi originali di Samuele Boncompagni. I due interventi sono quindi legati tra loro e accompagnano il visitatore da una dimensione più giocosa a una lettura più profonda del paesaggio e della memoria».
Per Laura Caruso di CasermArcheologica, il progetto rappresenta l’esito di un lavoro di rete, frutto di una collaborazione costante con i territori: «Abbiamo progettato fin dall’inizio interventi che avessero dei “custodi”, persone che vivono questi luoghi e scelgono di investirvi energie e competenze. “Repubblica delle Foreste” è stato un grande piano di sviluppo locale a base culturale, realizzato grazie agli uffici comunali, ai professionisti, alle associazioni e al sostegno della Fondazione CR Firenze. È un metodo che parte dalle persone e dai loro desideri, raccoglie l’eredità del passato e prova a trasformarla in un’immaginazione condivisa capace di guardare al futuro».