Presentato a Roma il nuovo libro della psicoterapeuta Elisa Caponetti

Presentato a Roma il nuovo libro della psicoterapeuta Elisa Caponettù:  sono stati trattati   argomenti come  abusi digitali, economici e psicologici.

E’ stato presentato alla Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo il nuovo libro di Elisa Caponetti, psicoterapeuta e psicologa giuridica, «Nodi oscuri. Volti e storie di una violenza ancora troppo invisibile». ed. Armando ed. Nadia Rinaldi ha letto   alcuni brani del volume,   che hanno portato al centro dell’incontro le storie e le diverse forme della violenza raccontate dall’autrice, che mettono a fuoco che  non sempre la violenza lascia un segno sulla pelle., ma può  essere presente  attraverso una parola, il controllo del denaro, una password, una fotografia manipolata.La violenza che non fa rumore   può essere più difficile da riconoscere. Dal gaslighting alla violenza economica, fino alle nuove forme di abuso digitale come cyberstalking, deepfake e sextortion, il libro intreccia analisi clinica, profili giuridici e storie di vita.  Particolarmente interessanti gli  interventi del magistrato Valerio de Gioia e dell’avvocato Maria Letizia Sassi, moderati da Mauro Valentini, hanno contribuito a mettere a fuoco un fenomeno complesso, spesso difficile da riconoscere e da raccontare. «La violenza è una chimera dalle mille facce, spesso celata dietro maschere sociali e silenzi complici, riconoscerla in ogni sua manifestazione, anche la più scomoda o invisibile, è il primo e indispensabile passo per disinnescare la sua forza distruttiva», queste alcune parole dell’autrice,  in quanto  la violenza non è sempre visibile a volte bisogna imparare a riconoscerla proprio quando non lascia lividi. Violenza sulle donne e non solo il libro tratta  anche un tema meno raccontato: la violenza femminile sugli uomini, allargando lo sguardo oltre gli stereotipi e mettendo al centro il meccanismo della sopraffazione. In sala, tra gli ospiti, Roberta Beta, Charlie Gnocchi, Paola Fiorucci, Franco Pagliaccia e Felice D’Endice.