
San Marcello Piteglio (PT) – Possiamo dirlo con certezza: Il Progetto Pilota annunciato più volte dall’Assessora regionale alla Sanità Monia Monni di fatto non esiste.
Nei primi giorni di maggio, l’Assessora aveva dichiarato che la Regione stava lavorando ad un progetto speciale per la Montagna Pistoiese, in accordo con i Sindaci e con la collaborazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e della ASL Toscana Centro, e che il progetto sarebbe stato presentato nel giro di qualche settimana. Dopo alcuni mesi di silenzio, il 5 settembre, alla festa dell’Unità di Santomato, l’Assessora ha dichiarato che il progetto era in attesa di ulteriori modifiche da parte dei Sindaci. Le nostre Associazioni, si sono immediatamente mobilitate chiedendo perché la Consulta Socio Sanitaria non fosse stata coinvolta in questo percorso e perché il progetto non fosse stato condiviso al suo interno. Il 2 di ottobre è stata convocata la Consulta e, il lunedì successivo, i Sindaci hanno condiviso alcuni documenti con tutti gli aderenti. I documenti che ci sono stati consegnati sono delle semplici slide, in due versioni, e un documento testuale che riporta osservazioni, richieste e integrazioni fatte dagli amministratori. Un progetto redatto da un Ente Pubblico, però, è un’altra cosa: ha obiettivi specifici, risorse umane definite, un piano dei costi e un cronoprogramma. Nel testo regionale non c’è nulla di tutto questo! Quello presentato è semplicemente un insieme di linee guida, o per meglio dire una lista di buoni propositi, senza tempistiche, costi e investimenti. I Sindaci lo hanno giudicato inaccettabile e hanno proposto una serie di integrazioni pertinenti, ribadendo prima di tutto, ma non solo, la necessità del riconoscimento di Area Disagiata. Avremmo preferito che questa comunicazione arrivasse direttamente dalla Consulta Socio Sanitaria: crediamo infatti che dopo 13 anni di lotte, di progetti pilota, di Consulte, raccolta firme, manifestazioni, documenti e accessi agli atti, la Regione non possa continuare a sottrarsi e debba fornire risposte chiare e motivate a richieste ben precise. Questo non è accaduto e abbiamo quindi deciso di informare noi la cittadinanza. Continuiamo a dire che per la Montagna Pistoiese non è necessario fare progetti pilota. Il DM 70/2015, sulla base di fattori orografici, meteorologici e infrastrutturali, permette di classificare un presidio come Ospedale di area disagiata. Questa classificazione garantisce una dotazione di base, così che il presidio possa tornare ad essere un punto di riferimento per l’emergenza ma anche per le attività programmate oltre che essere perno della sanità territoriale che, però, senza medici non si riesce a fare. Basta prenderci in giro, sono passati più di 5 mesi da quando abbiamo sentito parlare del progetto speciale o progetto pilota e siamo ancora fermi a delle linee guida e niente più. La Montagna Pistoiese e i suoi cittadini meritano un trattamento diverso, anzi meritano lo stesso trattamento riservato alle altre zone della Toscana con caratteristiche simili. La stessa situazione non può essere trattata in modo diverso! Questa ingiustizia e questa disparità di trattamento non può più essere tollerata.
Dal Pacini non si scende!
Emiliano Bracali – presidente “Ass. Zeno
Flavio Ceccarelli – componente “CREST”
Alessandro Di Rocco – vicepresidente “Ass. Zeno Colò”
Simone Ferrari – portavoce “Ass.Zeno Colò” e componente “CREST”
Carlotta Guerrini – portavoce “Una Montagna di bambini”