CACCIA SUI FONDI PRIVATI, AVS SCRIVE ALLA GIUNTA

VIA IL LIMITE DEI 200 ETTARI E DOMANDE APERTE OGNI ANNO” Il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale ha scritto alla Giunta toscana per chiedere una modifica delle disposizioni che regolano la possibilità, per proprietari e conduttori di fondi rustici, di sottrarre i propri terreni alla caccia programmata così come anche recentemente richiesto da molte associazioni ambientaliste e animaliste.

“Riteniamo eccessivamente rigido e sproporzionato il requisito dei 200 ettari accorpati previsto dall’articolo 44 del DPGR 36/R/2022. Un limite di questo tipo, considerata anche la frammentazione della proprietà fondiaria in Toscana, impedisce di fatto alla grande maggioranza dei cittadini di presentare una richiesta per vietare la caccia sui terreni di cui dispone”, dichiara il gruppo regionale di AVS composto da Diletta Fallani, Lorenzo Falchi e Massimiliano Ghimenti. La normativa riconosce ai proprietari e ai conduttori la facoltà di presentare una richiesta motivata, che deve poi essere valutata dalla Regione verificandone la compatibilità con la pianificazione faunistico-venatoria. Secondo AVS, tuttavia, questa possibilità deve essere concretamente esercitabile e non può essere esclusa preventivamente attraverso requisiti dimensionali irraggiungibili per la quasi totalità dei proprietari. “Chiediamo che tutte le istanze possano essere presentate e valutate sulla base delle caratteristiche effettive del fondo e delle motivazioni indicate. Tra queste devono poter trovare adeguato riconoscimento anche le ragioni etiche di chi è contrario alla caccia, insieme alle esigenze ambientali, di tutela della fauna e della biodiversità, di sicurezza e di salvaguardia delle attività svolte sul terreno”. AVS ha quindi chiesto alla Giunta regionale di modificare direttamente l’articolo 44 del regolamento regionale, eliminando il limite minimo dei 200 ettari accorpati e sostituendolo con criteri ragionevoli e proporzionati. Il gruppo ha inoltre chiesto di superare l’attuale sistema temporale, che dopo la prima finestra successiva all’approvazione del Piano faunistico-venatorio regionale consente di presentare le domande soltanto ogni cinque anni. “Una possibilità esercitabile una volta ogni cinque anni non tiene conto dei cambiamenti nella proprietà o nella conduzione dei fondi, delle trasformazioni delle attività che vi vengono svolte e delle scelte etiche e ambientali maturate nel tempo dai cittadini. Per questo chiediamo che venga aperta ogni anno una finestra per la presentazione delle domande”. Per rendere stabile questa possibilità, AVS chiede alla Giunta di dare avvio all’iter per modificare l’articolo 25 della legge regionale 3/1994, previa verifica della compatibilità con la normativa nazionale, e di procedere al conseguente adeguamento del Piano faunistico-venatorio regionale. “Dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni dovranno inoltre essere riaperti i termini, permettendo anche a chi oggi è escluso dal requisito dei 200 ettari di presentare la propria richiesta. Essere contrari alla caccia per motivi etici è una posizione che le istituzioni devono rispettare, garantendo ai cittadini strumenti realmente accessibili per farla valere sui terreni di cui sono proprietari o conduttori”. La modifica delle regole sui fondi privati rappresenta quindi uno degli interventi necessari per rafforzare la tutela della fauna, della biodiversità e della volontà dei cittadini.