
ÖTZI, L’UOMO DEI GHIACCI VISSUTO 5.300 ANNI FA, HA 19 LONTANI PARENTI GENETICI IN AUSTRIA. A RIVELARLO È STATA UN’INDAGINE SUL DNA. Nel settembre del 1991, due escursionisti tedeschi scoprirono tra i ghiacci delle Alpi Venoste, a oltre 3.200 metri di altitudine, il corpo straordinariamente conservato di un uomo vissuto durante l’Età del Rame
Quell’uomo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo con il nome di Ötzi.Morto circa 5.300 anni fa, probabilmente in seguito a un’aggressione, Ötzi rappresenta una delle più importanti scoperte archeologiche del Novecento. Il gelo aveva preservato non soltanto il suo corpo, ma anche parte degli indumenti e dell’equipaggiamento che portava con sé.Ma nel 2013 gli scienziati fecero una scoperta ancora più sorprendente: alcuni uomini che vivono oggi in Austria condividono con lui una rarissima linea genetica paterna.La ricerca venne condotta da un gruppo dell’Università Medica di Innsbruck, coordinato dal genetista Walther Parson.Gli studiosi stavano analizzando il DNA di 3.713 donatori di sangue del Tirolo austriaco, con l’obiettivo di ricostruire la storia delle popolazioni alpine.Durante gli esami individuarono 19 uomini che presentavano una particolare variante genetica del cromosoma Y, appartenente alla stessa antica linea paterna di Ötzi.La variante è associata all’aplogruppo G-L91, relativamente raro nelle popolazioni europee attuali.Il cromosoma Y viene trasmesso da padre a figlio e permette ai genetisti di seguire alcune linee di discendenza maschile attraverso migliaia di anni.La scoperta dimostrò che quei 19 uomini e Ötzi condividevano antenati paterni vissuti in un passato molto lontano.Questo, però, non significa necessariamente che siano discendenti diretti dell’uomo dei ghiacci.Potrebbero provenire da rami differenti di un’antichissima famiglia genetica, separatisi ben prima della nascita di Ötzi.Secondo le dichiarazioni rilasciate dai ricercatori, l’antenato comune potrebbe essere vissuto addirittura circa 10.000 anni fa.La ricerca ha permesso anche di approfondire la storia delle migrazioni umane attraverso le Alpi, mostrando come alcune linee genetiche antichissime siano sopravvissute nelle popolazioni delle vallate tirolesi.Un altro studio, pubblicato nel 2016, ha invece rivelato un destino molto diverso per la linea materna di Ötzi.Gli scienziati hanno analizzato il suo DNA mitocondriale, appartenente alla variante K1f, senza trovare corrispondenze nelle popolazioni moderne esaminate.Questo suggerisce che quel particolare ramo materno sia ormai scomparso o diventato estremamente raro.Le ricerche genetiche sono proseguite anche negli anni successivi.Nel 2023, un’analisi più approfondita del genoma di Ötzi ha rivelato una forte componente genetica riconducibile agli antichi agricoltori dell’Anatolia, oltre a caratteristiche ereditarie associate alla pelle scura e alla predisposizione alla calvizie.Questi risultati hanno contribuito a modificare alcune precedenti ricostruzioni del suo aspetto.La vicenda di Ötzi dimostra quanto possa essere profonda la memoria conservata nel DNA umano. Dopo oltre cinque millenni, la sua antica linea paterna continua a essere riconoscibile nel patrimonio genetico di persone che vivono ancora oggi tra le montagne alpine