Montevarchi, il Liceo Artistico in campo con il progetto CARE

Studentesse e studenti realizzano 32 dipinti ed un progetto fotografico per l’Ospedale Santa Maria alla Gruccia e per le Case di Comunità del Valdarno

Si chiama Progetto C.A.R.E.(Cura e Arte per Risvegliare le Emozioni) e porta l’arte nei luoghi di cura con l’obiettivo di rendere le strutture sanitarie più accoglienti e capaci di trasmettere positività e ottimismo. L’iniziativa congiunta tra la Asl Toscana Sud Est, il Liceo Artistico – Istituto di Istruzione Superiore Benedetto Varchidi Montevarchi e il CALCIT Valdarno mira a migliorare il benessere all’interno degli spazi di cura. Due classi seconde del Liceo Varchi, nell’ambito delle attività didattiche del laboratorio artistico, hanno realizzato 32 tele ricche di colori, significati ed emozioni, mentre una classe terza dell’indirizzo multimediale, attraverso un percorso FSL (Formazione Scuola-Lavoro), ha sviluppato un progetto fotografico ispirato a celebri opere d’arte, reinterpretandole con uno sguardo giovane, originale e contemporaneo. Questa collaborazione tra scuola e sanità ha dato vita a un percorso artistico all’interno dei luoghi di cura. L’obiettivo è duplice: portare buon umore a chi vive quotidianamente gli spazi ospedalieri e, al tempo stesso, offrire a ragazze e ragazzi un canale per esprimere le proprie emozioni, scoprendo il valore della solidarietà e del dono. «L’inaugurazione rappresenta non soltanto la presentazione di un percorso artistico ma, soprattutto, un momento di condivisione e riconoscimento dell’impegno di questi ragazzi – commenta la dottoressa Patrizia Bobini, direttrice del Presidio Ospedaliero – A loro va un ringraziamento speciale, così come ai docenti che li hanno accompagnati e a tutte le realtà che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Con questa iniziativa, l’Ospedale Santa Maria alla Gruccia si arricchisce non solo di opere artistiche, ma di un messaggio di vicinanza, sensibilità e speranza». «L’idea alla base del progetto è semplice, ma profondamente significativa e cioè portare l’arte all’interno dell’Ospedale e delle Case della Comunità del Valdarno, trasformando gli spazi sanitari in ambienti accoglienti, attraverso la creatività e la sensibilità delle nuove generazioni – spiega Laura Gambassi, dirigente Infermieristica Ospedale e Territorio del Valdarno – Il valore di questa iniziativa risiede nell’incontro tra generazioni e realtà diverse: da una parte i giovani, con la loro creatività e il desiderio di esprimersi, dall’altra il mondo della sanità, impegnato nella cura delle malattie, ma anche nell’attenzione alla persona». «Il Progetto C.A.R.E. unisce il mondo della scuola a quello della sanità, con un obiettivo comune: rendere gli ambienti di cura, anche territoriali, luoghi sempre più accoglienti, umani e capaci di trasmettere emozioni positive – dichiara Elena Rebora, direttrice della Zona Distretto Valdarno – Un grande ringraziamento agli insegnanti, agli studenti e all’Associazione Calcit Valdarno, sempre sensibile e disponibile allo sviluppo di progettualità». «Il Calcit Valdarno è sempre disponibile a supportare iniziative capaci di migliorare gli ambienti di cura delle persone. Un dipinto, un’immagine, una fotografia possono offrire, anche solo per un istante, una sensazione positiva» è il commento del presidente del Calcit Valdarno, Marco Ermini. L’iniziativa si è articolata in due percorsi distinti, il primo con le due classi del biennio, coordinate dalla professoressa Silvia Frosinini, che hanno realizzato i dipinti in acrilico su tela, il secondo, seguito dalla professoressa Stella Papini, ha coinvolto una classe dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale che all’interno del laboratorio fotografico dell’Istituto ha realizzato una serie di scatti fotografici ispirati a opere d’arte. «Ringraziamo l’Azienda USL Toscana Sud Est e l’Associazione Calcit Valdarno per aver sostenuto e valorizzato la creatività degli studenti del Liceo Artistico – concludono le docenti Papini e Frosinini del Liceo Artistico IIS B. Varchi di Montevarchi – Un ringraziamento particolare va anche a tutti gli studenti coinvolti che hanno lavorato a questo progetto con impegno e partecipazione».