
LUCIGNANO – Ovazione al Teatro Rosini per l’attore, primo destinatario del premio “Mauro Di Francesco”, consegnato dalla moglie Antonella. Tra ricordi del Derby, cinema e avventure rossonere, UFF celebra un’amicizia mai interrotta. Stasera il gran finale del festival
«Sono contento, sono venuto per Maurino, eravamo molto amici». Nelle parole di Diego Abatantuono c’è il significato più profondo della serata che ieri, venerdì 30 ottobre, ha riempito di applausi, risate e commozione il Teatro Rosini di Lucignano, in occasione del secondo appuntamento di UFF… Underground Film Festival. Accolto da un’autentica ovazione, l’attore ha ricevuto il premio “Mauro Di Francesco”, dedicato all’amico e collega scomparso lo scorso anno. A partire da questa edizione, il riconoscimento sarà assegnato a un artista che abbia offerto un contributo significativo al mondo della comicità. A consegnarlo è stata Antonella Palma di Fratianni, moglie di Di Francesco: una riproduzione di un’opera pittorica di “Maurino”, capace di restituire anche un’altra dimensione della sua sensibilità artistica. Volto amatissimo della commedia italiana degli anni Ottanta, Di Francesco aveva scelto da tempo Lucignano come luogo di vita, insieme alla moglie, sposata nel 1997, coltivando la passione per l’arte, la pittura e la natura. Il legame con Abatantuono, compagno di cinema e di tante avventure, non si era mai interrotto. L’incontro è stato preceduto dalla proiezione fuori concorso de “I fichissimi”, il film del 1981 diretto da Carlo Vanzina che vedeva nel cast entrambi gli attori insieme a Jerry Calà. Rivederlo ha aperto la strada a un racconto lungo quarantacinque anni. «Sono molto emozionato nel salire su questo palco e mi sono molto, molto emozionato nel venire qui a Lucignano e nel fare le code che c’erano oggi in autostrada», ha esordito Abatantuono, sciogliendo subito l’emozione con la sua ironia. «Sono passati 45 anni da “I fichissimi”, pensavo meno. Ci siamo divertiti tanto a fare quel film con Maurino e con Jerry Calà, poi abbiamo fatto “Attila” e altri. La prossima volta proietteremo “Attila”, dai», ha promesso Diego. E ancora: «Abbiamo iniziato nel 1977, ho fatto più di cento film, ogni anno ci sarebbe una ricorrenza da celebrare». Non era, per lui, il primo incontro con il borgo: «Conoscevo Lucignano, il mio amico Umberto Smaila aveva preso una casa qui vicino a Rapolano Terme ed ero già passato da qui». Dopo i saluti e gli omaggi dell’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Juri Sicuranza, dall’assessore alla cultura e al turismo Stefano Cresti, e della consigliera regionale Roberta Casini, Abatantuono si è lasciato accompagnare dalle domande della conduttrice Sara Nocciolini. Il racconto, inizialmente trattenuto dall’emozione, ha preso progressivamente ritmo, intrecciando ricordi personali e pagine della storia dello spettacolo italiano. Al centro, gli anni del Derby di Milano, il laboratorio di comicità nel quale prese forma il suo celebre ‘terrunciello’: un mondo di incontri, prove e amicizie, attraversato da protagonisti come Cochi e Renato, Teo Teocoli, Paolo Villaggio, Walter Chiari, Dario Fo, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber. Anni di lavoro e libertà, nei quali, ha ricordato, le ore dedicate alle prove erano «sempre meno rispetto alle ore di divertimento in giro per Milano». Il ricordo di Maurino è tornato più volte, anche attraverso la passione condivisa per il calcio e per il Milan. Tra gli aneddoti, un’avventurosa trasferta a Barcellona per la finale di Coppa dei Campioni del 1989 contro la Steaua Bucarest: uno di quei viaggi nei quali il risultato sportivo si mescola per sempre alla memoria degli amici con cui lo si è vissuto. Poi, un piccolo gesto ha racchiuso il senso dell’intera serata. Dalla tasca di Abatantuono è caduto un fazzoletto. «Lo avevo preparato perché sapevo che mi sarei commosso», ha detto, tra gli applausi del pubblico. «Lucignano ha vissuto una serata che resterà nella memoria della nostra comunità – ha detto il Sindaco Juri Sicuranza – Ringrazio Diego Abatantuono per aver accolto questo invito con affetto e generosità e Antonella Palma Di Fratianni per aver condiviso con tutti noi un ricordo così prezioso. Maurino aveva scelto questo paese come casa: ricordarlo attraverso la sua arte e le parole di un amico significa custodire un legame che continua a vivere. Un ringraziamento particolare anche ai direttori artistici del Festival, Jacopo Bucciantini, e Simone Grazzi». Stefano Cresti, assessore a cultura e turismo del Comune: «Al Rosini abbiamo vissuto tutta la forza del cinema come occasione di incontro: le risate, i ricordi, la commozione e il dialogo diretto tra un grande artista e il pubblico. È questo lo spirito di UFF, che porta a Lucignano il cinema indipendente e sperimentale, giovani autori e autrici e occasioni speciali come questa. Il premio dedicato a Mauro Di Francesco aggiunge al festival un legame profondo con la nostra comunità». Ad accompagnare Abatantuono c’era un gruppo di amici, tra i quali il comico e cabarettista Gianluca Impastato, salito a sua volta sul palco per un saluto al pubblico. E la serata è proseguita anche fuori dal teatro, dove l’attore si è fermato con le decine di persone che lo attendevano, concedendosi a fotografie, selfie e abbracci. UFF si prepara ora al gran finale di questo sabato 31 ottobre, sempre al Teatro Rosini, in via Rosini 27. Alle 17 spazio a “Comedy Time”, con i cortometraggi della sezione Commedia. Alle 21 si terrà la premiazione dei film vincitori, alla presenza degli autori e delle autrici in concorso. Alle 22, infine, la proiezione a sorpresa del lungometraggio vincitore del festival.
Comune di Lucignano