
Le Rane, il grande salto del teatro in provincia: artisti, comunità e storie da oggi in scena tra Montefollonico e Trequanda Al via oggi la prima edizione del festival di teatro e arti performative promosso da Impluvium. Fino al 27 giugno 18 appuntamenti gratuiti tra spettacoli, talk, teatro-danza, poesia, musica e incontri per raccontare una nuova generazione che sceglie di investire nel teatro e nella provincia
Si alza oggi il sipario su Le Rane, il festival di teatro e arti performative ideato dall’associazione Impluvium che fino al 27 giugno animerà Montefollonico e Trequanda con ben 18 appuntamenti gratuiti tra spettacoli, incontri, talk, teatro-danza, poesia performativa e musica dal vivo.
Un festival nato da un gruppo di giovani che ha scelto di investire nel proprio territorio e nel teatro, costruendo un progetto culturale capace di mettere in dialogo artisti affermati, compagnie emergenti, percorsi laboratoriali e comunità locali. Non a caso il nome della manifestazione prende ispirazione dall’omonima canzone dei Baustelle: un riferimento che richiama l’idea del “grande salto”, ma anche il rapporto con quei luoghi che troppo spesso vengono raccontati come periferici e che invece continuano a produrre cultura, relazioni e nuove forme di partecipazione.
Se il festival nasce in provincia, però, il suo sguardo va ben oltre i confini del territorio. Il programma mette infatti insieme artisti provenienti da percorsi nazionali e internazionali, giovani autori, compagnie indipendenti e realtà radicate nella Valdichiana, costruendo un dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dalla stessa necessità: utilizzare il teatro e le arti performative per leggere il presente.
Tra gli ospiti di questa prima edizione c’è Irene Mantova, attrice originaria di Chiusi e diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, che negli ultimi anni ha lavorato tra Biennale di Venezia, Romaeuropa Festival e Piccolo Teatro di Milano. A Le Rane presenta 612-ter/studio, lavoro che affronta il tema del revenge porn attraverso una scrittura che intreccia autobiografia, teatro documentario e stand-up comedy.
Arriva invece dal mondo della ricerca coreografica contemporanea Vanessa Mattei Scarpaccini, artista cortonese attiva tra Firenze e diversi contesti europei, impegnata in un percorso che l’ha portata a lavorare tra Italia, Austria e Germania. Il suo Not a lot, just forever mette in relazione danza, musica e improvvisazione, costruendo una riflessione sul gesto, sull’ascolto e sulla relazione tra performer e spettatore.
La contaminazione tra linguaggi è al centro anche del lavoro di Paolo Rosini, protagonista di Idìotes – Pratiche di resistenza viscerale, performance di teatro-danza che interroga il rapporto tra corpo, tecnologia ed efficienza in una società sempre più orientata alla prestazione. Un progetto che utilizza il movimento e la presenza scenica per riflettere su temi profondamente contemporanei.
Allo stesso modo TUWAT, spettacolo firmato dal regista Carmelo Alù e interpretato da Emanuele Linfatti, affronta il rapporto tra individuo e tecnologia attraverso una drammaturgia che mescola immaginario distopico e riflessione sociale, ponendo al centro il tema della memoria, dell’identità e della difficoltà di agire nel mondo contemporaneo.
Tra gli appuntamenti più attesi del festival figura inoltre Provincia Acida, il talk che vedrà dialogare Matteo Crea e Alessandro Gori, conosciuto dal grande pubblico come Lo Sgargabonzi. Due delle voci più originali e riconoscibili del racconto contemporaneo della provincia italiana si confronteranno in un incontro che promette di muoversi tra ironia, cultura, identità territoriale e contraddizioni del presente. Da anni entrambi osservano e raccontano i margini, le piccole città, le ossessioni e le fragilità dell’Italia contemporanea, trasformando la provincia da semplice sfondo geografico a vero e proprio spazio narrativo.
A completare il programma sono artisti e realtà che rappresentano altrettanti modi di intendere il teatro contemporaneo. Valentina Bischi, attrice, regista e ricercatrice, porterà la propria esperienza nel teatro sociale e interculturale attraverso un incontro dedicato alle pratiche della scena e della relazione; il Collettivo Verbena, giovane realtà senese, darà spazio alla poesia performativa e alla spoken word con un poetry slam che vedrà il pubblico diventare parte attiva dell’esperienza; Alessandro Waldergan proporrà una lettura teatrale che attraversa ironia e osservazione del quotidiano.
Accanto a loro ci sarà Hospites Teatro, compagnia nata dall’incontro tra giovani performer provenienti da percorsi e territori diversi, che con In Festa intreccia canto, ricerca teatrale e partecipazione del pubblico, trasformando la performance in uno spazio di incontro tra persone e culture. E ci sarà la Nuova Accademia degli Arrischianti, storica realtà teatrale della Valdichiana, che presenterà Savoiarditudine, testo e regia di Laura Fatini con Calogero Dimino, confermando il forte legame tra il festival e il tessuto culturale del territorio.
Ma Le Rane non guarda soltanto all’esterno. Una parte importante del programma è infatti dedicata alle esperienze nate nella comunità. Le restituzioni dei laboratori teatrali, i percorsi costruiti durante l’anno con bambini, ragazzi e adulti e la presenza di E se…, progetto realizzato dagli studenti degli istituti di Trequanda e Torrita di Siena nell’ambito del Welfare Culturale della Valdichiana Senese, raccontano la volontà di costruire un dialogo continuo tra professionisti, giovani artisti e cittadini.
Un festival però è anche ciò che il pubblico non vede. È il lavoro di chi prepara una scena prima che gli spettatori arrivino, di chi monta una luce, organizza uno spazio, accoglie gli artisti, distribuisce un programma o resta dietro una consolle fino a tarda notte. È il lavoro silenzioso di volontari, tecnici, associazioni, amministrazioni e sostenitori che rende possibile l’esistenza stessa del teatro.
“il nostro ringraziamento va ai volontari dell’associazione, ai Comuni di Trequanda e Torrita di Siena, agli artisti, ai tecnici, ai partner, alle attività coinvolte e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del festival. Fare teatro in provincia significa sempre lavorare insieme e costruire qualcosa che appartiene a una comunità intera. Questo festival è il risultato di quel lavoro collettivo e di quella speranza che vive in ognuno di noi, che ci fa alzare la mattina e investire nella cultura e nel teatro come motore di rivoluzione sociale” dichiara la Presidente Marta Parri.
Da oggi giovedì 25 a sabato 27 giugno Montefollonico e Trequanda ospiteranno così tre giorni di teatro, arti performative, incontri e musica, confermando come anche nei piccoli centri possano nascere progetti culturali capaci di mettere in relazione esperienze locali e percorsi artistici di respiro nazionale e internazionale.