La tomba di Pietro

Dieci metri sotto la Basilica di San Pietro c’è un cimitero romano di età imperiale intatto.Non è una metafora. È letteralmente lì — strade strette, mausolei affrescati con i colori ancora vividi, sarcofagi con i volti scolpiti dei defunti. Un quartiere dei morti pagani, multireligioso, caotico, profondamente umano.

Con i piccoli sarcofagi dei bambini morti troppo presto. Quando Costantino nel IV secolo decise di costruire la prima Basilica cristiana, la costruì sopra questo cimitero — interrandolo completamente. Per secoli nessuno sapeva cosa ci fosse sotto. Nel 1939 gli archeologi scendono. Non vanno a tentoni: hanno in mano un indizio vecchio di settecento anni. Nel II secolo, il presbitero Gaio aveva scritto:“Se vorrai andare al Vaticano, troverai il trofeo di colui che ha fondato questa Chiesa.”Scavano esattamente sotto l’altare centrale. E trovano una piccola edicola rossa — il “Trofeo di Gaio” — circondata da tombe pagane. Se lasciassi cadere un filo a piombo dall’altare attuale fino a dieci metri sottoterra, arriveresti esattamente lì.Sul muro vicino, la grecista Margherita Guarducci decifra graffiti di pellegrini antichissimi. E una scritta che ferma il respiro: Petros Eni. Pietro è qui.Nelle vicinanze, in una nicchia del muro, vengono trovate delle ossa. Analizzate decenni dopo: un uomo di circa sessant’anni, corporatura robusta, privo dei piedi.Sono le ossa di Pietro? Gli archeologi non sono tutti d’accordo. Paolo VI ha detto sì. Il dibattito scientifico è ancora aperto.Sotto la chiesa più famosa del mondo c’è un cimitero romano che aspettava di essere riscoperto da duemila anni.La Tomba di Pietro 👇