“Bardeggia 70. La nascita di un linguaggio”

CITERNA – Dal 13 settembre al 30 ottobre 2026 Palazzo Tani, in via della Borgata a Fighille di Citerna (PG), ospita “Bardeggia 70. La nascita di un linguaggio”, mostra di Guerrino Bardeggia che costituisce una delle iniziative collaterali del 43° Premio Nazionale di Pittura “Fighille Arte”.

L’evento espositivo, organizzato dal Piccolomuseo di Fighille e reso possibile grazie al contributo di Gruppo Alimentare Valtiberino, Erbamea, Banca di Anghiari e Stia e Synergie, è visitabile a ingresso gratuito nei fine settimana.

LA MOSTRA

Un Bardeggia inatteso e sorprendente a Palazzo Tani, una delle tre sedi del Piccolomuseo di Fighille, centro diffuso per l’arte contemporanea. In esposizione lavori giovanili, risalenti in gran parte agli anni Settanta, quasi inediti e sconosciuti ai più, nei quali è già possibile distinguere intuizioni, segni e atmosfere che troveranno piena espressione nelle grandi opere della maturità. Un percorso pensato per raccontare la nascita dell’originale stile dell’artista di Gabicce Mare. Attraverso opere raramente esposte, si potranno ripercorrere gli anni degli esordi, intuendo la costruzione di quel linguaggio che, dai primi anni Ottanta, diventerà la sua cifra espressiva più autentica e riconoscibile. Nelle sale di Palazzo Tani le opere entrano in dialogo con alcuni grandi cicli pittorici di Bardeggia, oggi custoditi in permanenza al Piccolomuseo, offrendo per la prima volta una lettura completa dell’evoluzione artistica del maestro marchigiano.

BREVE BIOGRAFIA Guerrino Bardeggia nasce a Gabicce Mare (PU) nel 1937. Pittore, disegnatore, ceramista e scultore, è ricordato come uno degli artisti più prolifici e influenti della seconda metà del Novecento in quel territorio che comprende le Marche settentrionali e la Romagna meridionale. Dopo la formazione alla Scuola del Libro di Urbino, Bardeggia intraprende una fortunata carriera che lo porta a esporre in spazi prestigiosi, in Italia e all’estero. Accanto a un’azione figurativa di matrice espressionista, proiettata all’interpretazione iconica e simbolica di tematiche poetiche e spirituali, nelle opere dell’artista gabiccese si evidenziano sia una forte tensione visionaria, culminante in paesaggi informali di pura interiorità, sia una profonda indagine sul dolore umano, che diventa un mezzo di elevazione e redenzione. Nascono così i cicli dedicati alle Sacre Scritture e alla Divina Commedia di Dante.

Dopo una lunga malattia, Guerrino Bardeggia si spegne nella sua Gabicce Mare nel 2004. Dieci anni dopo, nel 2014, Castel Sismondo di Rimini ospita una grande retrospettiva dal titolo “Poemi del fuoco e della luce”. Oggi le opere dell’artista marchigiano fanno parte di collezioni private e pubbliche, pinacoteche ed edifici religiosi di tutta Italia. Da ricordare il MIC di Faenza (RA), la Chiesa di San Giuseppe di Gradara (PU) e la Chiesa di San Benedetto a Cattolica (RN). La sua arte è documentata in significativi cataloghi e monografie. Un capitolo a parte merita il legame di Bardeggia con il Piccolomuseo di Fighille. Nel 2024 la famiglia del maestro dona al centro diffuso per l’arte contemporanea tre cicli dedicati al sacro: “Genesi”“Vita di Cristo” e “Apocalisse”. Nel 2025 il Piccolomuseo viene scelto per la conservazione temporanea dell’intero Archivio Bardeggia. Nel 2026 i “Misteri del Rosario”, realizzati dall’artista nel 1985, sono esposti nei cori della Chiesa di San Francesco e della Chiesa di San Michele Arcangelo di Citerna. L’operazione segna l’avvio di un più ampio progetto di valorizzazione dell’archivio attraverso eventi artistici e culturali periodici.