
PIEVE SANTO STEFANO – – Il pubblico incontra Sara Manisera per il Premio Tutino Giornalista, riconoscimento simbolico ai nuovi protagonisti del giornalismo che ogni giorno onorano con capacità e coraggio la professione che Saverio Tutino ha più amato.
Reporter per testate internazionali come Libération e Al Jazeera, con il suo lavoro Sara racconta le contraddizioni, le disuguaglianze, le ferite della storia più recente. Consegna il Premio Gloria Argéles al termine dell’incontro, ore 15, con Pier Vittorio Buffa. In programma inoltre l’inaugurazione delle esposizioni: ore 9:30 Il tesoro dell’Archivio a cura di Cristina Cangi, e dei diari migranti in disegnami, a cura di Cristina Carraro, Fabrizia Carraro, Giovanni Cocco, Lorenzo Marcolin, Marina Marin, Maddalena Nava, Ilaria Petrussa, Fausto Tormen. Alle 12, le esposizioni Elette ed eletti, documenti, immagini e testimonianze per una riflessione sul rapporto tra genere, cittadinanza e partecipazione politica; 120. Volti e storie intra Tevero et Arno, curata da Federico Emmi, omaggio al lavoro di donne, uomini e imprese operanti nelle zone limitrofe agli argini toscani dei due fiumi. Intervengono Andrea Merendelli, autore dei testi, il fotografo Giovanni Santi, Paolo De Simonis e Fabio Pecorari; Lenzuola già abitate, ispirata alla straordinaria opera di Clelia Marchi, a cura di Matilde Puleo, con opere di Mario Fabbri e degli aretini Ilaria Margutti e mUmUt.
Alle 10, Monica Barni, Massimo Bucciantini, Natalia Cangi, Roberto Ferrari, Ilaria Gaspari, Enzo Rammairone, Emanuela Rossi e Domenico Scarpa presentano i finalisti dell’edizione 2026 del Premio Barnaba, concorso letterario promosso dal Museo Galileo di Firenze per incentivare la raccolta delle esperienze vissute nelle sale dei musei; e del volume collettivo edito dal Museo Galileo, le 26 opere in concorso lo scorso anno. Nel pomeriggio, alle 16, presentazione dei finalisti della 11a edizione del concorso DiMMi-Diari Multimediali Migranti, coordinato da Nancy Azab, Massimiliano Bruni e Abdelnasser Falata, con Valentina Geraci e Alessandro Triulzi, e La lista delle tracce/Tracklist, performance conclusiva a cura di Andrea Merendelli con i giovani di Pieve e della Valtiberina. In chiusura, la scrittrice di origini etiopi Gabriella Ghermandi con Regina di fiori e di perle, performance su una pagina problematica della storia del nostro Paese, la colonizzazione italiana, che mette assieme memoria personale e memoria collettiva. Prosegue infine I muri parlano, progetto ideato da Diego Dalla Ragione: un percorso urbano della memoria che, attraverso le parole autentiche dei testimoni geolocalizzate in installazioni dotate di QR code, restituisce voce alla Pieve Santo Stefano distrutta nel 1944 e alla sua rinascita. In occasione del Premio Pieve 2026 il percorso è stato integrato con nuove installazioni, ampliando un museo diffuso che continua a crescere insieme alla memoria del paese.