
POPPI (AR) – Dal 17 ottobre al 10 dicembre 2026 le sale espositive del Castello dei Conti Guidi, in piazza della Repubblica 1, a Poppi (AR), ospitano “Confine”, mostra personale di pittura di Giuliano Caporali a cura di Marco Botti
Sabato 17 ottobre, alle ore 17, l’inaugurazione alla presenza del sindaco Federico Lorenzoni. L’evento, patrocinato dal Comune di Poppi, sarà visitabile negli orari di apertura del castello: fino al 1° novembre, tutti i giorni con orario 10-18. Dal 2 novembre al 10 dicembre, dal venerdì alla domenica, con orario 10-18.
LA MOSTRA L’ex Armeria e le ex Scuderie del Castello di Poppi, oggi suggestive sale espositive, accolgono la nuova mostra di Giuliano Caporali, artista originario di Santa Mama di Subbiano, che vive e lavora ad Arezzo. In esposizione opere, in gran parte inedite, figlie dell’attuale ricerca del pittore toscano che, dopo il diploma all’Istituto d’Arte di Arezzo, a partire dalla metà degli anni Settanta entra nei ruoli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali presso la Soprintendenza aretina. Con la qualifica di disegnatore, egli ha l’opportunità di studiare a lungo e da vicino i grandi maestri del passato. Da questo percorso istituzionale Caporali trae un bagaglio di competenze fondamentale per guardare anche oltre. Con la consapevolezza che il linguaggio figurativo circoscrive la sua intensa ricerca visiva, l’artista si lascia suggestionare dai muri corrosi dal tempo, dalle loro crepe e fenditure, soffermandosi sulle relazioni tra memoria e spazio, pittura e architettura, natura e artificio. Proprio questa assidua sperimentazione sui complessi rapporti tra materia, segno e colore lo avvicina ai margini dell’informale. La pittura di Giuliano Caporali, visceralmente legata all’inconscio, è una celebrazione del silenzio. I perimetri della tela si dilatano verso l’infinito. Una gestualità semplice e meditata, fatta spesso di campiture pure, stratificazioni e superfici lacerate, rivela impronte evanescenti, graffiti e tracce della stesura iniziale, elementi tangibili del vissuto dell’autore. Nella sua carriera ultracinquantennale, apprezzata in Italia e all’estero, il pittore ambisce costantemente alla pace della mente: anno dopo anno egli sceglie di azzerare l’io, affinché siano le opere a parlare, ma contemporaneamente si mette in ascolto del quadro, cercando una frequenza che gli permetta di dialogare con lo spettatore per condurlo oltre le apparenze. I suoi dipinti sono mondi che chiedono di essere scavati e contemplati: misteri pronti a rivelarsi, memorie riemerse dal tempo e fantasie custodite nei ricordi più intimi. Lo stile, sempre più essenziale, elimina il superfluo per andare al cuore delle cose. Attraverso un accurato ed equilibrato studio dei cromatismi, l’artista trasmette emozioni dirette che vibrano in sintonia con lo stato d’animo di chi osserva. L’arte di Caporali rifugge la perfezione e la rigidità delle correnti stilistiche. Nelle opere esposte nel Castello dei Conti Guidi di Poppi, un tempo maestosa fortificazione e oggi vivace contenitore culturale in grado di far dialogare la sua storia millenaria con l’arte contemporanea, il “confine” del titolo si configura come una soglia del visibile, un varco da oltrepassare per accedere a una dimensione ancora inesplorata.