
Il vulcano del Monte Busca è una peculiare formazione geologica situata nel comune di Tredozio, nella provincia di Forlì-Cesena, in Emilia-Romagna. Noto a livello mediatico e turistico come “il vulcano più piccolo d’Italia”, non si tratta in realtà di un vero edificio vulcanico, bensì di una fontana ardente, ovvero un’emanazione perenne di gas naturale che brucia a contatto con l’aria.
A differenza dei vulcani tradizionali, che sono originati dalla risalita di magma, ceneri o lapilli dal mantello o dalla crosta terrestre profonda, il fenomeno del Monte Busca è di natura esclusivamente gassosa. La fiammella è alimentata da giacimenti di idrocarburi (per circa il 38% metano) presenti nel sottosuolo dell’Appennino tosco-romagnolo.Il gas risale in superficie attraverso piccole faglie e fratture naturali del terreno roccioso. Una volta innescata (per cause naturali, come un fulmine, o artificiali), l’emanazione genera una lingua di fuoco continua che resiste alle intemperie, spegnendosi solo in rare occasioni di piogge estremamente torrenziali, per poi essere riaccesa con facilità.La presenza della fiamma è documentata da secoli. La prima attestazione storica scritta risale al 1550, quando il frate e storico bolognese Leandro Alberti descrisse il fenomeno nella sua opera rinascimentale “Descrittione di tutta Italia”, definendolo “un buco largo da cui esce una fiamma di fuoco”.Nel corso del Novecento il sito ha avuto diverse applicazioni pratiche:- Durante la seconda guerra mondiale, la fiamma perenne venne sfruttata dagli abitanti del luogo, dagli sfollati e dai gruppi partigiani dell’Appennino per cucinare cibi, far bollire l’acqua e riscaldarsi, risparmiando legna e altre risorse scarse.- Negli anni ’30 e ’40, la Società Idrocarburi Nazionali effettuò delle perforazioni nella zona per valutare un possibile sfruttamento commerciale del giacimento di metano. I lavori furono poi interrotti poiché la portata del gas fu giudicata antieconomica per un’estrazione su vasta scala.Oggi il “vulcano” è diventato una curiosità turistica. Si presenta visivamente come un modesto cumulo di sassi (disposti per proteggere la fuoriuscita del gas e contenere la fiamma) situato in mezzo a un campo aperto.Il sito sorge a 740 metri di altitudine s.l.m., a breve distanza dal Passo del Monte Busca, lungo la Strada Provinciale 22. Il luogo è liberamente accessibile e risulta particolarmente suggestivo durante le ore notturne o invernali, quando la fiamma perenne spicca in contrasto con il buio o con la neve circostante.