
L’azienda Celanese ha organizzato un incontro informativo per le sue lavoratrici e lavoratori nella sede di Forlì con le volontarie dell’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi. In diretta anche i colleghi di Milano.
Spesso l’endometriosi compromette la vita professionale delle donne, perché convivere con il dolore ricorrente e la stanchezza cronica può incidere sulla concentrazione, sul lavoro e sulle attività quotidiane. Per parlare di questa malattia, che coinvolge una donna su 10, e conoscerla meglio, il 14 ottobre 2026, l’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi ha dato vita ad un incontro promosso dall’azienda Celanese di Forlì, per le proprie lavoratrici e lavoratori. L’iniziativa è nata da un gruppo di dipendenti di Celanese che, su base volontaria, promuove in azienda attività di sensibilizzazione sulla salute, il benessere e la qualità della vita delle donne. Per il mese di ottobre è stata scelta l’endometriosi, con il coinvolgimento dell’A.P.E., associazione di volontarie che da oltre 20 anni sono impegnate nel creare consapevolezza sulla patologia, per offrire ai colleghi un momento di informazione e confronto. Nella sede dell’azienda a Forlì sono intervenute la dott.ssa Ilaria Giaquinto, ginecologa dell’UOC Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, che ha approfondito gli aspetti medici, e Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E., che ha portato il punto di vista delle persone che convivono con la malattia e l’esperienza dell’associazione. Sintomi, diagnosi e ricadute sulla quotidianità sono stati al centro dell’incontro, con ampio spazio alle domande di lavoratrici e lavoratori, tra cui quelli collegati a distanza dalla sede di Milano. «Siamo felici che le dipendenti di Celanese ci abbiano invitato e speriamo che altre aziende facciano lo stesso, perché parlare di endometriosi è la chiave per migliorare la vita delle persone che ne soffrono», ha sottolineato Annalisa Frassineti. L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica, estrogeno-dipendente, caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio in sedi esterne all’utero. Colpisce circa 3 milioni di donne in Italia e spesso i forti dolori che provoca vengono considerati “normali” e le diagnosi sono molto tardive (in media tra i 5 e gli 8 anni). Di qui l’importanza di informare anche nei luoghi di lavoro, per accorciare questa distanza. Ne è convinta anche Anna Facchini, Responsabile HR Celanese: «Ringrazio l’Associazione A.P.E. e le sue volontarie per l’importante attività di sensibilizzazione che portano avanti con passione, competenza e grande dedizione. Sono particolarmente lieta che questa iniziativa sia stata promossa dal nostro Employees Resource Group WIN (Women Impact Network), a testimonianza dell’impegno di Celanese nel promuovere il benessere delle persone e una cultura sempre più inclusiva, attenta e consapevole. Parlare di endometriosi anche nei contesti lavorativi è fondamentale per accrescere la conoscenza e la consapevolezza su una patologia che ancora oggi rimane troppo poco conosciuta e spesso sottovalutata. Mi auguro che il confronto su questi temi coinvolga sempre più anche gli uomini, affinché possano crescere comprensione, empatia e supporto verso le donne che convivono con questa condizione, che potrebbero essere nostre colleghe, amiche, familiari o persone a noi care». Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza!