
storico accordo fra due istituzioni simbolo della formazione, quasi due secoli di attività in due. La scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini” e la “Scuola Radio Elettra” hanno presentato oggi, presso la sala giunta del comune di Città di Castello, un accordo di collaborazione volto ad ampliare e qualificare l’offerta formativa del territorio attraverso l’attivazione di nuovi percorsi ad alta specializzazione
Città di Castello (Pg). Falegnami e meccanici “hi-tech” del terzo millennio fra tradizione e innovazione: storico accordo fra due istituzioni simbolo della formazione, quasi due secoli di attività in due. La Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini e la Scuola Radio Elettra hanno presentato oggi, presso la sala giunta del comune di Città di Castello, un accordo di collaborazione volto ad ampliare e qualificare l’offerta formativa del territorio attraverso l’attivazione di nuovi percorsi ad alta specializzazione. L’intesa mette a sistema le competenze e le esperienze dei due enti con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze del mercato del lavoro e delle imprese. La Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini oltre alla progettazione dei percorsi, metterà a disposizione i propri laboratori e le proprie strutture formative, mentre Scuola Radio Elettra collaborerà alla promozione, organizzazione ed erogazione dei corsi. I primi corsi che saranno attivati riguarderanno figure professionali particolarmente richieste dal sistema produttivo: addetto qualificato saldatore – saldatura elettrica, addetto qualificato saldatore – saldatura a fiamma, addetto qualificato alla lavorazione del legno, addetto qualificato alle macchine utensili tradizionali e CNC ed esperto in modellazione digitale, rendering e stampa 3D. I percorsi, inseriti nel Catalogo Unico Regionale dell’Offerta di Apprendimento (CURA), consentiranno ai partecipanti di acquisire o aggiornare competenze professionali certificate, favorendo sia l’ingresso nel mondo del lavoro sia la crescita professionale di lavoratori già occupati. Le attività formative saranno caratterizzate da una forte componente pratica e laboratoriale, elemento fondamentale per rispondere alle richieste delle aziende che ricercano personale qualificato e immediatamente operativo. In Italia (fonte Unioncamere) – è stato ribadito -si stima un fabbisogno di circa 22.000 – 25.000 professionisti specializzati nel settore del legno e dell’arredo per i prossimi 3 anni. E poi ancora un fabbisogno di circa 75.000 – 85.000 di figure tra fonditori, saldatori, lattonieri e montatori di carpenteria metallica nel prossimo triennio. Alla conferenza stampa hanno partecipato per la scuola di Arti e Mestieri, “G.O. Bufalini”, il presidente e direttore, Giovanni Granci e Marco Menichetti, per la Scuola Radio Elettra, il fondatore, Francesco Polidori, l’amministratore, Egidio Polidori, il direttore amministrativo, Carmine Pellegrino e il direttore didattico, Paolo Rampacci, il sindaco, Luca Secondi e l’assessore alle politiche educative e scolastiche, Letizia Guerri. “Questo accordo rappresenta un’importante opportunità di crescita per la nostra Scuola e per il territorio – ha dichiarato il presidente della Scuola G.O. Bufalini, Giovanni Granci. La collaborazione con una realtà storica e riconosciuta a livello nazionale come Scuola Radio Elettra ci consente di ampliare ulteriormente l’offerta formativa e di rafforzare il nostro impegno nella preparazione di figure professionali qualificate, in grado di rispondere alle esigenze delle imprese e alle trasformazioni dei processi produttivi. Investire nelle competenze significa investire nello sviluppo economico e sociale della comunità”. “L’intesa nasce dalla volontà di creare nuove opportunità di qualificazione e aggiornamento professionale – ha aggiunto il direttore della scuola G.O. Bufalini, Marco Menichetti. “Tra i percorsi che presenteremo– riveste un significato particolare quello dedicato alla lavorazione del legno, un settore che rappresenta una parte importante della tradizione produttiva del nostro territorio e che oggi necessita di nuove professionalità capaci di integrare competenze artigianali e innovazione tecnologica. Formare queste figure significa sostenere concretamente le imprese e contribuire alla trasmissione di saperi che costituiscono un patrimonio economico e culturale della nostra comunità”. Di accordo fra due realtà che si completano l’una con l’altra ha parlato il fondatore e presidente del gruppo Radio Elettra, Francesco Polidori: “dopo qualche tempo si concretizza oggi un progetto destinato ad arricchire e potenziare l’offerta formativa e venire incontro alle esigenze di tutti. La Scuola di arti e mestieri “Bufalini” è una eccellenza a livello nazionale e noi siamo orgogliosi di iniziare un percorso insieme”. Il sindaco, Luca Secondi e l’assessore alle politiche educative e scolastiche, Letizia Guerri, hanno definito questo accordo di collaborazione volto ad ampliare e qualificare l’offerta formativa del territorio come un ulteriore tassello di un qualificato mosaico di offerte che il territorio tifernate riesce a mettere in campo per garantire ai giovani e a coloro che vogliono intraprendere mestieri e attività di grande tradizione un futuro migliore sul fronte occupazionale e produttivo. Una sinergia fra due enti di formazione storici nel panorama nazionale, regionale e locale senza dubbio significativa”. La Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini”, storica realtà formativa del territorio tifernate da sempre impegnata nella valorizzazione delle competenze professionali e dell’innovazione didattica, rappresenta un punto di riferimento regionale per la formazione tecnica, artigianale e tecnologica. La Scuola Radio Elettra, fondata a Torino nel 1951 e conosciuta a livello nazionale per la propria esperienza nella formazione tecnica e professionale, ha formato nel corso dei decenni migliaia di studenti nei settori dell’elettronica, della meccanica e delle nuove tecnologie, distinguendosi per un approccio orientato al mondo del lavoro e delle imprese.
Scuola Radio Elettra: una storia lunga 75 anni
Fondata a Torino nel 1951, Scuola Radio Elettra è una delle realtà storiche della formazione tecnica e professionale in Italia. Da 75 anni accompagna studenti, lavoratori e aspiranti artigiani nell’acquisizione di competenze concrete e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Ha formato oltre un milione di tecnici e professionisti. Dal 1996 fa parte del Gruppo Cepu e oggi propone un’offerta formativa specializzata nei settori dell’impiantistica, della meccanica, dell’elettronica, dell’automazione, dell’informatica e delle nuove tecnologie, con corsi professionali per Automazione Industriale, Carrozziere, Elettricista, Frigorista, Gommista, Installatore di impianti in fibra ottica, Ispettore Centri di controllo, Operatore Metalmeccanico e CNC, Progettista per la stampa 3D, Reverse Engineering, Saldatore – Saldatura elettrica, Saldatore- Saldatura a fiamma, Tecnico di Falegnameria, Tecnico Fotovoltaico, Tecnico Meccatronico, Tecnico Sistemi Domotici e Termoidraulico. Nel tempo, l’offerta formativa di Scuola Radio Elettra si è ampliata ed è oggi estesa anche ai settori food e ristorazione, bellezza e benessere, salute e servizi sociali. Scuola Radio Elettra è un ente accreditato per la formazione professionale e opera nel rispetto della normativa nazionale e regionale di settore. I percorsi riconosciuti rilasciano certificati di qualifica professionale validi in tutta Italia e nei Paesi dell’Unione Europea. L’istituto è inoltre certificato UNI EN ISO 9001:2015. Nel 2025 ha lanciato il progetto “Diventa Artigiano”, nato per valorizzare mestieri altamente richiesti come elettricista, termoidraulico e tecnico meccatronico, contribuendo a ridurre il divario tra domanda e offerta di competenze tecniche specializzate. Uno dei punti di forza della scuola è il corpo docente composto da professionisti attivi nei rispettivi settori, che affiancano gli allievi con un approccio pratico e personalizzato durante tutto il percorso formativo. Il modello didattico integra lezioni online, kit per le esercitazioni a distanza, attività in aula e laboratori attrezzati, supporto costante allo studio e opportunità di stage presso aziende convenzionate. Una formula pensata per conciliare formazione, lavoro e impegni personali, mantenendo la qualità dell’apprendimento e il contatto diretto con il mondo delle professioni.
Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini”
Il 21 novembre del 1909 una pubblica manifestazione nel Palazzo Municipale sancì la nascita della Scuola Operaia di Città di Castello, a lungo promossa dai migliori intellettuali locali. Ad alimentare concrete speranze nello sviluppo della scuola furono le vicende del marchese tifernate Giovanni Ottavio Bufalini che, deceduto nel 1896, aveva disposto che una parte ingente del suo patrimonio venisse devoluto a favore di “una istituzione di beneficenza” a favore di esercenti arti e mestieri nei comuni di Città di Castello e San Giustino. Fu così che nel 1920 la scuola diventò “Officina”. Dal punto di vista della formazione professionale la “Bufalini” diventò inoltre il punto di riferimento soprattutto di quei giovani che non potevano, o volevano, proseguire gli studi dopo la scuola elementare e abbisognavano delle competenze per inserirsi presto e bene nel mondo del lavoro. La scuola ebbe il merito di rifornire con continuità un mercato del lavoro in espansione degli operai specializzati richiesti: tornitori, aggiustatori, forgiatori, saldatori, mobilieri, intagliatori, carpentieri e cementisti. L’istituto ha avuto l’onore di essere stato protagonista di un rapporto diretto, seppur di breve periodo, col celebre artista tifernate Alberto Burri. La storia narra, infatti, che il maestro realizzò una sua opera nel 1948 nei locali della scuola dato che ne aveva richiesto l’utilizzo per la realizzazione di alcune sue opere. Burri, all’epoca non ancora considerato un artista di livello mondiale, si dilettò a disegnare, sul retro di un registro utilizzato dall’istituto, questa piccola opera che poi decise di regalare alla Scuola come segno di riconoscenza e ringraziamento per l’utilizzo dei locali. Da allora l’opera è rimasta a scuola per diversi anni prima di essere consegnata alla Fondazione Palazzo Albizzini che ancora oggi la custodisce nella “Collezione Burri”.