“Dal Pacini non si scende!” – Il Silenzio delle Istituzioni non è più tollerabile

SAN MARCELLO PISTOIESE – Silenzio. Immobilismo. Attese. Promesse non mantenute. Lettere senza risposta. Richieste ignorate. Sono trascorse quasi due settimane dalla richiesta di convocazione della Consulta Socio-Sanitaria, avanzata proprio perché ritenevamo “incredibile” tutto questo.

La riunione è stata fissata per il 29 luglio, ma resta senza risposta la richiesta che ne aveva motivato la convocazione. Non solo. Sono passati 55 giorni dalla conclusione del presidio civico “Dal Pacini non si scende!”, che in appena otto giorni ha raccolto oltre 4.100 firme davanti al mnostro Ospedale. Sono trascorsi più di 130 giorni da quando, in Consulta Socio-Sanitaria, fu mannunciata la riapertura della radiologia “al massimo entro il 15-20 marzo” e 15 giorni da quando, per quanto ci risulta, sono state installate le porte del servizio, che sembrava dovesse essere l’ultimo passo prima della riapertura. Sono invece oltre 40 i giorni passati dalla richiesta urgente di un incontro inviata al Presidente Giani e all’Assessora Monni e non solo non siamo stati ricevuti, ma non abbiamo nemmeno ricevuto una risposta di cortesia. Le Istituzioni, tutte, hanno deciso di nascondersi dietro un silenzio che ha dell’incredibile! Nelle ultime settimane abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook alcuni estratti dei dibattiti pubblici dello scorso aprile. Non per alimentare polemiche, ma per ricordare parole pronunciate pubblicamente davanti alla comunità. In quelle occasioni, infatti, tutti hanno sostenuto che il “problema Pacini” è reale. Si parlava apertamente di servizi ridotti, di professionisti difficili da trovare, di un sistema che rischia progressivamente di mindebolirsi. E si riconosceva che il percorso per la classificazione del Pacini come Ospedale di Area Disagiata rappresentava uno degli strumenti più importanti per rafforzare la sanità della montagna.
Anche per questo il silenzio di oggi lascia perplessi. mLascia perplessi perché i problemi descritti allora sono rimasti immutati. Perché alle richieste di confronto non arrivano risposte. E sorprende perché nessuno ha ritenuto necessario fare pressioni sulla politica regionale affinchè tutte le promesse e le belle parole di questi ultimi mesi divenissero fatti concreti. A questo punto emergono anche altri interrogativi, che riportano alla mente alcune dichiarazioni e interviste dell’Assessora Monni. È proprio attraverso quelle parole che abbiamo appreso come, nei primi giorni di aprile, quindi prima della manifestazione, prima delle otto giornate di presidio davanti all’ospedale e prima della notte trascorsa in tenda con tanto di fascia, Regione e sindaci avessero già discusso e condiviso l’ipotesi di un cosiddetto progetto pilota” per la Montagna Pistoiese.