“Il Restauro del Chiostro e dell’ex Chiesa della Carità

 Si è svolto presso il Chiostro di San Domenico a Città di Castello, il convegno dal titolo “Il Restauro del Chiostro e dell’ex Chiesa della Carità. Conservazione e valorizzazione. Nuovi percorsi di memoria e conoscenza”, promosso dall’Amministrazione Comunale attraverso l’Assessorato alla Cultura e al Patrimonio e curato dalla storica dell’arte Francesca Abbozzo. 

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto sul recente intervento di recupero che ha interessato uno dei complessi monumentali più significativi della città, restituendo alla comunità spazi di grande valore storico, artistico e culturale. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del sindaco Luca Secondi e dell’assessore alla Cultura Michela Botteghi. Il convegno è stato introdotto e coordinato da Lorenzo Fiorucci, storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. Tra i relatori è intervenuto anche Giovanni Luca Delogu, storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e responsabile dell’alta sorveglianza dei lavori. Al centro dell’incontro il tema del restauro delle pareti del Chiostro di San Domenico, illustrato attraverso l’analisi delle metodologie adottate, delle prassi operative e delle prospettive future di valorizzazione del complesso monumentale. “Abbiamo voluto fortemente questo convegno nel Chiostro di San Domenico e nell’ex Chiesa della Carità, appena restaurata e restituita alla città”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. “Crediamo concretamente che conoscere il patrimonio culturale della propria città, approfondirlo e comprenderlo grazie al contributo degli studiosi e degli esperti possa accrescere ulteriormente la consapevolezza del valore che possediamo. Il restauro è stato un intervento importante e abbiamo ritenuto fondamentale accompagnarlo con una giornata di approfondimento e confronto come questa”. Nel suo intervento Giovanni Luca Delogu ha sottolineato l’importanza storica del complesso domenicano: “Si tratta di un complesso di straordinaria rilevanza nella storia dell’Ordine Domenicano, come dimostrano la sua imponenza, la grande chiesa e gli spazi annessi, tra cui questo magnifico chiostro a doppio livello. Per molti anni, dopo la soppressione degli ordini religiosi e le successive trasformazioni, il complesso ha conosciuto anche periodi di abbandono. Sebbene alcune parti fossero già state recuperate e utilizzate dalla comunità, un intervento complessivo di questa portata era atteso da decenni. Grazie alle risorse messe a disposizione dal PNRR è stato finalmente possibile realizzare un recupero completo che considero di eccellente qualità”. A evidenziare il significato culturale dell’intervento è stata anche Francesca Abbozzo, storica dell’arte e curatrice del convegno: “Questo recupero restituisce moltissimo alla città e al territorio. Qui si sovrappongono secoli di storia, di presenza religiosa, di trasformazioni urbanistiche e culturali. Oggi questi spazi tornano a essere pienamente fruibili e capaci di raccontare ciò che sono stati nel corso dei secoli. È un recupero profondo e significativo che consente di riscoprire una parte fondamentale della storia cittadina e apre nuove prospettive di conoscenza e valorizzazione”. Al termine del convegno i partecipanti hanno potuto prendere parte a una visita guidata del complesso monumentale di San Domenico, occasione preziosa per osservare da vicino gli interventi realizzati e approfondire la storia di uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio artistico e architettonico di Città di Castello. L’iniziativa ha confermato l’importanza di affiancare agli interventi di recupero e conservazione momenti di divulgazione e approfondimento, affinché il patrimonio culturale possa essere non solo tutelato, ma anche conosciuto, compreso e vissuto dalla comunità. La sessione della mattina si e’ aperta con l’intervento di Marisa Scarpignato, archeologa su Tifernum Tiberinum: archeologia e continuità urbana a Città di Castello a cui e’ seguito il contributo di Giovanni Cangi, ingegnere, che ha parlato di Una lettura urbanistica e architettonica del sito e Francesca Abbozzo, storica dell’arte, con l’intervento Un’ Aula medievale, sorta nel settimo decennio del XII secolo. Sala di Preghiera e Accoglienza, denominata poi ‘Santa Maria della Carità’. Un valore nascosto. Nel pomeriggio Nicola Falcini, architetto, Cesa srl, Paolo Pecorelli, architetto, Estia srl, Valerio Borzacchini, architetto, RTP Progest, progettista e direttore dei Lavori hanno affrontato il tema Il restauro delle pareti del Chiostro di San Domenico. Metodi e prassi.