Il Comitato “Emergenza Lupo – Arezzo” delibera il proprio scioglimento

L’Assemblea degli iscritti del Comitato “Emergenza Lupo – Arezzo”, riunitasi il 3 luglio 2026, ha deliberato lo scioglimento del Comitato, prendendo atto delle dimissioni irrevocabili del Presidente, Marco Bruni, e dell’assenza di disponibilità a proseguirne l’attività.

Si tratta di una decisione già preannunciata nei giorni scorsi nella chat del Comitato, proprio al fine di consentire ai sostenitori di valutare l’eventuale prosecuzione dell’attività e l’assunzione di responsabilità nella guida del percorso avviato. Si conclude così un’esperienza iniziata nel gennaio 2023, nata dalla volontà di dare voce ai cittadini, agli allevatori, agli agricoltori e a tutti coloro che ritenevano necessario affrontare con serietà e pragmatismo le conseguenze della crescente presenza del lupo nel territorio della provincia di Arezzo. In tre anni e mezzo di attività, il Comitato ha presentato esposti e denunce, promosso incontri pubblici, convegni, petizioni, iniziative di sensibilizzazione e numerosi confronti con le istituzioni locali, regionali e nazionali, contribuendo a portare il tema al centro del dibattito pubblico. Molti cittadini, anche al di fuori del territorio aretino, hanno sostenuto e preso ispirazione dalle iniziative del Comitato, dimostrando come il problema non fosse circoscritto a singole categorie, ma rappresentasse una questione di interesse collettivo, riguardante la sicurezza, la conservazione del territorio e della fauna selvatica, la salvaguardia degli animali di proprietà e d’affezione e la tutela delle attività produttive danneggiate dalla presenza incontrollata e non gestita del lupo. Purtroppo dobbiamo prendere atto che si è ormai determinato un vero e proprio “stallo perfetto”: una condizione che rende impossibile a un comitato di cittadini incidere concretamente sulla realtà. Il Governo nazionale ha scelto di sacrificare la questione lupo, considerata politicamente scomoda, privilegiando altre riforme ritenute meno lesive sul piano del consenso, come quella della caccia.

Ancora una volta si è preferito rinviare il problema, scaricandolo in parte alle Regioni, anziché affrontarlo. È mancato il coraggio politico di contrastare interessi consolidati e ideologie che, da anni, impediscono qualsiasi seria gestione dei grandi carnivori. La vicenda del lupo è diventata il simbolo di una politica che ha rinunciato a governare, preferendo piegarsi a una visione ideologica anziché assumersi la responsabilità di decidere. La constatazione che in altre nazioni europee, e in particolare in Svizzera, si sia iniziato ad affrontare il problema con strumenti concreti e con serietà, non può che alimentare rabbia e frustrazione. A livello regionale assistiamo invece a una non gestione organizzata e protratta nel tempo, avallata anche da associazioni venatorie e organizzazioni del mondo agricolo, in una convergenza incomprensibile e “contro natura”, che continua a produrre progetti inutili, inefficaci e destinati unicamente ad alimentare l’ennesima mangiatoia per i soliti noti. Va citata la vergognosa vicenda dei proiettili di gomma, che rappresenta, in questo quadro, un’operazione degna della peggiore commedia all’italiana. Perché alla fine siamo arrivati esattamente a questo: alla commedia all’italiana. E in un simile contesto non vi è più spazio per serietà, pragmatismo e buon senso. Lo scioglimento del Comitato non rappresenta una smentita delle ragioni che ne hanno determinato la nascita, né implica che le problematiche denunciate possano ritenersi superate. Al contrario, costituisce la presa d’atto dell’impossibilità di proseguire un’attività che, nelle attuali condizioni, non appare più in grado di
incidere efficacemente sulle scelte delle istituzioni competenti. Arriva un momento in cui occorre riconoscere che una battaglia è persa, anche quando si è consapevoli di essere dalla parte giusta della barricata. Rimane, tuttavia, la consapevolezza di aver contribuito a rompere un lungo silenzio su una questione che, fino a pochi anni fa, non trovava spazio nel dibattito pubblico. Oggi il tema della gestione del lupo è oggetto di confronto a tutti i livelli istituzionali: segno che il lavoro svolto da tanti cittadini non è stato vano. Il Comitato rivendica con orgoglio di aver contribuito a questo cambiamento culturale. Il Comitato cessa formalmente la propria attività senza lasciare pendenze economiche, debiti o patrimoni da devolvere, chiudendo la propria esperienza con la serenità di aver operato esclusivamente nell’interesse della collettività, senza fini di lucro e grazie al contributo volontario di chi vi ha creduto. Il Presidente uscente, Marco Bruni, rivolge infine un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso questa esperienza, nella convinzione che l’impegno civico, anche quando si conclude, rappresenti comunque un patrimonio di partecipazione e di responsabilità per l’intera comunità. I comitati nascono quando la politica non ascolta. Si sciolgono quando comprendono di aver detto tutto ciò che potevano dire. Da oggi il Comitato “Emergenza Lupo – Arezzo” chiude, ma il problema del lupo
rimane.
E con esso rimane il dovere delle istituzioni di trovare finalmente una soluzione.