Prorogata fino al 26 luglio la mostra “Nei colori di Francesco” Al Convento di Ganghereto

TERRANUOVA BRACCIOLINI – Considerati gli ottimi riscontri ricevuti nelle prime settimane di apertura, la collettiva d’arte contemporanea “Nei colori di Francesco”, dedicata all’ottavo centenario dalla morte di Francesco d’Assisi, verrà prorogata fino al 26 luglio 2026.

La mostra curata da Marco Botti, inaugurata lo scorso 7 giugno nel Convento di Ganghereto, a Terranuova Bracciolini (AR), propone le opere di trenta apprezzati artisti: Katarina Alivojvodic, Vittorio Angini, Riccardo Antonelli, Guerrino Bardeggia, Mario Bettazzi, Remo Brindisi, Antonia Bortoloso, Mauro Capitani, Giuliano Caporali, Nadia Cascini, Giuliano Censini,  Marco Cipolli, Francesca Donateo, Giuseppe Fochesato, Giulio Galgani, Gianfranco Gobbini, Alessandro Grazi, Silvio Loffredo, Sara Lovari, Pasquale Marzelli, Elidon Mucaj, Vincenzo Nasuto, Dario Polvani, Maurizio Rapiti, Silvia Salvadori, Laura Serafini, Eliana Sevillano, Ernesto Treccani, Giuliano Trombini ed Elisa Zadi. L’evento espositivo è organizzato dalla Fraternità Domenicana di Agognate, con il patrocinio della Fondazione Mauro e Nuccia Capitani ETS. Il finissage di domenica 26 luglio, alle ore 17, sarà l’occasione per presentare il catalogo della mostra, che accoglie tutte le opere presenti, le brevi biografie degli artisti coinvolti e i testi di Raffaele Previato, Mauro Capitani e Marco Botti. “Nei colori di Francesco” è visitabile a ingresso gratuito, il giovedì dalle ore 16 alle 19, il venerdì dalle ore 16 alle 19 e dalle ore 21 alle 23, il sabato e la domenica dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 16 alle 19.  

LA MOSTRA Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Per l’occasione, l’antico convento francescano del Valdarno aretino accoglie una grande mostra collettiva di pittura e grafica che si propone di celebrare l’attualità del messaggio e dei temi del santo assisiate – pace, amore, natura, umiltà e fratellanza – attraverso gli occhi di trenta apprezzati artisti contemporanei, alcuni dei quali non più tra noi. La mostra vuole essere un ponte tra la spiritualità del passato e i linguaggi visivi del presente. Il Convento di Ganghereto sorge in un contesto paesaggistico di rara bellezza, su un pianoro a sinistra del torrente Ciuffenna, dal quale un castello documentato fin dall’XI secolo controllava sia la strada che dai monti del Pratomagno scende nella valle dell’Arno, sia i villaggi che in seguito dettero vita alla Terra Nuova di Santa Maria, ovvero la futura Terranuova Bracciolini. Secondo la tradizione, nel luogo vi era anche una casupola fatta costruire da San Francesco, che a breve distanza fece sgorgare una sorgente d’acqua. Lo smantellamento del fortilizio cominciò dalla seconda metà del Duecento. Uno degli edifici religiosi presenti fu trasformato e ampliato intorno al 1430 per divenire un convento francescano. Dopo essere stato gestito dalla seconda metà del Novecento da suore domenicane, oggi Ganghereto è un centro interreligioso e culturale curato dalla Fraternità Domenicana di Agognate (NO).   All’interno della mostra, ciascun artista presenta un’opera inedita o significativa della propria carriera, in cui viene esplorato il mondo di San Francesco attraverso l’iconografia classica – i luoghi, i personaggi e gli episodi connessi alla vita del patrono d’Italia – o le diverse simbologie legate al “poverello d’Assisi“.  In esposizione anche la cartella “Omaggio a Francesco sul Sacro Monte”, con quattro litografie di Brindisi, Capitani, Loffredo e Treccani, curata dal Comune di Chiusi della Verna in occasione della visita di papaGiovanni Paolo II al santuario francescano del 17 settembre 1993.