
La FP Cisl e la UST Cisl di Arezzo augurano buon lavoro al dottor Marco Torre per il nuovo incarico in Regione, ma lanciano l’allarme sul futuro della sanità provinciale: «Non possiamo permetterci ulteriori rallentamenti. Priorità al completamento delle riorganizzazioni, al rafforzamento del personale e all’avvio della sanità territoriale»
La CISL FP di Arezzo e la UST Cisl di Arezzo esprimono grossa preoccupazione in merito al futuro della sanità della nostra provincia. Facciamo gli auguri al dottor Marco Torre per il suo nuovo incarico in Regione. Dopo appena un anno ci ritroviamo senza un direttore generale che aveva messo in piedi una serie di riorganizzazioni che in parte devono ancora attivarsi. Siamo agli albori della partenza della sanità territoriale con le Case della Comunità e non solo, ci sono lavori da concludere all’ospedale San Donato e in altre strutture della provincia. Il personale sanitario e amministrativo, logorato da tempo, porta avanti il proprio lavoro con coraggio e abnegazione all’interno di modelli organizzativi semi-nuovi e con l’applicazione degli strumenti contrattuali che ad oggi, dopo mesi dalla firma del contratto nazionale, sono ancora in attesa di entrare in vigore a pieno. Il PS dell’ospedale di Arezzo sta sperimentando da poche settimane una gestione dei codici minori da parte del privato sociale. Una soluzione di natura emergenziale ma che dovrà essere monitorata a partire da un primo step a settembre come richiesto dalla Cisl ai tavoli dedicati. Dobbiamo anche registrare che pur essendo la provincia più grande della Asl Toscana Sud Est, per Arezzo è mancata e continua a mancare la giusta centralità organizzativa che si merita nelle scelte aziendali. Alla Cisl non interessa entrare nella partita dei nomi sul nuovo direttore generale, decisione demandata al presidente della Regione, riteniamo però che non ci possiamo permettere una nuova rivoluzione aziendale. Non ci possiamo permettere di stare fermi in attesa che la politica faccia le proprie scelte. I problemi sul tavolo sono tanti e di difficile soluzione. I grandi ospedali della provincia sono in grossa difficoltà la rete territoriale deve partire, ci sono problemi economici enormi, il personale a stento viene sostituito, svolge il proprio lavoro con sempre maggiore difficoltà.Non ci possiamo permettere di perdere tempo e neanche di sentire altre idee, altri progetti, altre riorganizzazioni che non trovano mai una reale applicazione. Chiediamo anche alla politica del territorio di farsi parte attiva in una partita che riveste un’importanza strategica rispetto ai servizi che si erogano ai nostri cittadini.