L’ECCIDIO DEL PASSO DEL CARNAIO

SAN PIERO IN BAGNO – 25 LUGLIO 1944, L’ORRORE E LA MEMORIA DELL’APPENNINO «Strappati dalle case, dai campi e dai ricoveri, condotti al valico per essere giustiziati. Ventisei vite spezzate nel buio della notte dal IV Battaglione Volontari di Polizia Italia».Il #25luglio 1944, sull’Appennino forlivese, si consumò una delle pagine più tragiche della guerra di Liberazione: la strage del Passo del Carnaio.

Nei giorni precedenti, lungo la strada tra Santa Sofia e San Piero in Bagno — un’arteria di fondamentale importanza strategica — tre militari tedeschi erano stati uccisi da azioni partigiane destinate a bloccare le comunicazioni naziste. La risposta nazifascista fu immediata, spietata e cieca.La mattina del 25 luglio, i miliziani del IV-Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien (lo stesso battaglione responsabile delle atroci stragi di Tavolicci, Ca’ Sem e Campo del Fabbro) scatenarono un feroce rastrellamento a San Piero in Bagno e Bagno di Romagna. Decine di persone — compresi donne, bambini e tre anziani prelevati dal ricovero di mendicità — vennero rinchiuse come ostaggi nell’asilo di San Piero.Nonostante il disperato tentativo di intercessione del maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Silvestri, dei parroci locali don Cangi e don Crociani, e di un ufficiale austriaco, solo una parte dei fermati venne rilasciata. I restanti vennero caricati a forza sui camion diretti al Passo del Carnaio.Durante il tragitto e la giornata si consumarono i primi assassinii:Il diciassettenne Domenico Bucherini venne impiccato lungo la strada.Il sacerdote #DonIlarioLazzeroni, che si era precipitato per confortare i prigionieri e tentava di intercedere per la loro salvezza, venne abbattuto da una spietata raffica di mitra.Verso le 21:00, giunti al Passo del Carnaio, i poliziotti ordinarono a donne e bambini di allontanarsi. Subito dopo, aprirono il fuoco sugli uomini. Tra chi riuscì a salvarsi scagliandosi nella scarpata sotto i colpi di mitra (come Ortensio Camillini e Giovacchino Milanesi), 26 civili inermi vennero massacrati e lasciati a terra, prima che gli aguzzini dessero alle fiamme le case della zona.Ricordiamo uno per uno i martiri strappati alla vita in quel tragico 25 luglio:

Balzoni Giovanni, 66 anniBarchi Anselmo, 58 anniBartolini Bernardo, 59 anni (sepolto nella cripta delle vittime)Batani Settimio, 75 anniBattistini Antonio, 45 anniBertozzi Laurante, 38 anniBonaventura Luigi, 53 anniBucherini Domenico, 17 anni (impiccato durante il tragitto)Caminati Giocondo, 43 anniCorzani Amato, 40 anniCorzani Giuseppe, 31 anniCorzani Virgilio, 52 anniGallini Olinto, 64 anniGiannelli Cesare, 59 anniLazzeroni Don Ilario, 40 anni (sacerdote)Mengozzi Domenico, 47 anniNigi Giovanni, 70 anniNuti Francesco, 51 anniRinaldini Giovanni, 81 anniRossi Cesare, 29 anniRossi Giuseppe, 61 anniSalvetti Giovanni, 66 anniSampaoli Angiolo, 66 anniSampaoli Giovanni, 55 anniSampaoli Primo, 41 anniSpighi Giovanni, 84 anniValgiusti Ermenegildo, 52 anni(A essi si aggiunge Francesco Mariani, fucilato sul colle di Corzano nel pomeriggio dello stesso giorno).

LE CONSEGUENZE E LA BEFFA DELLA GIUSTIZIA L’eccidio lasciò un segno profondo nella comunità e all’interno della stessa 8ª Brigata Garibaldi Romagna, aprendo un duro dibattito sull’opportunità di azioni che esponevano la popolazione a rappresaglie così feroci, e spingendo la brigata a promuovere inchieste e primi aiuti alle famiglie colpite.Sul fronte giudiziario, la vicenda ha conosciuto la solita, amara storia dell’impunità postbellica: tra assoluzioni, prescrizioni, amnistie e fascicoli archiviati per “autori rimasti ignoti”, nessuno ha mai pagato per il sangue versato al Carnaio .A 82 anni da quella notte di terrore, il Sacrario del Passo del Carnaio e la cripta nel cimitero di San Piero in Bagno continuano a custodiere la loro memoria.Noi non dimentichiamo. Onore ai martiri del Passo del Carnaio