È morto Francesco Guccini. Cantautore, scrittore, insegnante

E’ un Dio che è morto per citare una sua canzone celeberrima. Il cantautore modenese aveva 86 anni. L’artista si è spento nella sua Pavana, circondato dalla famiglia. Le esequie si terranno in forma privata, mentre a settembre sarà organizzata una cerimonia commemorativa

Francesco Guccini nasce a Modena nel 1940, ma a causa della guerra trascorre l’infanzia e parte dell’adolescenza nel paese dei nonni paterni, Pavana, sull’Appennino pistoiese al confine con il territorio bolognese, tornando a Modena negli anni Cinquanta per frequentare l’Istituto Magistrale. Inizia a suonare la chitarra e a scrivere le prime canzoni, lavora come giornalista alla “Gazzetta di Modena” ma lascia la professione per approdare alle orchestre da balera. È al ritorno da un concerto di Modugno che scrive la sua prima canzone: “L’antisociale”.

Aveva 86 anni, da tempo viveva ritirato nella sua Pavana, cullato dal “suono continuo e ossessivo che fa il Limentra”, il fiume celebrato nella canzone Amerigo, storia di povertà e migranti. Viene dal mondo delle osterie e delle balere, un mondo che non esiste più ma che lui ha reso eterno: ancora oggi a Bologna, che luì definì “una vecchia signora col seno sul piano padono e il culo sui colli”, c’è chi cerca il respiro di quei luoghi, in primis l’Osteria delle Dame.. Per me è stato un punto di riferimento dall’adolescenza in avanti, è stato il secondo concerto della mia vita (il primo fu Edoardo Bennato nella stagione di Burattino senza Fili) e credo di averlo visto sul palco almeno una ventina di volte. Al suo fiaco una fantastica compagnia di musicisti, da Juan Flaco Biondini ad Ares Tavolazzi, dal mitico batterista Ellade Bandini a Vince Tempera per citare qualche nome. Oltre che narratore di storie è stato anche scrittore, indimenticabile il suo Croniche Epafaniche del 1986.

IL DEBUTTO NEL 1967 CON FOLK BEAT N. 1